
L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di sotatercept per il trattamento dell'ipertensione arteriosa polmonare (IAP) in pazienti adulti di classe funzionale da II a III secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, già trattati per almeno sei mesi con triplice terapia. L'annuncio è stato comunicato il 26 gennaio 2026 dalla multinazionale biofarmaceutica MSD nel corso di una conferenza stampa a Milano. Sotatercept rappresenta un cambio di paradigma nel trattamento della malattia: è il primo farmaco biologico inibitore del segnale dell'attivina a agire direttamente sulla causa biologica dell'ipertensione arteriosa polmonare, anziché sui sintomi.
Sotatercept è un farmaco biologico first in class, appartenente a una nuova categoria di medicinali denominati inibitori del segnale dell'attivina. Il suo meccanismo d'azione rappresenta una innovazione significativa rispetto alle terapie attualmente disponibili nel mercato.
Sotatercept interviene sul disequilibrio tra i segnali pro-proliferativi e anti-proliferativi responsabili del rimodellamento patologico delle arterie polmonari. In particolare, il farmaco inibisce la proliferazione cellulare, che rappresenta il primum movens biologico della malattia.
A differenza dei farmaci attualmente disponibili per l'IAP, che modulano le vie metaboliche coinvolte nel controllo della funzione endoteliale (vie del monossido di azoto, dell'endotelina e della prostaciclina), sotatercept interferisce direttamente con i processi biologici di proliferazione cellulare alla base del rimodellamento vascolare ostruttivo.
Il farmaco agisce intrappolando i ligandi per il recettore dell'attivina di tipo II (ActRIIA), inducendo l'inibizione del segnale delle attivine che svolgono un ruolo importante nella stimolazione della proliferazione cellulare e della fibrosi. Questo meccanismo consente una potenziale regressione della malattia, non limitandosi a una semplice gestione dei sintomi.
Sotatercept è stato sviluppato sulla base di evidenze scientifiche approfondite. Sono stati condotti quattro studi di fase 3 che hanno attestato l'innovatività e l'efficacia del farmaco. Lo studio principale STELLAR ha dimostrato benefici clinici significativi su diversi endpoint clinici.
Nello studio STELLAR, sotatercept ha mostrato un miglioramento del test del cammino in 6 minuti (6MWD) di 41 metri e una riduzione dell'84% del peggioramento clinico rispetto alla terapia standard. Inoltre, è stata documentata una significativa riduzione delle resistenze arteriose polmonari e un significativo miglioramento della capacità di esercizio e della morbi-mortalità nei pazienti.
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L'AIFA ha riconosciuto a sotatercept lo status di farmaco innovativo per l'indicazione rimborsata, certificando il valore aggiunto del farmaco rispetto alle terapie già disponibili. Questo riconoscimento rappresenta una validazione dell'impegno di sviluppo e ricerca della multinazionale biofarmaceutica.
Oltre all'approvazione italiana, sotatercept ha ottenuto riconoscimenti internazionali di rilievo: la Food and Drug Administration statunitense (FDA) ha approvato il farmaco nel marzo 2024, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha conferito la qualifica di Priority Medicine (PRIME) e ha designato il farmaco come orfano per l'IAP.
Sotatercept sarà prodotto in Italia, come ha precisato Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia. Questo rappresenta un segnale dell'impegno della multinazionale nel supportare il tessuto industriale italiano nel settore biofarmaceutico.
Luppi ha sottolineato che MSD investe complessivamente 18 miliardi di dollari all'anno in ricerca e sviluppo, posizionandosi come la prima azienda biofarmaceutica al mondo per intensità di ricerca nel campo cardiovascolare e respiratorio, oltre che nella ricerca sulle malattie rare.
In Italia, si stima che circa 3.500 persone convivano con l'ipertensione arteriosa polmonare. La malattia colpisce prevalentemente le donne e rappresenta una patologia rara, invalidante e progressiva con un elevato tasso di mortalità.
La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti affetti da IAP è pari al 61%, secondo i dati più recenti. Questo dato testimonia la gravità della condizione e l'urgenza di sviluppare nuove opzioni terapeutiche che migliorino la prognosi.
Una delle principali sfide nel trattamento dell'IAP riguarda la diagnosi, che arriva spesso in ritardo a causa dei sintomi iniziali aspecifici. La dispnea e l'affaticamento, principalmente quando insorgono nei giovani, non portano immediatamente a sospettare la malattia rara, ma vengono attribuiti a condizioni di stress, agitazione o ansia.
Come ha evidenziato Stefano Ghio, responsabile del Servizio di Cardiomiopatie-Trapiantologia e Ipertensione Polmonare dell'IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e presidente della Rete italiana di ipertensione polmonare (IPHNET), il rischio diagnostico è duplice: la mancata diagnosi oppure una diagnosi errata della patologia.
La terapia è tanto più efficace quanto più precoce è la sua introduzione, per questo il ritardo diagnostico rappresenta una criticità clinica significativa. La corretta identificazione della malattia diviene quindi fondamentale per garantire i migliori risultati terapeutici.
Sotatercept è somministrato per via sottocutanea ogni tre settimane. Dopo adeguata formazione iniziale, il farmaco può essere gestito a domicilio dal paziente o dal suo caregiver.
Questa modalità di somministrazione rappresenta un vantaggio significativo dal punto di vista della qualità della vita del paziente, riducendo la necessità di frequenti accessi presso le strutture sanitarie e consentendo una maggior autonomia gestionale della terapia.
Gli studi clinici hanno documentato impatti drammatici sull'evoluzione della patologia. Secondo le testimonianze di esperti clinici, pazienti che erano in lista d'attesa per il trapianto polmonare hanno ricevuto benefici tali da non richiedere più l'intervento trapiantologico.
Questo risultato rappresenta un elemento di rilevanza clinica straordinaria, considerando che il trapianto polmonare è una procedura gravata da rischi significativi e rappresenta l'ultima risorsa terapeutica per i pazienti in condizioni critiche.
Nicoletta Luppi ha concluso con l'auspicio che sotatercept possa essere messo a disposizione il prima possibile dei pazienti italiani che ne hanno bisogno. La priorità è garantire un accesso equo e tempestivo alla nuova terapia per tutti i pazienti che soddisfano i criteri di eleggibilità, sempre sotto la guida degli specialisti di riferimento.
Prima dell'arrivo di sotatercept, il trattamento dell'IAP si basava su terapie mirate a tre vie di segnalazione chiave: la via del monossido di azoto (NO), la via della prostaciclina (PGI2) e la via dell'endotelina.
Le terapie disponibili includevano gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5) come sildenafil e tadalafil, gli antagonisti recettoriali dell'endotelina (ERA) come bosentan, ambrisentan e macitentan, e gli analoghi della prostaciclina come epoprostenolo, iloprost e treprostinil.
Queste terapie risultavano efficaci nel modulare le vie metaboliche coinvolte nel controllo della funzione endoteliale, ma non agivano direttamente sulla causa biologica della proliferazione cellulare alla base della malattia.
L'approvazione di sotatercept rappresenta un cambio di paradigma nel trattamento dell'IAP perché per la prima volta si dispone di una terapia in grado di agire direttamente sulla causa biologica della malattia, anziché limitarsi alla modulazione dei sintomi.
Questo cambio di approccio terapeutico apre prospettive nuove per i pazienti affetti da IAP, offrendo la possibilità non solo di migliorare la capacità funzionale, ma anche di far regredire la malattia e di modificarne il decorso naturale.