
La salute visiva richiede maggiore centralità e risorse all'interno delle politiche sanitarie italiane. È questo il tema al centro dell'appuntamento nazionale promosso dall'Associazione pazienti malattie oculari (APMO) dal titolo “Guardiamo lontano”, tenutosi presso l'auditorium dell'Ara Pacis a Roma in occasione della Giornata mondiale della vista.
Durante l'incontro, il confronto tra mondo scientifico, associazioni dei pazienti e istituzioni ha evidenziato come la vista tenda spesso a occupare un piano secondario nelle decisioni politiche, principalmente perché le patologie oculari non comportano esiti letali.
Tuttavia, come sottolineato dal presidente di APMO, Francesco Bandello, la mancata o inadeguata cura delle patologie della vista compromette gravemente la qualità di vita del paziente, aumentando il rischio di isolamento, depressione e incidenti domestici come le cadute.
A ribadire l'importanza di un'azione unitaria è stato Mario Barbuto, presidente dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti (IAPB): la collaborazione tra comunità scientifica e pazienti punta a stabilire un dialogo costruttivo con le istituzioni per potenziare prevenzione, trattamenti e percorsi di riabilitazione.
Sul piano legislativo e istituzionale, la XII Commissione Affari sociali della Camera ha approvato all'unanimità tre mozioni volte a sollecitare l'adozione di un Piano nazionale di prevenzione visiva da parte del governo, con l'obiettivo di introdurre screening precoci e omogenei su tutto il territorio nazionale.
La salute visiva, come ricordato dall'onorevole Ilenia Malavasi, costituisce un pilastro del diritto universale alla salute, indispensabile per garantire l'autonomia individuale, l'inserimento lavorativo e scolastico e il benessere complessivo.
Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha evidenziato come la sostenibilità e il miglioramento delle performance del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) passino necessariamente attraverso gli investimenti in prevenzione. Un approccio strategico efficace deve fondarsi sulla capacità di diagnosticare le patologie prima della comparsa dei sintomi attraverso programmi di screening mirati.
Tra le principali sfide affrontate nel settore figurano i tempi di attesa per le prestazioni oculistiche. Il sottosegretario Gemmato ha ricordato gli strumenti introdotti dal decreto specifico per il monitoraggio e la riduzione delle liste d'attesa, evidenziando un incremento di 1,6 milioni di prestazioni erogate nell'ultimo anno a livello nazionale.
La conclusione dell'evento è affidata alla visione di APMO: anticipare i fabbisogni futuri per evitare che si trasformino in emergenze sanitarie attraverso strategie strutturali basate su prevenzione, diagnosi tempestiva e accesso universale alle cure.
