
Il turismo nei piccoli comuni italiani è al centro di un nuovo asse tra Confartigianato e il Ministero del Turismo. Il 5 marzo 2026, nella sede di Confartigianato a Roma, si è tenuto il convegno "Artigianato e turismo sostenibile: alleanza per la competitività dei piccoli comuni", con la partecipazione della ministra Daniela Santanché e del presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli.
La ministra Santanché ha messo al centro del proprio intervento il tema della distribuzione degli flussi turistici sul territorio nazionale. «Il 75% dei turisti sta sul 6% del territorio», ha dichiarato, sottolineando come il Ministero debba occuparsi del restante 94% del Paese, fatto di borghi, percorsi enogastronomici, cammini e offerta esperienziale ancora poco conosciuta. «Dobbiamo farli conoscere. C'è molto per far scoprire quell'Italia più nascosta», ha aggiunto.
Il fenomeno dell'under-tourism - la concentrazione dei flussi in poche aree ad alta densità turistica - è al centro della strategia del Ministero, che punta sulla destagionalizzazione e sulla delocalizzazione dell'offerta come strumenti per redistribuire visitatori e risorse economiche.
Il presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli ha proposto una lettura più ampia del concetto di artigianato, non limitato alla produzione manifatturiera. «Fra i nostri associati ci sono ristoratori, b&b e tante aziende dell'indotto dei servizi che riescono a creare un'accoglienza di qualità», ha spiegato. Secondo Granelli, il comparto artigiano rappresenta un vero ecosistema dell'accoglienza, capace di valorizzare le aree interne e i piccoli centri.
Secondo i dati Confartigianato, le aree interne non raggiunte dalle principali rotte commerciali comprendono 3.834 comuni, spesso ricchi di competenze artigianali in settori come sartoria, ceramica, tessile ed enogastronomia.
IL VIDEO -> Turismo, a Confartigianato l'alleanza per i piccoli comuni con la ministra Santanché
Santanché ha confermato la sintonia tra il Ministero del Turismo e Confartigianato, indicando i borghi e i piccoli comuni come asse prioritario della politica turistica italiana. «È proprio il piccolo che fa diventare l'Italia grande», ha dichiarato, citando formazione, destagionalizzazione e delocalizzazione come direttrici operative.
Il convegno ha messo in luce alcune filiere considerate strategiche per il rilancio del turismo nei borghi:
Questi settori sono indicati come leve per attrarre visitatori in aree finora escluse dai circuiti turistici principali, generando ricadute economiche sui territori.