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28 Maggio 2026

Foca monaca nel Mediterraneo, il progetto “Foca non Foca” per ricostruire la presenza della specie

Un team di ricercatrici dell’Università di Milano-Bicocca ha avviato il progetto “Foca non Foca” con l’obiettivo di individuare e tracciare la presenza della foca monaca nel Mediterraneo attraverso l’analisi del DNA ambientale. L’iniziativa nasce nell’ambito del programma di crowdfunding BiUniCrowd e punta a ricostruire il passaggio dell’unico pinnipede presente nel bacino mediterraneo.

Una specie vulnerabile nel Mediterraneo

A partire dalla seconda metà del Novecento, la foca monaca del Mediterraneo ha registrato una progressiva riduzione della propria presenza, legata principalmente al deterioramento degli habitat e al fenomeno del bycatch, ovvero la cattura accidentale durante le attività di pesca.

Negli ultimi trent’anni, diversi programmi di conservazione hanno contribuito a un aumento degli esemplari, soprattutto nel Mar Egeo. La specie resta tuttavia classificata come vulnerabile, rendendo necessario ampliare le attività di monitoraggio anche in altre aree del Mediterraneo.

Il metodo: analisi del DNA ambientale

Il progetto si basa sull’analisi del DNA ambientale marino raccolto nel corso degli ultimi anni. I campioni sono stati prelevati a bordo di traghetti commerciali lungo rotte comprese tra l’Adriatico e Gibilterra, nell’ambito del progetto europeo “Life-Conceptu Maris”.

Il sistema di raccolta prevede il prelievo di acqua marina dalla sala macchine delle navi in corrispondenza di coordinate precise. L’acqua viene poi filtrata per isolare tracce genetiche rilasciate dagli organismi marini attraverso processi naturali come respirazione, escrezione o perdita di tessuti.

I “primer” per identificare la specie

In laboratorio, presso il MaRHE Center dell’Università di Milano-Bicocca, i ricercatori utilizzano uno specifico set di primer, strumenti molecolari in grado di riconoscere sequenze genetiche caratteristiche della foca monaca. Questo consente di individuare eventuali tracce della specie nei campioni analizzati, anche in assenza di osservazioni dirette.

Ad oggi sono stati analizzati oltre 600 campioni, mentre circa 400 restano da processare e sono conservati nella banca di DNA ambientale marino dell’ateneo, considerata la più ampia nel Mediterraneo.

Crowdfunding e obiettivi del progetto

Il progetto “Foca non Foca” è sostenuto da una campagna di raccolta fondi realizzata con il supporto della piattaforma Ideaginger.it. L’obiettivo iniziale è raggiungere 7.900 euro, necessari per completare l’analisi dei campioni già raccolti.

Il meccanismo prevede un cofinanziamento: al raggiungimento del 50% della cifra, l’Università di Milano-Bicocca coprirà la restante parte. Al termine delle attività, i sostenitori saranno invitati a un incontro pubblico presso l’area Bicocca per la presentazione dei risultati e una visita ai laboratori.

RACCOLTA FONDI

Il team di ricerca

Il progetto è coordinato da Elena Valsecchi, ecologa molecolare e docente dell’Università di Milano-Bicocca. La gestione operativa è affidata a Graziella Pupillo, dottoranda in Marine Sciences, Technologies and Management.

Il team comprende anche Silvia Raimondo, Alice Massi e Gaia Cavallaro, impegnate nella produzione e diffusione dei contenuti, e Celeste Scalera, responsabile grafica e studentessa di Communication Design presso lo IED di Milano.

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