
Garantire un approccio equo e innovativo per i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva. È questo il tema centrale dell'evento "BPCO: verso una presa in carico integrata ed equa", svoltosi oggi presso l'Istituto Sturzo di Roma in collaborazione con AstraZeneca Italia. L'incontro ha riunito medici, istituzioni, esperti clinici e associazioni civiche, portando alla stesura di un policy paper dedicato alla gestione di questa malattia respiratoria cronica.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia respiratoria progressiva che interessa attualmente oltre due milioni di italiani. Il suo impatto sul Servizio Sanitario Nazionale è in costante crescita, con ricadute dirette sui costi sanitari, sulle ospedalizzazioni e sulla frequenza delle riacutizzazioni nei pazienti.
Il documento programmatico presentato durante il convegno evidenzia una specifica criticità legata all'accesso alle cure, riconducibile alla Nota AIFA n.99. Questa direttiva disciplina la prescrizione dei farmaci per la terapia inalatoria con l'obiettivo iniziale di favorire l'integrazione tra medici specialisti e medici di medicina generale (MMG). Attualmente, tuttavia, la normativa impedisce a questi ultimi di prescrivere in prima persona la triplice terapia in un unico inalatore, precludendo un accesso rapido a un trattamento indicato dalle evidenze scientifiche per i soggetti ad alto rischio di riacutizzazione.
IL VIDEO -> Sanità, un policy paper per una nuova presa in carico della broncopneumopatia cronica ostruttiva
Gli specialisti presenti hanno ribadito la necessità di un approccio tempestivo e unitario. Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all'Università di Roma Tor Vergata e membro del Consiglio Superiore di Sanità, ha sottolineato l'importanza di una diagnosi precoce combinata a trattamenti efficaci in un'unica somministrazione per garantire l'aderenza terapeutica.
A livello prettamente farmacologico, l'ottimizzazione del trattamento passa attraverso l'uso di dispositivi combinati. Paola Rogliani, presidente della Società Italiana di Pneumologia, ha precisato che i più recenti documenti di raccomandazione clinica indicano la triplice terapia inalatoria come opzione preferenziale. L'erogazione di tre diverse molecole tramite un singolo inalatore permette ai principi attivi di raggiungere il comparto anatomico simultaneamente, garantendo una maggiore efficacia clinica.
La rimodulazione delle politiche sanitarie richiede il coinvolgimento diretto di chi convive quotidianamente con la malattia. Tiziana Nicoletti, responsabile Coordinamento Associazioni nazionali malati cronici e rari di Cittadinanzattiva, ha evidenziato come l'ascolto dei bisogni dei pazienti debba tradursi in azioni concrete e non limitarsi a un passaggio formale. L'esperienza diretta del malato è considerata un parametro essenziale per valutare l'effettiva efficacia delle misure adottate dal sistema sanitario.
Sul fronte istituzionale, è emersa la volontà di intervenire sulla normativa vigente. La senatrice Elena Murelli, membro della 10ª Commissione permanente, ha formalizzato la richiesta politica di superare i vincoli imposti dalla Nota AIFA n.99. L'obiettivo dell'intervento sistemico richiesto dai partecipanti è quello di ridurre la mortalità dei pazienti garantendo un'ottimizzazione terapeutica e una maggiore sinergia tra i diversi livelli di assistenza sanitaria.
