
Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha ospitato la trentesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, un riconoscimento dedicato agli atleti che si sono distinti per il rispetto e l’etica sportiva nel corso della loro carriera. L'evento del 2026 ha riunito esponenti di diverse discipline, le cui storie sono state introdotte dagli interventi del giornalista Federico Buffa.
La serata ha visto la partecipazione di figure di primo piano dello sport internazionale, accomunate dall'impegno verso la correttezza formale e sostanziale nelle rispettive competizioni.
Gregorio Paltrinieri, specialista del nuoto in acque libere, ha posto l'accento sul valore intrinseco dello sport pulito. Nel suo intervento ha precisato come il fair play consista nel mettere in primo piano la competizione sana, separando l'etica sportiva dal risultato personale o dagli imprevisti legati alla singola gara.
Per il mondo del calcio, la cerimonia ha premiato icone come Emilio Butragueño, Gianfranco Zola e Diego Milito. L'ex attaccante argentino ha ringraziato l'azienda Menarini e la famiglia Aleotti, dichiarando di voler essere ricordato principalmente per le qualità umane e i valori trasmessi, più che per le vittorie ottenute in campo.
Gianfranco Zola ha invece offerto una riflessione sull'evoluzione dello sport moderno, criticando l'attuale focalizzazione esclusiva sul risultato. L'ex calciatore ha ribadito che i traguardi dovrebbero rappresentare una naturale conseguenza di un lavoro svolto in modo etico e corretto, richiamando alla memoria un episodio personale del 1994, quando giocava nel Parma, in cui un atto di cortesia contribuì a sventare un tentativo di rapimento ai suoi danni.
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Il parterre dei premiati ha incluso anche l'astista Armand Duplantis e la schermidrice paralimpica Bebe Vio. Quest'ultima, premiata per le sue iniziative volte a promuovere l'inclusione, ha ricordato le recenti attività legate all'atletica sviluppate tramite la sua Fondazione Art4Sport, ribadendo la centralità del corpo e della tecnologia nella pratica sportiva paralimpica.
La trentesima edizione ha assegnato il riconoscimento anche al cestista Achille Polonara, alla marciatrice Antonella Palmisano, al pallavolista Simone Anzani, alla sciatrice paralimpica Chiara Mazzel e al medico e schermidore Daniele Garozzo. Sono stati premiati, inoltre, i pattinatori di velocità Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini, insieme al giornalista Fabio Caressa.
L'evento ha visto la partecipazione degli ambasciatori del premio, tra cui Antonio Rossi, Giancarlo Antognoni, Ian Thorpe, Sasha Vujacic, Giacomo Perini e Andrea Zorzi. A margine della serata, i membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini - Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli - hanno tracciato un bilancio dei trent'anni di attività dell'iniziativa. L'obiettivo della Fondazione rimane quello di utilizzare le testimonianze dei campioni per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio specifico: il talento sportivo trova la sua massima espressione solo se supportato da integrità e correttezza.
