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A Venezia il congresso sulle malattie infettive: focus su antibiotico-resistenza e innovazione

30 Marzo 2026
- Di
Redazione
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Il professor Marco Falcone durante il suo intervento alla terza edizione del congresso Top5 in Infectious diseases a Venezia
Tempo di lettura: 2 minuti

Dal 26 al 28 marzo, Venezia ha ospitato la terza edizione di "Top5 in Infectious diseases", un congresso che ha riunito i principali specialisti del settore infettivologico. I lavori si sono concentrati sull'integrazione tra innovazione scientifica e pratica clinica, affrontando temi come i batteri resistenti agli antibiotici, la gestione della sepsi e l'utilizzo di intelligenza artificiale e batteriofagi.

L'impatto dell'antibiotico-resistenza sui sistemi sanitari

Le infezioni batteriche resistenti rappresentano una criticità strutturale per la sanità globale. I dati più recenti attribuiscono a queste infezioni circa 4,71 milioni di decessi a livello mondiale, di cui un quarto causati direttamente dall'inefficacia degli antibiotici. Le proiezioni stimano che, in assenza di interventi, i decessi potrebbero raggiungere i due milioni all'anno entro il 2050.

Per far fronte a questo scenario, l'agenda scientifica dell'evento, supportata dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), si è fondata su sei direttrici: accesso rapido alle cure, diagnosi precoci, rigorosa stewardship antimicrobica, innovazione terapeutica, efficienza organizzativa e collaborazione multidisciplinare.

Nuovi farmaci e patogeni prioritari

L'attuale pipeline di sviluppo conta circa 90 agenti clinici tra tradizionali e non tradizionali, molti dei quali mostrano tuttavia limiti contro i patogeni più critici. In Italia e in Europa si registrano alti tassi di resistenza per batteri come la Klebsiella pneumoniae e lo Pseudomonas aeruginosa. Quest'ultimo, in particolare, è associato a una mortalità superiore al 30% nei pazienti critici. Durante l'incontro sono stati analizzati nuovi farmaci beta-lattamici avanzati e combinazioni terapeutiche destinate ai reparti di terapia intensiva.

Le emergenze ospedaliere: sepsi e patogeni emergenti

Un'attenzione specifica è stata dedicata alla sepsi, responsabile di circa 11 milioni di morti annue nel mondo. Le linee guida internazionali, aggiornate nel 2026, indicano la necessità di una diagnosi precoce e la somministrazione della terapia antibiotica entro la prima ora, affiancata da un supporto emodinamico personalizzato.

Parallelamente, è stata esaminata la diffusione del fungo Candidozyma auris (precedentemente noto come Candida auris). Con oltre 4.000 casi registrati nell'Unione Europea tra il 2013 e il 2023, la sua presenza è diventata endemica in diversi ospedali italiani, portando a un tasso di mortalità tra il 30% e il 60% per le infezioni invasive.

Titolo H3: Gestione dell'Hiv e prospettive tecnologiche

I lavori hanno inoltre affrontato i cambiamenti demografici dei pazienti con Hiv, di cui oltre la metà nei Paesi ad alto reddito ha oggi più di 50 anni. I dati clinici confermano l'efficacia delle terapie "long-acting", che assicurano una soppressione virale superiore all'85% e migliorano l'aderenza ai trattamenti nel lungo periodo.

Il responsabile scientifico del congresso, Marco Falcone dell'Università di Pisa, ha tracciato il bilancio dell'evento evidenziando la rapida transizione della disciplina. Da un lato vi è la necessità di contrastare le resistenze batteriche, dall'altro la disponibilità crescente di farmaci di ultima generazione, diagnostica molecolare e sistemi avanzati di analisi dei dati per l'identificazione tempestiva degli agenti patogeni.

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