
La seconda giornata della conferenza "Restart – Shaping Horizons in Future Telecommunications" presso l'Auditorium della Tecnica ha visto Open Fiber presentare sei progetti strutturali che affrontano le sfide principali del settore: crescita del traffico dati, riduzione della latenza, sicurezza delle comunicazioni e sovranità dei dati.
L'evento rientra nel programma RESTART, finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del PNRR con 116 milioni di euro, uno dei 14 partenariati estesi previsti per la ricerca e l'innovazione nel settore delle telecomunicazioni in Italia. Open Fiber partecipa con un budget complessivo di 1,6 milioni di euro destinati allo sviluppo di soluzioni innovative.
"Open Fiber sta contribuendo attivamente a sei progetti dimostrando come la collaborazione tra università e aziende può portare a risultati tangibili" spiega Francesca Parasecolo, Responsabile del Network Engineering dell'impresa.
VIDEO -> Telecomunicazioni, Open Fiber presenta sei progetti al Restart di Roma
Il progetto PESCO rappresenta una soluzione architettonica innovativa basata sui Data Edger, micro-data center implementati all'edge della rete in fibra ottica. Questi sistemi distribuiscono la capacità di calcolo ed elaborazione dati nei punti di presenza della rete di Open Fiber, consentendo di mantenere i dati degli utenti il più vicino possibile agli utenti finali.
Gli obiettivi dichiarati sono tre: sovranità dei dati, sicurezza delle comunicazioni e riduzione della latenza. Rispetto alle architetture tradizionali centralizzate, l'edge computing consente una riduzione stimata del 40% del traffico sulle reti degli operatori, alleviando la congestione e migliorando l'efficienza complessiva.
La tecnologia è pensata per abilitare servizi con bassissimi tempi di risposta, fondamentali per applicazioni critiche come veicoli autonomi, intelligenza artificiale e Internet of Things. PESCO ha completato nella prima metà del progetto la definizione dell'architettura dei Data Edger, effettuando uno scouting tecnologico per individuare soluzioni hardware e software. È prevista la realizzazione di un ambiente di test in due punti di presenza della rete Open Fiber.
Sensing Net trasforma la fibra ottica in uno strumento multifunzionale di monitoraggio del territorio. Il progetto prevede due applicazioni principali.
Monitoraggio sismico e vulcanico: La tecnologia fiber sensing consente di rilevare in tempo reale le deformazioni del suolo e le variazioni tellurice. Open Fiber ha sperimentato questa tecnologia dal 2021 sulla tratta tra Ascoli Piceno e Teramo, dove 30 km di fibra ottica servono simultaneamente come mezzo di trasmissione dati e sensore sismico. I primi risultati hanno dimostrato capacità di rilevamento fino a magnitudo 2 della scala Richter.
L'evoluzione più recente, il progetto FAAS (Fiber As A Sensing), supera le limitazioni della tecnologia precedente grazie all'utilizzo della telemetria degli apparati di telecomunicazione, eliminando la necessità di laser esogeni e permettendo l'estensione rapida della sperimentazione su porzioni di rete molto più ampie. La raccolta conclusiva dei dati è prevista per il 2025.
Protezione dell'infrastruttura: Sensing Net consente anche il monitoraggio dei tentativi di manomissione e vandalismo ai danni dei cabinet, gli armadi di metallo che custodiscono la fibra ottica nelle città. Questa funzione di sicurezza è integrata nella rete senza necessità di infrastrutture dedicate aggiuntive.
Rigoletto è il progetto strutturale coordinato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, con Open Fiber nel ruolo di Task Leader. L'ambizione del progetto è anticiapare le tecnologie successive al 6G, focalizzandosi sullo sviluppo di reti fotoniche con enfasi su efficienza energetica e cybersecurity.
Il progetto prevede la definizione di sistemi di orchestrazione di rete e lo studio teorico di scenari di applicazione della Quantum Key Distribution (QKD) nelle reti telco. Inoltre include lo sviluppo di una tecnologia di rilevamento basata su telemetria per il Network Sensing e la realizzazione di demonstrator sulla tecnologia QKD utilizzando l'infrastruttura già installata.
Questo posizionamento strategico anticipa l'evoluzione verso il 6G, atteso per il 2030 con specifiche ancora in fase di standardizzazione internazionale da parte dell'ITU e dai principali organismi di standardizzazione.
Oltre ai tre progetti descritti, Open Fiber contribuisce attivamente a tre ulteriori iniziative che completano il panorama dell'innovazione nel programma RESTART.
Net4Future è coordinato dall'Università di Catania e focalizzato sulla definizione di un nuovo quadro regolatorio per incentivare lo sviluppo delle telecomunicazioni future. Nel primo anno e mezzo di programma, Net4Future ha elaborato un quadro di riferimento per lo sviluppo di innovazioni che consentono uno sfruttamento più intensivo delle infrastrutture digitali, con attenzione alla riduzione dell'intensità energetica e alla salvaguardia della privacy e della sicurezza dei dati. Il progetto ha inoltre valutato business model innovativi per servizi digitali come e-health e edge computing.
TeleSmEg e GrapHICS rappresentano gli altri due pilastri della strategia di Open Fiber nel programma RESTART. Questi progetti affrontano tematiche specifiche nel contesto delle Grand Challenges lanciate dal programma, contribuendo a costruire una visione coerente dell'evoluzione dell'ecosistema delle telecomunicazioni in Italia e a livello internazionale.
L'iniziativa di Open Fiber si inserisce in un contesto di ricerca europeo ampio. Il programma RESTART coinvolge 25 partner per una spesa complessiva di 118 milioni di euro, con un finanziamento da parte dell'Unione Europea di 116 milioni. Le attività sono strutturate in sette "missioni": ricerca, laboratori e proof of concept, innovazione e trasferimento tecnologico, supporto a start-up e spin-off, istruzione e formazione, dottorati di ricerca, comunicazione e standardizzazione.
L'apporto di Open Fiber al programma include competenze specifiche nel campo delle comunicazioni ottiche, dell'edge computing, della fiber sensing e della definizione di quadri normativi innovativi. La partecipazione permette all'azienda di far parte del più importante programma di ricerca e sviluppo mai sviluppato in Italia nel settore delle telecomunicazioni.
L'impegno di Open Fiber nei sei progetti RESTART riflette una strategia più ampia di posizionamento del territorio italiano come polo di innovazione nelle telecomunicazioni europee. Secondo le parole di Francesca Parasecolo, l'obiettivo è "contribuire attivamente a sviluppare tecnologie e innovazioni che possono rappresentare il futuro dell'Europa".
Questi progetti affrontano direttamente le megatrend che caractterizzano il settore: la crescita esponenziale del traffico dati, la necessità di risposta in tempo reale per applicazioni critiche, la sicurezza delle comunicazioni in un contesto di digitalizzazione pervasiva, e la transizione verso generazioni di tecnologia wireless successive al 5G.
L'investimento in innovazione di Open Fiber dimostra come gli operatori di telecomunicazioni stanno evolvendosi da fornitori di connettività a abilitatori di trasformazione digitale, integrando capacità di computing, sensing e intelligenza artificiale direttamente nelle proprie infrastrutture di rete.