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5 Agosto 2026

Formazione e inclusione a Ladispoli: i progetti della cooperativa Stellantia per i giovani

Stellantia è una cooperativa sociale fondata nel 2025 a Ladispoli da Simone Lecci, Biagio Camicia e Massimo Albano. L'organizzazione nasce con l'obiettivo di contrastare il disagio giovanile e supportare le fasce più vulnerabili della comunità. Attraverso la costruzione di una rete di professionisti locali, la struttura si concentra sulla formazione pratica e sull'inserimento lavorativo degli adolescenti e dei soggetti fragili. La cooperativa opera in stretta sinergia con le istituzioni del territorio per creare un patto educativo che unisca scuola, sport e mondo del lavoro.

Per conoscere meglio la cooperativa e i suoi obiettivi abbiamo parlato direttamente con Lecci.

Partiamo dalla sua storia: qual è stato il percorso personale e professionale che l’ha portata a fondare Stellantia e perché ha scelto di farlo proprio a Ladispoli?

La scelta di fondare Stellantia insieme a 2 amici è nata per poter creare una rete di persone e professionisti per bene che possano creare valore e benessere alla collettività. Il mio sogno è aiutare i ragazzi soprattutto in adolescenza e guidarli in un percorso che possa valorizzarli combattendo il disagio giovanile attraverso dei progetti inclusivi. Cercare di aiutare e coinvolgere il prossimo è stato sempre un elemento fondamentale della mia famiglia, lo faceva già mio padre negli anni 70 quando sosteneva i giovani dandogli opportunità di svolgere tirocini e imparare un mestiere.  Avendo 3 ragazzi adolescenti sono molto sensibile alle loro problematiche.

Insieme a Biagio Camicia membro del cda Stellantia, esperto di adolescenti e formazione in quanto co-fondatore e gestore di scuole private nel comune di ladispoli e civitavecchia e Massimo Albano anche lui nel cda, presidente di una scuola basket a ladispoli e referente del progetto baskin a sostegno di uno sport inclusivo stiamo costruendo qualcosa di importante che possa lasciare il segno nella vita delle persone. La scelta di Ladispoli è stata dettata dal fatto che tutti e 3 conosciamo il territorio con tutti i suoi pregi e difetti.

Se dovesse spiegare a un ragazzo o a una famiglia del territorio che cos’è Stellantia, quali sono in poche parole la missione della cooperativa e il bisogno sociale che cerca di affrontare?

Come cooperativa abbiamo l'obiettivo di creare progetti che possano portare benessere e valore nella nostra collettività, prevenire il disagio giovanile. Abbiamo poi un team di professionisti del mondo scuola e vogliamo creare una rete di assistenza agli studenti nelle scuole pubbliche.

Il progetto “Giovani imprese di Ladispoli si raccontano” ha creato un ponte tra nuove generazioni e realtà imprenditoriali locali: quali risultati concreti avete visto, ad esempio in termini di competenze acquisite, orientamento o prime opportunità di lavoro per i partecipanti?

Il progetto giovani imprese di Ladispoli ha messo in contatto giovani con imprese e startup di Ladispoli, attraverso seminari formativi gratuiti e racconti di esperienza di vita ha voluto stimolare i giovani nell'intraprendere nuovi percorsi di lavoro e di vita. Molti ragazzi hanno poi sostenuto colloqui con le imprese interessate. Uno degli obiettivi è stato far capire ai ragazzi che ognuno di loro poteva avere la possibilità di progettare il proprio futuro, dove è facile cadere ma l’importante è rialzarsi in piedi. Praticamente quello che succede nella vita, momenti bui ci sono, ma l’importante è fissarsi un obiettivo. Sono state giornate interessanti, dove i ragazzi hanno partecipato attivamente e interessati.

Con la nascita dell’“Accademia delle Arti e dei Mestieri” vi rivolgete anche a NEET e persone in situazione di fragilità: che tipo di percorsi formativi avete immaginato e come pensate possano cambiare la traiettoria di vita di questi giovani?

Quello dell’“Accademia delle Arti e dei Mestieri” insieme al comune di Ladispoli è stato un progetto di notevole successo. Abbiamo formato grazie ad imprese delle arti e dei mestieri 150 persone dai laboratori di pizza alle tecniche di sala bar, fino al giornalismo, il teatro e i laboratori di pittura.

Nei vostri progetti parlate di “patto educativo” tra scuola, sport e territorio: in concreto, come lavorate con scuole, associazioni sportive e istituzioni per costruire un percorso educativo condiviso per i ragazzi?

Cerchiamo di coinvolgere le scuole attraverso progetti sportivi che favoriscano l'inclusività e le relazioni, cercando di avere il supporto delle istituzioni locali.

Quali sono oggi le principali difficoltà che una giovane cooperativa sociale incontra nel Lazio e a Ladispoli, tra burocrazia, risorse economiche e percezione del terzo settore, e come le state affrontando giorno per giorno?

Una nuova cooperativa sociale ha la difficoltà di avere gli accrediti. Oggi Stellantia è iscritta al RUNTS, ad artes nella sezione di tipo A e B, dopo tanti mesi di burocrazia, uffici, pec e scartoffie. Sicuramente la fase startup è molto difficile in quanto non avendo bilanci si è impossibilitati a partecipare a molti bandi e nelle graduatorie si parte da punteggi bassi. Servirebbero dei fondi di sostegno agevolati per le imprese cooperative neo costituite.

Guardando ai prossimi cinque anni, come immagina Stellantia: quali nuovi progetti per i giovani, la formazione e l’inserimento lavorativo vorrebbe vedere attivi sul territorio e che tipo di impatto sogna di lasciare sulla comunità di Ladispoli?

Vorremmo creare una rete di opac nelle scuole di tutta la provincia per sostenere gli studenti nel loro percorso scolastico, abbiamo un team di professionisti molto valido. Abbiamo tanti progetti in cantiere, come convertire parchi e aree verdi in aree attrezzate per sport ed eventi, nonché laboratori inclusivi a sostegno dei giovani e dei diversamente abili. Abbiamo tanto da fare, chiunque voglia mettersi in gioco come socio è ben accetto.


Cos'è la cooperativa sociale Stellantia?

È un'organizzazione nata nel 2025 a Ladispoli per sostenere i giovani, le scuole e le persone fragili attraverso percorsi di orientamento e formazione.

Chi ha fondato la cooperativa?

La struttura è stata fondata da Simone Lecce, supportato dagli esperti di formazione e sport inclusivo Biagio Camicia e Massimo Albano.

Quali progetti formativi sono attivi?

Le iniziative principali comprendono seminari di incontro con le imprese locali e corsi pratici erogati tramite l'Accademia delle Arti e dei Mestieri.

Quali ostacoli affronta la cooperativa?

Le difficoltà principali riguardano la lunga burocrazia per gli accreditamenti e l'impossibilità iniziale di partecipare a bandi senza uno storico di bilanci.

Quali sono gli obiettivi futuri?

Il piano di sviluppo prevede l'inserimento di operatori OEPAC nelle scuole provinciali e la riqualificazione di aree verdi per attività sportive inclusive.

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