
Il settore biofarmaceutico globale punta sull'Italia con un nuovo programma di sviluppo strategico. Durante l'evento "Ricerca Clinica e Innovazione", ospitato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), AstraZeneca ha annunciato un piano di investimenti pari a 66,2 milioni di euro per il prossimo triennio.
Il programma, che beneficia di un co-finanziamento di 20 milioni di euro stanziato dal Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico del Mimit e gestito dalla Fondazione Tech Biomedical, si estende su molteplici aree, tra cui ricerca clinica, studi osservazionali, ricerca indipendente e digital health. L'iniziativa coinvolgerà oltre 200 centri clinici sul territorio nazionale.
IL VIDEO -> AstraZeneca lancia il piano di investimenti per l’Italia: coinvolti 200 centri
L'impatto complessivo stimato dell'operazione comprende:
Come evidenziato da Claudio Longo, presidente e amministratore delegato di AstraZeneca Italia, l'investimento rappresenta un segnale forte di fiducia nel mondo scientifico e nelle eccellenze del territorio, sottolineando al contempo la necessità di una solida partnership pubblico-privato con il Governo.
Nel corso del triennio, il gruppo - che comprende anche Alexion, società specializzata in terapie innovative e farmaci salvavita per le malattie rare - attuerà una serie di interventi mirati:
La Fondazione Tech Biomedical, guidata dalla presidente Cinzia Marchese, si configura come un hub strategico di trasferimento tecnologico in linea con le disposizioni del recente Ddl Concorrenza. L'obiettivo è fungere da elemento di raccordo tra ricerca traslazionale e sviluppo industriale, offrendo a startup, medie imprese e grandi player un network integrato di competenze.
Dal punto di vista assistenziale e clinico, la sfida consiste nell'estendere le capacità di ricerca a livello nazionale. Secondo Mattia Altini, direttore generale dell'Azienda Usl di Modena, occorre coinvolgere anche le aziende sanitarie con il più alto bacino di pazienti nei grandi studi clinici, poiché la ricerca rappresenta una concreta opportunità terapeutica aggiuntiva per i cittadini.
