
La transizione energetica italiana passa anche per il Mezzogiorno, con il Porto di Taranto sempre più al centro delle strategie nazionali sulle energie rinnovabili marine. Durante l'edizione 2026 di KEY – The Energy Transition Expo, l'evento fieristico di riferimento svoltosi a Rimini dal 4 al 6 marzo, l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha consolidato il ruolo dello scalo pugliese nel settore dell'eolico offshore. La manifestazione ha rappresentato una piattaforma di dialogo essenziale per trasformare le ambizioni energetiche in progetti industriali operativi.
Uno degli annunci principali della fiera è stato il trasferimento a Taranto della terza edizione di "Offshore Wind Revolution" (OWR). Dopo le prime due edizioni svoltesi a Palermo, l'evento organizzato in collaborazione con Magellan Circle si terrà nel capoluogo ionico dal 7 al 9 ottobre 2026. Il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, ha illustrato alla platea di Rimini le linee guida di questo appuntamento, destinato a trasformare lo scalo tarantino nel centro nevralgico dell'eolico offshore mediterraneo. La decisione riflette la crescente centralità del porto pugliese nello sviluppo di questa specifica filiera.
Il Governo italiano, attraverso il recente Decreto Porti, ha formalmente designato Taranto, insieme al porto siciliano di Augusta, come hub strategico nazionale per lo sviluppo e la cantieristica legata all'eolico offshore. Per far fronte a questa responsabilità, durante la tre giorni di KEY Energy sono stati avviati confronti tecnici con imprese del settore, tra cui Edison e GSE, per definire le prossime fasi operative. Inoltre, il Presidente Giovanni Gugliotti è intervenuto al convegno "Porti del futuro: la sfida tra mare, energia e nuova economia", promosso dall'Associazione delle Energie Rinnovabili Off-shore (AERO), illustrando lo stato di avanzamento dei progetti tarantini.
Affinché il potenziale diventi realtà, gli operatori presenti a Rimini hanno sottolineato la necessità di interventi tempestivi da parte del Governo. La priorità condivisa è lo sblocco definitivo dei 78 milioni di euro previsti dal Decreto Porti, fondi necessari per l'adeguamento delle infrastrutture. Queste risorse saranno destinate ad ammodernamenti strutturali, dragaggi dei fondali e potenziamento delle banchine, operazioni preliminari indispensabili per avviare la produzione, l'assemblaggio e il varo delle turbine eoliche galleggianti nei siti di Taranto e Augusta. Il 2026 è stato definito dal presidente di AERO come l'anno cruciale per l'avvio delle aste competitive e per il consolidamento dell'Italia come leader europeo nelle rinnovabili marine.