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23 Aprile 2026

Rapporto Altems sulla sanità: ritardi nelle visite, divari regionali e urgenza della prevenzione

Nel corso del 2023, soltanto il 54% delle prime visite specialistiche in Italia è stato erogato entro la tempistica prevista di trenta giorni. Questo ritardo nell'accesso alle cure ha effetti diretti sulla tenuta e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). È quanto emerge dal "Rapporto italiano sulle malattie non trasmissibili", un documento elaborato da Altems con il coordinamento scientifico dell’ingegnere Emmanouil Tsiasiotis, e realizzato all'interno della Partnership for health system sustainability and resilience, con il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia e Philips.

I dati sulle liste d'attesa e le disuguaglianze territoriali

Il documento analizza lo stato attuale del sistema sanitario, evidenziando come la prevenzione assorba attualmente solo il 5% circa della spesa sanitaria complessiva nazionale. Una percentuale che si scontra con le evidenti disparità geografiche registrate sul territorio italiano.

Le statistiche relative alle coperture per gli screening preventivi mostrano infatti un divario marcato: in alcune Regioni del Nord Italia l'adesione raggiunge quote comprese tra il 65% e il 70%, mentre in diverse aree del Mezzogiorno il dato scende al di sotto del 40%. Secondo il rapporto, la prevenzione deve necessariamente trasformarsi in un investimento strutturale per il Paese.

IL VIDEO -> Salute, alla prevenzione il 5% della spesa sanitaria: il rapporto

Gestione della cronicità e collaborazione pubblico-privato

L'invecchiamento demografico rappresenta un indicatore positivo per l'Italia, ma comporta nuove necessità cliniche e gestionali. Emmanouil Tsiasiotis, Research Associate di Altems, sottolinea come la longevità ponga una sfida nella gestione delle patologie croniche all'interno di un sistema storicamente strutturato per curare piuttosto che per prevenire. La riorganizzazione della medicina territoriale in atto viene indicata come l'occasione per ridefinire le strategie preventive.

In questo scenario, il settore privato rivendica il proprio ruolo a supporto del sistema pubblico. Francesca Patarnello, VP Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia, evidenzia la responsabilità delle imprese del settore life sciences nel fornire innovazione e competenze attraverso modelli collaborativi. Patarnello valuta positivamente i recenti provvedimenti volti a semplificare il percorso di cura dei pazienti, come il potenziamento del ruolo dei medici e dei farmacisti territoriali per farmaci come le gliflozine, e lo stanziamento di nuovi fondi per lo screening precoce del tumore polmonare.

Il ruolo abilitante della sanità digitale

Un ulteriore capitolo del rapporto è dedicato all'integrazione delle nuove tecnologie. L'efficacia della sanità digitale passa dalla necessità di rendere i sistemi informativi interoperabili e le soluzioni tecnologiche scalabili, evitando che i nuovi strumenti generino un'ulteriore frammentazione del sistema.

Clara Sattler de Sousa e Brito, Leader Europe Regione di Philips, precisa che la digitalizzazione può favorire la diagnosi precoce e la continuità assistenziale solo se supportata da regole di governance chiare e da strumenti di misurazione dei risultati. L'utilizzo strategico dei dati, conclude l'esponente di Philips, è fondamentale per programmare gli interventi, migliorare le performance della sanità e fornire risposte in tempi adeguati ai pazienti affetti da patologie croniche.

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