
Si è tenuta a Roma, presso il Salone d’Ercole di Palazzo Farnese (sede dell’Ambasciata di Francia in Italia), la cerimonia di premiazione della 14esima edizione del Premio Letterario Angelo Zanibelli "La parola che cura". Promosso dall'azienda farmaceutica Sanofi a partire dal 2013, il premio nasce in memoria del proprio storico Direttore della comunicazione e delle relazioni istituzionali, con l'obiettivo di valorizzare la narrazione come strumento terapeutico e di condivisione sociale dei percorsi di cura.
L'edizione di quest'anno ha visto la selezione e la valutazione di 130 opere in concorso, tra racconti di pazienti, caregiver e operatori sanitari.
IL VIDEO -> “La parola che cura”, consegnato a Palazzo Farnese il premio letterario Sanofi dedicato ad Angelo Zanibelli
La giuria ha selezionato i progetti vincitori distinguendo tra narrative illustrate, narrativa generale, saggistica e riconoscimenti speciali per l'impegno sociale e sanitario.
| Categoria | Vincitore / Vincitrice | Titolo Opera / Motivo |
| Illustrati | Anna Arnone | Il sogno di Diana |
| Narrativa | Giorgia Protti | La giusta distanza dal male |
| Saggistica | Giuseppina Facchi | Io prima di noi |
| Personaggio dell'Anno | Guido Bertolaso | Intervento di recupero e assistenza ai ragazzi colpiti dalla tragedia di Crans |
La cerimonia ha visto la partecipazione delle istituzioni diplomatiche e dei vertici aziendali, che hanno rimarcato la centralità della dimensione umana nella medicina contemporanea.
L’Ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes, ha sottolineato l'importanza del racconto letterario come supporto essenziale alle pratiche di cura e la costante attenzione delle istituzioni francesi verso i temi dell'assistenza e della salute.
Il Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia e Malta, Marcello Cattani, ha ricordato come l'innovazione scientifica e la ricerca tecnologica debbano essere affiancate dall'ascolto delle storie di chi affronta una malattia. Il premio si conferma un canale per dare voce a chi desidera condividere l'esperienza della convivenza con la patologia e il superamento delle fragilità personali.
