
Vaccinare la popolazione anziana non rappresenta solo una misura sanitaria, ma anche un investimento con ricadute economiche per il sistema Paese. È quanto emerso durante l’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano, organizzata a Roma da HappyAgeing, Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo.
Secondo le analisi presentate, per ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli over 60 si può generare un beneficio fino a 782 euro per la società. Il dato proviene da uno studio dell’Office of Health Economics, incluso nel documento tecnico-scientifico elaborato dalle Università di Pisa e Bari.
Il report, intitolato “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia”, raccoglie evidenze della letteratura internazionale su epidemiologia, carico di malattia, offerta vaccinale e costo-efficacia. Il lavoro è stato coordinato scientificamente da Caterina Rizzo e Silvio Tafuri.
Il documento è stato presentato al Ministero della Salute e al Coordinamento Interregionale Prevenzione, nell’ambito del percorso di aggiornamento del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV).
Secondo gli esperti, l’estensione e il rafforzamento delle strategie vaccinali negli adulti sopra i 60 anni rappresentano un elemento chiave per migliorare gli esiti di salute e generare valore per il sistema sanitario.
L’analisi si concentra su diverse vaccinazioni considerate rilevanti per la popolazione anziana:
Queste vaccinazioni sono associate alla prevenzione di complicanze, ospedalizzazioni e impatti a lungo termine sulla salute.
Tra i nodi evidenziati, la percezione del rischio da parte della popolazione anziana. Secondo il Comitato tecnico-scientifico di HappyAgeing, molti over 60 non sono consapevoli dell’immunosenescenza, ovvero il progressivo indebolimento del sistema immunitario con l’età.
Per questo, tra le proposte avanzate:
Oltre ai centri vaccinali, viene indicata la necessità di coinvolgere strutture territoriali come case di comunità, ospedali, poliambulatori e farmacie.
Il tema si inserisce nel contesto del cambiamento demografico italiano, caratterizzato da un progressivo aumento della popolazione anziana. Questo scenario incide sulla domanda di servizi sanitari e sulla loro sostenibilità.
Secondo gli esperti di sanità pubblica, la vaccinazione negli anziani va considerata non solo come prevenzione delle malattie infettive, ma come uno strumento per promuovere un invecchiamento in salute e ridurre il carico complessivo di patologie, incluse quelle croniche e degenerative.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il ruolo delle organizzazioni sindacali dei pensionati nel promuovere politiche per l’invecchiamento attivo. In un contesto di aumento dell’aspettativa di vita, la prevenzione viene indicata come uno degli strumenti per garantire qualità della vita e sostenibilità del sistema sanitario.
