Superyacht Chef Competition 2026: Etchebest e Cracco tra i giudici allo Yacht Club de Monaco

Lo Yacht Club de Monaco ospiterà il 2 aprile 2026 la settima edizione della Superyacht Chef Competition, organizzata dal centro di formazione La Belle Classe Academy in collaborazione con Bluewater. Nove chef di bordo si sfideranno ai fornelli per conquistare il titolo di quest’anno, in una competizione che valorizza una professione centrale ma spesso poco conosciuta nel mondo dello yachting.

Una giuria d’eccezione

A presiedere la giuria sarà Philippe Etchebest, chef francese due stelle Michelin e Meilleur Ouvrier de France. Al suo fianco siederà Carlo Cracco, rappresentante della cucina italiana contemporanea. A completare il panel:

La supervisione dell’evento è affidata allo chef Philippe Joannès, consulente culinario dello YCM, insieme a Simon Ganache e con il supporto di Frédéric Ramos, presidente di Monaco Goût & Saveurs.

Tecnica, improvvisazione e sostenibilità

Durante la prova gli chef avranno pochi minuti per ideare un piatto con un ingrediente “misterioso” rivelato all’ultimo momento. Tutti gli alimenti dovranno essere utilizzati per evitare penalità legate allo spreco. Le valutazioni terranno conto di tecnica, creatività, capacità d’improvvisazione e presentazione, elementi fondamentali nella cucina a bordo.

Gli chef partecipanti

Tra i nove yacht in gara, due battono bandiera Yacht Club de Monaco, segno dell’attivo coinvolgimento della comunità YCM. La lista dei concorrenti include:
Beatrice Cordy (M/Y Nectar), Gaia Botturi (M/Y Madame Kate), Tony Triest (M/Y Barbara), David Kempsey (S/Y Sagitta), Baptiste Liquito (M/Y Infinity Nine), Milan Popovic (M/Y Smiley), Aaron Thomas (M/Y Canvas), Paul Thinus Prinsloo (M/Y Moka), e Ilija Gojkovic (M/Y Emocean).

Come sottolinea Bernard d’Alessandri, direttore e segretario generale dello Yacht Club de Monaco, “in mare cucinare è parte integrante della vita a bordo e richiede competenze uniche legate al contesto marino”.

La Belle Classe Academy e la formazione a bordo

La La Belle Classe Academy, centro di formazione del club monegasco fondato nel 2015, sostiene la competizione con l’obiettivo di promuovere le professionalità legate allo yachting. Gli studenti della scuola alberghiera di Monaco parteciperanno come osservatori, per conoscere da vicino le dinamiche della cucina in mare e le sue sfide quotidiane.

Il giorno precedente alla gara, il 1° aprile, la Cena dei Grandi Chef riunirà la giuria per un momento di confronto e condivisione tra professionisti del settore.

SEA Index lancia la Certificazione della Qualità dell'Aria per Superyacht: NOx e PM2.5 nel nuovo sistema a stelle

La Superyacht Eco Association (SEA Index), iniziativa fondata dallo Yacht Club di Monaco e Credit Suisse (marchio del Gruppo UBS), ha lanciato una nuova certificazione dedicata alla qualità dell'aria per superyacht. Il sistema valuta le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e particolato fine (PM2.5), offrendo al settore nautico il primo parametro di riferimento specifico per l'impatto locale sulla qualità dell'aria costiera.

Cosa misura la nuova certificazione

La certificazione integra il SEA Index CO2 Rating, già riferimento di mercato per la valutazione dell'impatto climatico dei superyacht. Il nuovo strumento è stato sviluppato in collaborazione con AtmoSud, osservatorio della qualità dell'aria per la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La metodologia si basa sulla Guida all'Inventario delle Emissioni di Inquinanti Atmosferici EMEP/EEA 2023, riferimento europeo per la modellizzazione delle emissioni marittime.

IL VIDEO -> Allo Yacht Club de Monaco Sea Index lancia una nuova certificazione della qualità dell’aria per i superyacht

Come funziona il sistema di valutazione

La certificazione utilizza una scala da 1 a 5 stelle, determinata in modo indipendente per:

Tre stelle corrispondono alle prestazioni di un tipico yacht moderno. Quattro e cinque stelle indicano imbarcazioni con tecnologie avanzate, sistemi di alimentazione ottimizzati o ausiliari ad alta efficienza. La valutazione tiene conto di sistemi collaudati come la riduzione catalitica selettiva (SCR) per NOx, i filtri antiparticolato diesel (DPF) per il PM2.5 e carburanti alternativi come il metanolo, dove esistano fattori di emissione convalidati.

La base scientifica e i dati AIS

AtmoSud ha validato il comportamento operativo tipico delle imbarcazioni utilizzando dati AIS di 2.000 yacht con lunghezza superiore a 24 metri in tutto il Mediterraneo. Questo garantisce che la valutazione rifletta le operazioni reali e non scenari teorici. La metodologia rimane coerente con l'indice CO2 del SEA Index per assicurare continuità tra le certificazioni.

Perché NOx e PM2.5 sono rilevanti per i superyacht

I superyacht trascorrono gran parte del tempo operativo all'ancora o all'ormeggio, spesso in prossimità di porti turistici e coste abitate. A differenza della CO2, che ha impatto climatico globale, NOx e PM2.5 producono effetti localizzati diretti sulla salute umana e sulla qualità dell'aria costiera. Pierre Charles Maria, presidente di AtmoSud, ha sottolineato che "la qualità dell'aria non è solo una preoccupazione ambientale; è un importante problema di salute pubblica".

Le dichiarazioni di Bernard d'Alessandri

Bernard d'Alessandri, presidente della SEA Index Superyacht Eco Association e segretario generale dello Yacht Club de Monaco, ha commentato: "Con il lancio della Certificazione della Qualità dell'Aria, il SEA Index offre agli stakeholder del settore un indicatore ambientale affidabile, trasparente e allineato a livello internazionale". La certificazione è destinata ad armatori, comandanti, cantieri navali, porti e autorità di regolamentazione.

Vela, G-Spot Vince la Primo Cup 2026 a Monaco per la quarta volta: Serena di Lapigio fa la storia

Il team G-Spot, guidato dallo skipper Giangiacomo Serena di Lapigio, ha conquistato per la quarta volta la Primo Cup – UBS Trophy a Monaco, terza vittoria consecutiva. La 42ª edizione della storica regata monegasca ha visto oltre 300 velisti da dieci paesi sfidarsi per tre giorni nelle acque del Principato.

Chi è G-Spot e perché questa vittoria è un record

G-Spot è il team di punta dello Yacht Club de Monaco nella classe J/70. Con questa vittoria, Serena di Lapigio entra nella storia della competizione come il velista più vincente dell'evento. "Su 40 imbarcazioni, circa 20 sono di altissimo livello, quindi la regata è molto impegnativa e molto divertente", ha dichiarato lo skipper a margine della premiazione. "È la quarta volta che vinciamo la Primo Cup. Ne siamo orgogliosi".

Come si è svolta la regata

Le 19 regate si sono disputate in condizioni meteo mutevoli: vento forte da est nella prima giornata, brezze più leggere nel finale. La flotta J/70 era la più numerosa, con circa 40 imbarcazioni al via. Il podio finale:

G-Spot ha anche conquistato il titolo delle Monaco Sportsboat Winter Series 2025-2026, serie stagionale di quattro tappe tra novembre e marzo, precedendo Fraser Yachts (Pierrik Devic) e Charisma V H992 Sailing Team (Nico Poons).

Le altre classi: Smeralda 888 e Longtze Premier

Nelle classi minori la competizione è stata altrettanto serrata. Nella Smeralda 888 ha vinto Millenium Falcon, davanti a Vamos mi Amor di Charles de Bourbon des Deux-Siciles e Canard à l'Orange. Nella Longtze Premier si è imposto lo svizzero Shensu. La classe Cape 31 ha partecipato con una dimostrazione in mare aperta agli spettatori.

La voce di Pierre Casiraghi: la vela come progetto educativo

Pierre Casiraghi, vicepresidente dello Yacht Club de Monaco, ha commentato l'edizione sottolineando il valore formativo della regata. "Sono sempre felice di vedere regatare al club. È speciale per me perché è qui che ho iniziato a navigare", ha detto. Il club punta a coinvolgere sempre più giovani velisti, fornendo attrezzatura, formazione e accesso a imbarcazioni più grandi per favorire la crescita nello sport.

La storia della Primo Cup e i prossimi eventi

Nata nel 1985 per iniziativa del Principe Alberto II di Monaco, la Primo Cup è uno degli appuntamenti di apertura della stagione velica mediterranea dei monotipi. La prossima edizione è in programma dal 4 al 7 marzo 2027. Prima di allora, lo Yacht Club de Monaco ospiterà dal 21 al 24 marzo 2026 la prima Monaco, Capital of Advanced Yachting Rendezvous, con la partecipazione dell'Explorers Club di New York. Il 21 marzo si terrà anche la prima Yachting Student Fair, aperta gratuitamente a studenti e neolaureati interessati al mondo della vela e del mare.

Vela, a Monaco di Mare la Primo Cup-UBS Trophy 2026: 350 atleti in gara dall'8 al 8 marzo

Le acque del Principato di Monaco ospitano dal 6 all'8 marzo la 42ª edizione della Primo Cup-UBS Trophy, una delle regate veliche più longeve del Mediterraneo. L'evento, organizzato dallo Yacht Club de Monaco con il supporto di UBS e North Sails, riunisce oltre 350 velisti provenienti da nove Paesi.

Cos'è la Primo Cup

La Primo Cup nasce nel 1985 su iniziativa di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco e nel corso di quattro decenni è diventata un appuntamento fisso del calendario velico internazionale. Si tratta di una delle prime regate di alto livello della stagione nel Mediterraneo, capace di richiamare ogni anno professionisti ed equipaggi amatoriali da tutto il mondo.

Bernard d'Alessandri, direttore generale dello Yacht Club de Monaco, descrive Monaco come un contesto «tecnicamente complesso», in cui «l'intensità sportiva spinge tutti ad alzare il proprio livello».

Chi partecipa

Dawn Riley, simbolo della vela mondiale

Tra i nomi più attesi c'è l'americana Dawn Riley, una delle figure più note della storia della vela. È stata la prima donna a guidare un team nella Coppa America - la competizione velica più prestigiosa al mondo - e ha preso parte a tre edizioni del torneo, oltre a due edizioni della Whitbread Round the World Race, oggi chiamata The Ocean Race.

Le quattro classi di imbarcazioni

La regata si disputa con quattro tipologie di barche, ognuna con caratteristiche tecniche diverse:

Come seguire la regata

Le gare si svolgono nelle acque antistanti il porto di Monaco e alcune classi, come la Longtze Premier, possono essere seguite a occhio nudo dalla diga principale. Il programma prevede regate giornaliere dal 6 all'8 marzo, con il primo segnale di avviso fissato nella giornata inaugurale di venerdì.

Lilly dedica Never Stop Supporting a Marta Bassino dopo l’infortunio

Lilly, sponsor olimpico e paralimpico di Milano Cortina 2026, ha inaugurato l’installazione interattiva Never Stop Supporting in Piazza dei Mercanti a Milano. L’evento è dedicato a Marta Bassino, campionessa di sci alpino in Slalom Parallelo, Super G e vincitrice della Coppa del Mondo di Slalom Gigante.

L’installazione include un paio di sci bianchi con messaggi di incoraggiamento da familiari, amici e fan, raccolti per sostenere l’atleta durante il recupero. Il progetto si collega alla campagna Never Over – Non Fermarsi Mai, lanciata il 6 febbraio 2026.

Lo stop di Bassino e il percorso di riabilitazione

Marta Bassino ha subito una frattura al piatto tibiale laterale sinistro il 22 ottobre 2025 durante un allenamento in Val Senales. L’atleta è stata operata lo stesso giorno alla Clinica La Madonnina di Milano, con riduzione della frattura, reinserzione del legamento collaterale mediale e sutura del menisco laterale.

I tempi di recupero prevedono un mese in scarico, seguito da fasi progressive di riabilitazione, con ritorno sugli sci stimato tra quattro e sei mesi dall’intervento. Bassino ha saltato i Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 a causa dell’infortunio.

L’inaugurazione e le parole dell’atleta

Durante l’evento, Bassino ha assistito a un video che riassumeva i mesi post-infortunio, ricevendo gli sci con i messaggi dal padre e dal fidanzato. L’atleta ha dichiarato: “Non mi aspettavo niente di tutto ciò. Mi fa rendere conto che sono circondata da persone che mi vogliono bene”.

Bassino ha indicato il piano di recupero: full immersion di riabilitazione a marzo, test sugli sci ad aprile alternati a fisioterapia, rimozione della placca e preparazione per la prossima stagione.

Il messaggio di resilienza e la partnership con Milano Cortina

Never Stop Supporting collega i valori dello sport alla ricerca scientifica, enfatizzando il sostegno continuo nei momenti di sfida. Elias Khalil, Presidente e General Manager Lilly Italy Hub, ha spiegato: “Il percorso di Marta Bassino rappresenta lo spirito di Never Over – Non Fermarsi Mai”.

IL VIDEO -> Salute, con "Never Stop Supporting" Lilly rilancia il proprio impegno nella ricerca e nello sport

Interventi istituzionali

Nevio Devidè, Chief Revenue Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, ha evidenziato il legame con i valori olimpici e paralimpici, annunciando la prosecuzione della partnership con Lilly per le Paralimpiadi. Martina Riva, Assessore allo Sport del Comune di Milano, ha commentato l’iniziativa come espressione di resilienza e solidarietà.

Come visitare l’installazione

L’installazione in Piazza dei Mercanti rimane aperta al pubblico fino al 15 marzo 2026.radionbc+2
I visitatori possono lasciare messaggi di incoraggiamento tramite QR code, che saranno recapitati a Bassino.

Monaco Energy Boat Challenge 2026: 43 Team per la Nautica Sostenibile

Lo Yacht Club de Monaco accoglie dal 8 all’11 luglio la 13ª Monaco Energy Boat Challenge, evento per accelerare la transizione energetica nella nautica da diporto. Patrocinato dalla Fondazione Principe Alberto II, UBS, BMW e SBM Offshore, coinvolge 43 team da 21 paesi europei, nordamericani, mediorientali e africani.

Prototipi da Università e professionisti

Oltre 1000 studenti e ingegneri presentano soluzioni come eco-design ibrido, gemelli digitali (Cambridge University) e propulsione ad alta velocità. Distribuzione: 33 batterie elettriche, 9 idrogeno, 1 metanolo, 9 foil.

Le quattro categorie in gara

I team competono in:

Dialogo tra ricerca e industria

Corporate Mentoring, Tech Talks e Job Forum facilitano scambi tra partecipanti e settore marittimo. Bernard d’Alessandri, segretario generale YCM, definisce l’evento piattaforma per collaborazioni su soluzioni sostenibili. Giuria valuta presentazioni e contributi open source.

Yachting Student Fair: a Monaco la prima fiera dedicata alle carriere del mare

Il 21 marzo 2026, lo Yacht Club de Monaco ospiterà la prima edizione della Yachting Student Fair, un evento dedicato agli studenti interessati a scoprire le opportunità professionali nel mondo della nautica e delle discipline marittime. L’iniziativa, aperta dalle 10:00 alle 17:00, si inserisce nella visione “Monaco, Capital of Advanced Yachting” e mira a promuovere una maggiore consapevolezza sulle carriere legate al mare.

Una giornata di orientamento e incontri

La fiera offrirà incontri tra studenti, istituti di formazione e professionisti del settore. Saranno presenti scuole, accademie e organizzazioni marittime per illustrare i percorsi di studio e le possibilità di inserimento nel mercato del lavoro.
Tra gli enti partecipanti figurano l’École Nationale Supérieure Maritime (ENSM), l’Academy France, il Lycée Jacques Dolle d’Antibes e l’École Nationale des Scaphandriers, con programmi dedicati alla manutenzione nautica, all’ingegneria, alle tecniche subacquee e alle operazioni iperbariche.

Focus sulla nautica da diporto e sui mestieri tecnici

Per la nautica da diporto, il La Belle Classe Academy dello Yacht Club de Monaco, insieme al Cluster Yachting Monaco, alla Yacht Broker School, alla European School of Economics e al Lycée Jeanne & Paul Augier, presenterà corsi su gestione, brokeraggio e ospitalità a bordo.
Anche la Direzione degli Affari Marittimi di Monaco e la SEPM, società di gestione dei porti, illustreranno le professioni legate alle infrastrutture portuali e alla logistica marittima.

Durante la giornata interverranno anche esperti come il modellista Hervé Arnoul, che illustrerà l’importanza delle competenze tecniche nella cantieristica e nel design nautico.

Esperienze dal mare e testimonianze

Gli studenti avranno l’opportunità di visitare gli yacht ormeggiati presso la marina dello YCM, tra cui il S/Y 7Continent, guidato dall’armatore e navigatore Patrick Deixonne, fondatore della 7th Continent Expedition.
Accanto a lui, l’esploratore Luc Hardy, membro della Société des Explorateurs Français, condividerà le proprie esperienze legate all’esplorazione e alla tutela ambientale.

Un evento che apre una settimana dedicata al mare

La Yachting Student Fair inaugura quattro giorni di incontri e iniziative dedicate al mare e alla sostenibilità marina, in collaborazione con l’Explorers Club di New York.

L’ingresso è gratuito previa registrazione online al link ufficiale: https://form.jotform.com/260483294527059.

BYD presenta ATTO 3 EVO: il nuovo SUV elettrico su e-Platform 3.0

BYD ha presentato ATTO 3 EVO, nuova evoluzione del SUV elettrico basato sulla più recente versione della e-Platform 3.0. Il modello è pensato per avvicinarsi alle esigenze quotidiane degli utenti europei, intervenendo su powertrain, architettura, efficienza e funzionalità di bordo.

Piattaforma e architettura tecnica

ATTO 3 EVO utilizza l’ultima generazione della e-Platform 3.0 sviluppata internamente da BYD. La struttura prevede la possibilità di scegliere tra trazione posteriore e trazione integrale (AWD), con sospensioni posteriori a cinque bracci pensate per una risposta più accurata della vettura in diverse condizioni di marcia.

Blade Battery e tecnologia Cell-to-Body

La piattaforma integra la Blade Battery proprietaria BYD, con chimica litio-ferro-fosfato. L’accumulatore è installato con tecnologia Cell-to-Body, che prevede l’integrazione diretta delle celle nel telaio. In questo modo il pavimento dell’abitacolo coincide con la parte superiore della batteria, con vantaggi in termini di sfruttamento degli spazi, rigidità torsionale e robustezza della struttura.

Gamma, motori e prestazioni

La gamma ATTO 3 EVO è organizzata in due versioni, caratterizzate da una configurazione semplice e da un’identica base elettrica. Entrambe adottano una batteria da 74,8 kWh e un sistema di ricarica in corrente continua fino a 220 kW, resa possibile dall’architettura a 800 Volt. In queste condizioni, il passaggio dal 10% all’80% di carica richiede circa 25 minuti.

Versione Design: trazione posteriore

La versione Design prevede la trazione posteriore, con un motore elettrico posizionato sull’asse posteriore. La potenza è pari a 313 CV (230 kW), la coppia massima raggiunge i 380 Nm. Lo 0-100 km/h viene coperto in 5,5 secondi, mentre l’autonomia combinata nel ciclo WLTP arriva fino a 510 km, secondo i dati dichiarati dal costruttore.

Versione Excellence: trazione integrale

La variante Excellence aggiunge un secondo motore elettrico sull’asse anteriore, realizzando uno schema a trazione integrale. La potenza complessiva sale a 449 CV (330 kW), con 560 Nm di coppia massima. L’accelerazione 0-100 km/h viene coperta in 3,9 secondi, con un’autonomia WLTP combinata dichiarata di 470 km.

Ricarica, V2L e capacità di traino

Oltre alle prestazioni, ATTO 3 EVO offre una capacità di traino fino a 1.500 kg con rimorchio frenato. Entrambe le versioni integrano la funzione Vehicle-to-Load (V2L), che consente di alimentare dispositivi esterni fino a 3 kW utilizzando l’energia della batteria di trazione. Questa soluzione amplia le possibilità d’uso del veicolo in contesti outdoor e professionali.

La strategia BYD per il mercato europeo

In occasione della presentazione, Stella Li, Executive Vice President di BYD, ha sottolineato come ATTO 3 EVO rappresenti una sintesi delle più recenti tecnologie sviluppate dal marchio. Il SUV elettrico è pensato per il pubblico europeo, con un’attenzione specifica a efficienza, tempi di ricarica, possibilità di scelta tra due configurazioni di trazione e dotazioni orientate all’utilizzo quotidiano.

Yachting 2035: il settore dei superyacht tra trasformazione economica e sostenibilità ambientale

Giovedì 5 febbraio, lo Yacht Club de Monaco ospiterà il 18° Business Economic Symposium – La Belle Classe Superyachts, evento organizzato come cena-dibattito nell'ambito dell'iniziativa collettiva Monaco, Capital of Advanced Yachting. L'appuntamento riunirà i principali protagonisti del settore internazionale dello yachting per affrontare le trasformazioni strutturali in corso nell'industria dei superyacht.

Un ecosistema interconnesso: la visione dello Yacht Club di Monaco

L'edizione 2026 del simposio si focalizza sul tema "Yachting 2035: la trasformazione economica del settore di fronte ai nuovi standard ambientali". Questo focus riflette le sfide normative, economiche e finanziarie che caratterizzano il momento storico del settore nautico mondiale, in un contesto segnato da cambiamenti demografici, geopolitici e tecnologici accelerati.

Secondo Bernard d'Alessandri, direttore e segretario generale dello Yacht Club de Monaco, lo yachting rappresenta un elemento centrale di un ecosistema più ampio. D'Alessandri sottolinea che il settore non può più essere considerato isolatamente, ma deve essere interpretato come parte integrante di un ecosistema economico, ambientale e umano che richiede una visione collettiva e orientata al lungo periodo.

Le dimensioni economiche del settore

Il settore dello yachting registra un impatto economico globale stimato in 54 miliardi di euro. Inoltre, la produzione risulta concentrata per circa l'80% in Europa, conferendo al continente un ruolo preponderante nelle catene di valore e nella competitività internazionale del comparto. Nonostante questa rilevanza economica, il settore si trova oggi di fronte a un punto cruciale, chiamato a conciliare la creazione di valore, il mantenimento della competitività e l'adattamento a quadri normativi in rapida evoluzione.

I relatori e i temi del dibattito

L'analisi del mercato globale

Francesca Webster, direttrice responsabile di SuperYacht Times, aprirà i lavori del simposio con un'analisi basata sui dati più recenti del Global Order Book. Questo contributo pone le fondamenta economiche della discussione, fornendo elementi di valutazione relativi alle dinamiche attuali della flotta mondiale, del portafoglio ordini in essere e del mercato delle imbarcazioni usate.

Gli standard ambientali come fattore strutturante

La dott.ssa Nathalie Hilmi, esperto in macroeconomia, finanza internazionale e sviluppo sostenibile, fornirà un approfondimento dedicato all'impatto dei nuovi standard ambientali sul settore. Secondo questa prospettiva, gli standard ambientali sono destinati a diventare un criterio economico strutturante per l'intera filiera dello yachting, dalla fase di progettazione degli yacht alla loro gestione operativa e alle operazioni di refit.

Le dinamiche macroeconomiche e geopolitiche

Max Kunkel, economista di UBS, proporrà un'analisi macroeconomica e geopolitica del settore, identificando le principali dinamiche di lungo periodo che influenzano le strategie di investimento. Tra questi fattori figurano la demografia, la deglobalizzazione, la decarbonizzazione, la digitalizzazione e le dinamiche di indebitamento globale, elementi che orientano il finanziamento della transizione nel comparto.

L'evoluzione delle aspettative degli armatori

Marnix Hoekstra, Co-Creative Director e Partner di Vripack, presenterà l'evoluzione delle aspettative dei proprietari di yacht, illustrando progetti nei quali sostenibilità, innovazione e creazione di valore risultano integrate fin dalle prime fasi della progettazione. Questo contributo prefigura nuovi modelli economici per il settore, capaci di conciliare le esigenze di rendimento finanziario con i vincoli derivanti dalla transizione ambientale.

Prospettive e implicazioni per il settore

L'appuntamento di Monaco rappresenta un momento di confronto critico per il settore dello yachting internazionale. Le trasformazioni in corso richiedono un ripensamento delle strategie competitive e dei modelli di business tradizionali. L'integrazione della sostenibilità ambientale come criterio decisionale non rappresenta unicamente una risposta alle normative emergenti, ma costituisce una leva potenziale di innovazione e differenziazione nel mercato globale dei superyacht.

Monaco Optimist Team Race 2026, allo Yacht Club de Monaco 15 squadre di giovani velisti da 12 Paesi

La Monaco Optimist Team Race 2026 ha preso il via allo Yacht Club de Monaco, confermandosi come una delle regate giovanili di riferimento nel calendario internazionale. Per il primo giorno di gara quindici squadre di giovani velisti, provenienti da dodici Paesi, si sono affrontate in acqua per superare la fase a gironi e qualificarsi ai turni successivi. L’evento riunisce ragazzi e ragazze sotto i 14 anni e porta nel Principato l’élite mondiale della classe Optimist, con un format pensato per mettere al centro il gioco di squadra e la crescita tecnica.

Un format ispirato al team racing e all’America’s Cup

La Monaco Optimist Team Race adotta il format del team racing, disciplina che privilegia strategia, comunicazione e gestione delle situazioni rispetto alla sola velocità pura. Ogni squadra è composta da quattro timonieri che si affrontano in regate brevi e ravvicinate, in una serie di match uno contro uno tra team.

La struttura dell’evento prevede una fase a gironi “round robin”, in cui tutte le squadre si incrociano in un tabellone completo; in seguito, le migliori accedono a quarti di finale, semifinali e finali, che rappresentano il momento conclusivo della manifestazione. L’obiettivo comune per i giovani velisti è vincere il maggior numero possibile di match per portare in alto il proprio team in classifica, imparando allo stesso tempo a prendere decisioni rapide in un contesto altamente competitivo.

Giovani capitani in acqua: decisioni, responsabilità e lavoro di squadra

Secondo il giudice internazionale Chris Atkins, la vela offre ai giovani una possibilità unica: a 10, 11 o 14 anni possono prendere un aereo, raggiungere un altro Paese e confrontarsi in gara con coetanei provenienti da continenti e culture diverse. In acqua i ragazzi diventano capitani della propria imbarcazione, assumono il controllo delle manovre e sono chiamati a prendere tutte le decisioni in tempo reale, in un ambiente internazionale e multilingue.

Questa dimensione li mette di fronte a responsabilità sportive e relazionali che vanno oltre la singola regata: devono coordinarsi con i compagni di squadra, interpretare il campo di regata e adattarsi alle condizioni meteo, costruendo competenze utili anche fuori dallo sport. L’enfasi sul lavoro di squadra, tipica del team racing, li porta a guardare oltre il risultato individuale per concentrarsi sull’esito collettivo, concetto centrale anche nelle classi superiori della vela e nello yachting in generale.

Clinic internazionale e formazione con Chris Atkins

Accanto alle regate, la Monaco Optimist Team Race è affiancata da una clinic internazionale guidata da Chris Atkins, figura di riferimento mondiale nel team racing con oltre 45 anni di esperienza. Tre volte vincitore del Campionato Nazionale Britannico di regata a squadre, ex selezionatore della squadra olimpica britannica per Pechino e Londra e arbitro di World Sailing, Atkins supervisiona un lavoro specifico su tattica, tecnica e gestione delle situazioni di regata.

In tre giorni di allenamenti, le squadre coinvolte hanno la possibilità di perfezionare manovre, affinare le decisioni in incrocio e comprendere in profondità le peculiarità del format team race, dalle priorità di regata alla gestione dei penalti. L’obiettivo dichiarato non è soltanto migliorare il livello tecnico, ma permettere a ogni atleta di tornare a casa come velista e come persona più consapevole, con strumenti utili per le future tappe di carriera.

Il ruolo dello Yacht Club de Monaco nello sviluppo della vela giovanile

Per lo Yacht Club de Monaco, la Monaco Optimist Team Race è un pilastro della propria strategia sportiva, che mira a promuovere team spirit, disciplina, autocontrollo e rispetto delle regole tra i più giovani. Il club ospita le squadre, mette a disposizione strutture e supporto logistico e favorisce il confronto tra i membri della propria Sezione Sportiva e le delegazioni straniere.

Secondo il segretario generale Bernard d’Alessandri, la competizione ha un valore che va oltre la singola edizione: gli Optimist di oggi sono i velisti di domani e imparare a lavorare per il risultato di squadra è fondamentale in una disciplina dove, salendo di categoria, la presenza di equipaggi numerosi a bordo è la norma. In questo contesto, Monaco si propone come laboratorio permanente per la nuova generazione della vela.

Una partecipazione sempre più internazionale

L’edizione 2026 conferma e rafforza il profilo internazionale della regata: quindici squadre under 14 arrivano da dodici nazioni, dall’Uruguay agli Stati Uniti, passando per Irlanda, Italia e diversi Paesi europei. La varietà di provenienze crea un ambiente di scambio culturale che accompagna quello sportivo, con le delegazioni che condividono giornate in banchina, briefing tecnici e momenti di confronto fuori dall’acqua.

Per le federazioni e i club partecipanti, la tappa di Monaco è considerata un passaggio strategico nel percorso formativo dei propri giovani, sia per il livello degli avversari sia per la qualità dell’organizzazione e delle condizioni di regata nella baia del Principato.

Un albo d’oro che racconta la crescita dell’evento

Dal 2010 la Monaco Optimist Team Race ha costruito un palmarès che riflette il progressivo ampliamento del bacino di partecipazione. In una prima fase la Svizzera ha spesso primeggiato con la Société Nautique de Genève e il Gstaad Yacht Club, cui si sono aggiunti nel tempo successi di squadre provenienti da Germania, Finlandia, Turchia e dallo stesso Monaco.

Negli anni più recenti è emersa con forza la presenza statunitense, con vittorie nel 2020 e nel 2022, mentre nel 2023 la Croazia ha firmato una sorpresa con il team JKU Deep Blue. Ogni edizione ha messo in luce una nuova realtà capace di imporsi ai massimi livelli del team racing giovanile, confermando la manifestazione come osservatorio privilegiato sui futuri protagonisti della vela internazionale.

Monaco come laboratorio per la prossima generazione di velisti

Per quattro giorni, la Monaco Optimist Team Race trasforma il tratto di mare davanti allo Yacht Club de Monaco in un campo scuola per giovani regatanti, dove tecnica e strategia si intrecciano in un contesto altamente formativo. Attraverso il format team race, la clinic internazionale e il confronto tra squadre di più continenti, l’evento contribuisce a preparare una nuova generazione di velisti abituati a competere in scenari complessi, a comunicare in squadra e a prendere decisioni rapide in condizioni variabili.