
Diagnosi anticipata, qualità della lettura istologica e maggiore uniformità nella gestione dei pazienti sono stati i temi al centro dell’incontro dedicato alla nefropatia da immunoglobulina A, svoltosi a Roma a Palazzo Baldassini. Al tavolo si sono confrontati rappresentanti delle istituzioni, clinici e associazioni di pazienti, con la presentazione di un manifesto di policy condiviso per affrontare in modo organico le principali criticità legate alla malattia.
L’incontro, realizzato con il contributo non condizionante di CSL, ha messo in evidenza la necessità di costruire un percorso più coerente dalla diagnosi alla presa in carico. L’obiettivo del documento presentato è riunire in una visione comune i principali problemi organizzativi e clinici che riguardano i pazienti con IgAN, una patologia che spesso emerge quando il quadro è già avanzato.
Il presidente della Società Italiana di Nefrologia, Luca De Nicola, ha richiamato l’attenzione sul carattere spesso asintomatico o paucisintomatico della malattia. Questo aspetto, ha spiegato, rende più difficile il riconoscimento tempestivo, anche perché alcune alterazioni possono emergere soltanto attraverso esami delle urine.
IL VIDEO -> Roma, un manifesto per diagnosi e presa in carico della nefropatia da IgA
Tra i punti emersi durante il confronto, particolare rilievo è stato dato alla necessità di affrontare la IgAN con un approccio sistemico. Loreto Gesualdo, presidente della Federazione delle Società Medico Scientifiche, ha sottolineato la carenza di professionisti in grado di interpretare correttamente le biopsie renali, indicando come priorità un rafforzamento della rete dei patologi renali per garantire diagnosi più accurate e più omogenee sul territorio.
Anche il fronte delle associazioni ha evidenziato la necessità di una risposta strutturata. Marcello Bertuzzi, delegato di UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, ha definito il tema come un problema concreto, rispetto al quale la crescente attenzione verso le malattie rare rende oggi più maturo anche il contesto istituzionale e normativo.
Sul versante istituzionale, la senatrice Elisa Pirro ha indicato tra le priorità il rafforzamento degli strumenti a disposizione del servizio sanitario e un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale. L’obiettivo è aumentare l’attenzione su esami semplici ma utili a intercettare precocemente i casi da indirizzare agli specialisti.
Il deputato Erik Umberto Pretto ha richiamato l’importanza di agire sul piano politico e organizzativo per migliorare la diagnosi precoce e renderla il più possibile uniforme a livello nazionale. Dall’incontro è emersa una linea condivisa: anticipare il riconoscimento della malattia, migliorare la qualità dell’interpretazione clinica e rafforzare la coerenza del sistema nell’accesso ai dati e alle cure.