
Lucia Aleotti di Menarini contesta la direttiva UE sulle acque reflue, che richiede la depurazione dei fiumi dalle tracce di farmaci eliminate nelle urine dei pazienti. L'imprenditrice la definisce "tassa sulla pipì" durante la presentazione dei dati 2025 del gruppo.
Il provvedimento comporterebbe 12 miliardi di euro annui di costi per il settore pharma. Aleotti calcola che questa cifra finanzierebbe lo sviluppo di dieci nuovi medicinali. La direttiva si applica a tutte le aziende europee del comparto.
Negli ultimi due-tre anni, Cina e Stati Uniti hanno potenziato il sostegno alle loro industrie farmaceutiche. L'Europa introduce invece oneri fiscali e accorcia i tempi di proprietà intellettuale. Aleotti definisce queste politiche "kafkiane" e fuori dal tempo.