
Una nuova esposizione all'Università degli Studi di Milano-Bicocca documenta il percorso migratorio degli psicoterapeuti Ernst Bernhard e Dora Friedländer. Costretti a lasciare Berlino in seguito all'ascesa al potere di Adolf Hitler nel 1933, i due professionisti intrapresero un viaggio che li condusse, alla fine del 1936, a stabilirsi a Roma. L'iniziativa culturale offre una prospettiva storica e sociale sulla persecuzione razziale e sul contributo offerto dalla psicoanalisi junghiana in Italia.
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Il progetto espositivo adotta la vicenda personale della coppia come chiave di lettura per analizzare tematiche storiche complesse, quali lo sradicamento culturale e l'importanza del dialogo tra differenti tradizioni.
Il tracciato della visita si articola in diverse sezioni:
I materiali esposti provengono direttamente dall'archivio personale di Bernhard e Friedländer, conservato presso il Polo di Archivio Storico dell'ateneo tramite il Centro Aspi (Archivio Storico della Psicologia Italiana).
Il patrimonio documentario custodito in università evidenzia anche la rete di relazioni intessuta dai due psicoanalisti nel dopoguerra. A partire dal 1945, infatti, lo studio di Bernhard e Friedländer divenne un punto di riferimento fondamentale per numerosi intellettuali, artisti e protagonisti della cultura italiana del Novecento. Tra i pazienti e le personalità che si rivolsero a loro figurano figure di primo piano come Federico Fellini, Natalia Ginzburg, Adriano Olivetti e Cristina Campo.
