
Novartis ha tenuto a Milano l'evento denominato "Innovazione che cambia la vita", organizzato per ripercorrere i 250 anni di attività scientifica e i 30 anni dalla fondazione del gruppo aziendale. Durante l'incontro sono stati illustrati i dettagli degli investimenti previsti per il territorio italiano e le nuove iniziative volte a riorganizzare la conduzione degli studi clinici all'interno delle strutture ospedaliere.
L'azienda farmaceutica ha annunciato un piano di investimenti in ricerca e sviluppo pari a 150 milioni di euro allocati nell'arco del triennio.
I dati operativi relativi alla presenza sul territorio nazionale comprendono:
IL VIDEO -> Novartis, per i 250 anni presentato Catalyst, il progetto per la ricerca clinica negli ospedali
Nel corso del convegno è stato presentato Catalyst, un progetto finalizzato al rafforzamento e alla razionalizzazione dell'organizzazione della ricerca clinica negli ospedali italiani. Il programma prende il via attraverso una fase pilota che interessa quattro regioni:
L'obiettivo dell'iniziativa è rendere più efficienti i processi gestionali relativi ai trial clinici e agevolare la partecipazione delle strutture sanitarie locali.
La discussione scientifica si è concentrata sulle criticità e sulle prospettive attuali della sperimentazione clinica in Italia. Francesco Ceci, direttore della Medicina Nucleare presso l'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, ha evidenziato come la principale complessità del sistema non risieda nella disponibilità dei fondi, bensì nella garanzia di un equo accesso agli studi da parte dei pazienti.
Ceci ha inoltre identificato nei radiofarmaci una delle direttrici di sviluppo primarie nell'ambito dell'oncologia di precisione.
All'incontro ha preso parte anche Felice Bombaci, coordinatore del Gruppo Pazienti LMC per l'Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (AIL). Bombaci ha riportato la propria testimonianza diretta in merito alla diagnosi di leucemia mieloide cronica e all'avvio del trattamento con la molecola Imatinib a partire dal 2002, evidenziando l'evoluzione dei tassi di sopravvivenza e della qualità di vita consentita dalle terapie mirate introdotte nell'ultimo ventennio.
