Aldo Moser icona del ciclismo italiano

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[vc_row][vc_column][dfd_single_image image="24241"][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]ALDO MOSER CICLISMO - Il 2 Dicembre scorso ci ha lasciato Aldo Moser, all’età di 86 anni per complicazioni dovute all’infezione da Coronavirus. Tutto il mondo del ciclismo piange la scomparsa del campione capostipite di una famiglia di illustri pedalatori, che grandi successi hanno riportato in patria.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

I Moser e la loro dinastia di ciclisti

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Aldo Moser ha segnato un’epoca del ciclismo italiano. Nato nel 1934 a Giovo è stato il capostipite di una famiglia di ciclisti professionisti, con i quali ha anche gareggiato. Con i fratelli Francesco, Enzo, Diego e Aldo sono molteplici le competizioni a cui ha partecipato, comprese alcune in cui si è sfidato con Fausto Coppi.

Per lui le prime pedalate sono state più una questione di necessità che di divertimento. In sella alla sua bici sfrecciava per le vie di che collegavano Palù a Trento per vedere la grappa che produceva la sua famiglia e arrotondare qualche entrata vendendo del pane. Ad accomunare lui e i suoi fratelli non è stata solo la vita spesa per il ciclismo ma anche la dedizione al lavoro nei campi nell’azienda agricola di famiglia.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Aldo Moser e i suoi successi nel mondo del ciclismo

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Quella di Aldo Moser è stata una lunghissima carriera durata ben 19 anni, interrotta per un grave infortunio al ginocchio. Egli è stato un passista e specialista della cronometro e con le sue 16 partecipazioni al Giro d’Italia due volte è riuscito pure ad indossare la tanto desiderata maglia rosa. Tra i successi di Aldo Moser nel ciclismo contiamo:

Piccolo Giro di Lombardia

Coppa Agostoni

Bologna-Raticosa

Coppa Varignana

Gran Premio Industria e Commercio di Prato

3ª tappa, 1ª semitappa Gran Premio Ciclomotoristico (Bari > Potenza)

2ª tappa, 1ª semitappa Gran Premio Ciclomotoristico (Caserta > Napoli)

Trofeo Baracchi (con Ercole Baldini)

Grand Prix des Nations

Trofeo Baracchi

Manche-Ocean (cronometro)

Coppa Bernocchi

Giro delle Tre Province - Camucia[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Giovanni Lombardi e Aldo Moser ciclisti a confronto

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Tra i ciclisti della storia italiana che hanno ottenuto grandi successi e sono impressi nella memoria degli appassionati con una lunga carriera troviamo anche Giovanni Lombardi. Nato a Pavia nel 1969 è stato un ciclista professionista per quattordici anni, portando vantare un albo di vittorie non indifferente.

I suoi successi in gara sono molteplici e conquistati sia in territorio nazionale che non. Quattro sono le tappe del Giro d’Italia che è riuscito a vincere, tre del giro di Svizzera e ancora più numerose le partecipazioni e le vittorie in competizioni spagnole. In territorio spagnolo ha ottenuto anche uno dei più grandi successi per uno sportivo. Da grande velocista quale è stato, infatti, è riuscito a conquistare la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 nella corsa punti.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="50" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Un addio che fa piangere generazioni di appassionati

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="15" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Quello di Aldo Moser è un addio che ha toccato molti appassionati di questo sport. Gli anni delle sue prodezze sono stati anni d’oro per il ciclismo italiano, che hanno fatto sognare intere generazioni. Le imprese di tutta la generazione dei Moser, di Coppi, Bartali hanno spinto i giovani a venire a intraprendere questo sport. È grazie a loro se oggi abbiamo  campioni come Giovanni Lombardi, che hanno continuato nell’impresa di portare altro e fiero il tricolore in tutto il mondo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Giovanni Lombardi e lo smart working. “Tutela i lavoratori”

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Giovanni Lombardi e lo smart working. L'imprenditore interviene sul prolungamento delle misure di emergenza. E parla delle conseguenze sull’economia italiana e sul prolungamento dello stato d’emergenza fino al 31 gennaio, data individuata per la proroga da parte del Governo. Adesso bisognerà fare di necessità virtù per portare avanti il Paese. Già c'è stato un crollo spaventoso da parte del Pil dopo il primo periodo di lockdown. Un inevitabile crollo dell’economia con alcuni settori in vera e propria sofferenza.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]E in tempo di pandemia lo smart working è diventato uno strumento indispensabile per garantire la produttività aziendale. Industrie e società di servizi possono contare sul lavoro a distanza. Avranno così la possibilità di tutelare la salute dei loro dipendenti e non interrompere il loro ciclo produttivo. Di conseguenza, possono contribuire a ridurre il rischio di contagio in questa seconda ondata del Covid che ha numeri molto preoccupanti per l’intero Paese. L’Italia è una delle nazioni più colpite, anche in Regioni come la Campania e la Sardegna che nella prima ondata hanno contenuto il Covid-19.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Giovanni Lombardi e lo smart working

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Adeguamento e formazione

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_single_image image="24117"][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]“La priorità - spiega parlando di smart working Giovanni Lombardi - è la tutela della salute dei lavoratori. È  fondamentale che siano adottati tutti gli strumenti per garantire sia la sicurezza del lavoro a distanza, come la protezione dei dati, sia quella del lavoro in ufficio. Tutto ciò, passa attraverso l’adeguamento tecnologico e la formazione dei dipendenti. Non bisogna mai essere improvvisati e programmare”.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Probabilmente è per tale motivo che le aziende private si sono adeguate. Invece, molte strutture della pubblica amministrazione fanno fatica anche a garantire i servizi essenziali.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]L’obiettivo del Governo è inquadrare con un accordo, tra aziende e sindacati, il lavoro agile. Lo smart working è un sistema di lavoro diventato conosciutissimo durante la pandemia per il Covid. I numeri di chi ne ha usufruito sono di quelli importanti. In Italia il numero di lavoratori che ha effettuato lavoro agile durante il lockdown è variato dai 4 ai 6 milioni. Una risorsa importante per il Paese alla ricerca costante dello sviluppo tecnologico, mai come adesso indispensabile.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]

La priorità è la tutela della salute dei lavoratori.

[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Avere a disposizione connessioni e attrezzature adeguate può fare la differenza. Inoltre, si calcola che con lo smart working c’è una sensibile riduzione dell’inquinamento dovuto ai trasporti. Meno lavoratori utilizzano l’auto e i mezzi di trasporto pubblici, meno emissioni di Co2 ci sono nell’aria. In questo caso, non solo si tutela la salute dei dipendenti perché si evitano contatti, ma allo stesso tempo il lavoro aziendale viene salvaguardato e svolto anche in tempi adeguati alle esigenze dell’azienda e del lavoratore stesso.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]La legge 81/2017 inquadra il lavoro ordinario, ma il prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 gennaio consente alle aziende di poter usufruire dello smart working senza modificare gli accordi di base con le categorie e i contratti dei singoli lavoratori.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Infatti, il perdurare dello stato di emergenza, così come comunicato dal Governo italiano, dà alle aziende la possibilità di utilizzare misure idonee alla tutela della salute dei lavoratori pur mantenendo la loro produttività.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Alla base può esserci anche un accordo volontario tra lavoratore e dipendente che può essere modificato. L’inserimento del termine volontario lascia intendere che è frutto di un accordo tra le parti dovuto all’emergenza Covid. Con il prolungamento dello stato d’emergenza, l’accordo non è obbligatorio e può essere deciso unilateralmente dall’azienda.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

Dopo la pandemia bisognerà regolarizzare lo smart working

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]L'imprenditore Giovanni Lombardi e lo smart working hanno già preso contatto, come tutti coloro che hanno delle aziende. Ma l'imprenditore parla anche di quello che sarà il mondo del lavoro. “Entreremo nella fase che viene definita del new normal. Ovvero, nulla sarà come prima del lockdown. Nelle aziende ci sono controlli e regole più rigide. La stessa misurazione della temperatura prima di entrare in ufficio e l’utilizzo della mascherina sono imprescindibili. Cambierà anche la struttura degli uffici, con postazioni distanziate tra i lavoratori in alcuni casi dove non ci sono. La nostra vita non sarà più come prima e il lavoro, che è una delle componenti importanti, inevitabilmente subirà delle modifiche”.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]

 La nostra vita non sarà più come prima e il lavoro, che è una delle componenti importanti, inevitabilmente subirà delle modifiche.

[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Oggi c’è già una regolamentazione di base che potrebbe essere attuata per chi vuole anticipare i tempi. Pur non essendo obbligatoria. Questa prevede che si modifichino gli accordi tra le parti attraverso una semplice procedura. Il nuovo contratto va inviato via mail al lavoratore che dovrà consegnare copia cartacea in azienda appena possibile. Sottoscritto l’accordo, che non prevede alcuna variazione nel compenso, si può iniziare lo smart working. Sul contratto tra azienda e lavoratore devono essere inseriti anche strumenti e tipi di connessione utilizzati. Inoltre, sarebbe opportuno mettere nero su bianco anche la frequenza delle riunioni virtuali.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Tra l’altro, proprio le App che consentono di effettuare riunioni in gruppo, sono  state potenziante. I grandi colossi del web hanno lavorato alla creazione di stanze virtuali e al loro perfezionamento, tra questi Google e Facebook che sulle loro piattaforme hanno lavorato allo sviluppo di stanze virtuali, anche con diversi livelli di accesso.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][dfd_heading subtitle="" content_alignment="text-left" enable_delimiter="" undefined="" title_font_options="tag:h2" subtitle_font_options="tag:div"]

La proroga del nuovo Dpcm

[/dfd_heading][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Per adesso, in Italia, il nuovo Dpcm prevede la proroga di 4 mesi per le aziende che adottano lo smart working. Ci sarà, quindi, il tempo necessario per regolarizzare tutto il sistema del lavoro subordinato ma a distanza. Un tempo che può essere sfruttato senza portare le modifiche delle leggi sul lavoro in Parlamento e prolungare tutto l’iter tra Camera e Senato. Il Dpcm consente di abbreviare di gran lunga i tempi, anche se nega la discussione politica sull'argomento.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]In uno stato di emergenza come questa pandemia ci può stare. Tra l’altro, la paura di mini lockdown sta coinvolgendo il Paese con l’incremento dei numeri di positivi ed essere già organizzati per il lavoro in smart working porterebbe al proseguimento dell'attività produttiva.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]Il Dpcm in sostanza consente di adottare lo smart working in maniera unilaterale per l’azienda, senza il consenso del singolo lavoratore. Per aziende numerose per ottenere tutti i consensi si arriverebbe a una burocratizzazione enorme. In questo modo, con il Dpcm, si snellisce una procedura che in un momento così difficile può essere solo d’aiuto. Non andare in ufficio diminuisce la possibilità di contagio.[/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][vc_column_text]In Germania c’è già una proposta di legge. Infatti, i tedeschi puntano ad inserire in pianta stabile, anche al termine della pandemia, lo smart working. Si tratterebbe di un mese di lavoro da svolgere, dove è ovviamente possibile, in smart working. Tecnicamente il Governo concederà alle aziende la possibilità di inserire nei contratti 24 giorni di lavoro a distanza per via telematica, ma considerando i riposi si arriva al mese di lavoro nel quale il dipendente non dovrà presentarsi in azienda. [/vc_column_text][dfd_spacer screen_wide_spacer_size="30" screen_normal_resolution="1024" screen_tablet_resolution="800" screen_mobile_resolution="480"][/vc_column][/vc_row]

Calcio, Serie A stravolta da un calendario troppo pieno: ed è polemica

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CALCIO – “Questo calcio non mi piace”. Lo dice senza giri di parole Giovanni Lombardi, ex presidente della Casertana e socio di diversi club in Campania. L’imprenditore, nell’affrontare l’argomento relativo alla ripresa del campionato dopo l’emergenza sanitaria per il coronavirus fa una disamina. Il tutto prendendo spunto da ciò che è un naturale calo di interesse anche per la serie A in questo anomalo luglio. E non solo per gli stadi vuoti, ma anche per i dati di ascolto delle partite. L’ex presidente della Casertana sottolinea: “Ovviamente con questo non dico che bisognava continuare a giocare. al contrario. Con il mondo fermo per la pandemia non era assolutamente consentito che il calcio potesse continuare. Speriamo che alla ripresa dei nuovi campionati ci sia la stessa attenzione attuale alle misure di prevenzione del Covid-19”.

Giovanni Lombardi sul calcio: “Campionato senza interesse”

“Giocare in queste condizioni ha davvero poco senso – spiega Lombardi – Tra l’altro, la Serie A non sta offrendo grandi spunti. Il campionato non ha nulla più da esprimere. La Juventus ha vinto lo scudetto ancora una volta, ma per l’organico che hanno a disposizione si sapeva che Lazio e Inter non potevano restare a lungo nella scia della squadra di Sarri“.

“Ovviamente si conferma l’Atalanta, ma quando c’è programmazione diventa quasi scontato fare bene. Non dimentichiamo che i ragazzi di Gasperini non hanno nulla da perdere ai quarti di finale contro il Psg. C’è però una notevole differenza dal punto di vista tecnico, ma con l’organizzazione tattica e l’agonismo l’Atalanta può impensierire i francesi. La Ligue 1 è ferma, il Psg non ha ritmo partita rispetto alla squadra di Gasperini. Anche questo è un altro fattore del quale tenere conto. Restando in Italia, come dicevo – prosegue Giovanni Lombardi – tutto è deciso. Le squadre che faranno compagnia alla Juventus nella prossima stagione in Champions League sono state già decise”.

“Inoltre, con i recenti successi del Genoa, anche la lotta salvezza è stata ben definita. Con la vittoria del Napoli in Coppa Italia pure l’Europa League conosce le sue prossime partecipanti. Insomma, si gioca per onorare gli impegni e rispettare un calendario che è stato compresso per arrivare fino alla fine della stagione. Giusto però inserire le 5 sostituzioni”.

Il momento particolare che sta vivendo il calcio

Investimento nel Futuro: Giovanni Lombardi

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Raggiungere i più alti livelli di tecnologia per rendere l'azienda un'eccellenza del settore. È questa una delle mission di MS Packaging che ha tra i suoi soci l'imprenditore Giovanni Lombardi, in passato anche presidente di squadre di calcio. L'azienda ha una tradizione quarantennale nella lavorazione della carta.

Lombardi: Uno Scatolificio e Una Cartiera Unite

Il gruppo MS Packaging, con all'interno Giovanni Lombardi, ha acquisito nel 2018 un impianto produttivo a Salerno per realizzare un binomio nel suo segmento di mercato. Una connessione composta da uno scatolificio e una cartiera unite sotto lo stesso brand.

Lo stabilimento di Arzano opera nella fabbrica in cui c’era lo storico scatolificio Benedetti, azienda nata nella seconda metà del 1800. La tradizione è proseguita quindi con MS Packaging che ha dato continuità all’azienda, salvaguardando anche le risorse umane.

Il gruppo non è soltanto tradizione. L'azienda è anche innovazione. Gli investimenti effettuati sono stati importanti nel settore tecnologico, come quello del 2016. MS Packaging ha acquistato un modulatore BHS con luce 2800mm e una macchina Bobst Masterflex per la stampa ad alta definizione fino a 6 colori. Macchinari che ampliano una grandissima dotazione tecnologica da parte dell'azienda che dispone anche di 5 casemaker per la produzione di scatole americane e due fustellatori, uno rotativo e l'altro in piano.

Tradizione e tecnologia, ma a rendere innovativa MS Packaging c’è un altro fattore, indispensabile. Sono le idee e gli uomini. I consigli del socio Giovanni Lombardi sono stati fondamentali nella crescita gruppo. Le performance aziendali sono cresciute del 30% nell'ultimo anno di esercizio, consentendo all'azienda di toccare vette di profitto mai raggiunte prima.

Competenza Tecnica e Consulenza

Sono gli standard di qualità a fare indubbiamente la differenza. Questi si distinguono sia nel servizio, sia nella competenza tecnica che nella consulenza. I dipendenti prendono in carica il cliente e lo accompagnano in un percorso nel quale sfruttano tutti i loro know how. L'esperienza acquisita dal cliente nel suo campo consente di arrivare a una soluzione su misura per tutti i prodotti richiesti.

Il binomio scatolificio più cartiera crea una filiera che inizia dalla raccolta macero e passa fino alla produzione di materie prime per le creazioni di cartone ondulato. Questo processo non solo consente di abbattere i costi al cliente finale, ma soprattutto di controllare la qualità dei prodotti fin dalla loro origine. MS Packaging è un'azienda attenta all'ambiente. Il processo parte dalla raccolta differenziata per poi spostarsi sul trattamento della materia prima seconda. Anche gli scherzi di produzione hanno un loro valore essenziale, in quanto non devono avere impatto sull'ambiente e vengono trattati attraverso procedimenti specifici. MS Packaging è un'azienda Green, che ha minime emissioni atmosferiche, nel ciclo dell'acqua e nel il ciclo rifiuti per la tutela dell'ambiente.

Un orgoglio tutto italiano, che rende i soci fieri del percorso di sviluppo e crescita dell’azienda negli anni. Un progetto nel quale ha saputo credere anche uno dei soci, Giovanni Lombardi, che ha trasferito il suo now how al gruppo per condurlo in una crescita esponenziale negli ultimi anni. Recentemente alla famiglia MS Packaging si è unito anche il manager Corrado Trasforini, con esperienza nel settore anche a livello europeo. ll tutto nel segno della crescita e del rispetto per l’ambiente.

I fatturati delle società di calcio italiane, l'analisi di Giovanni Lombardi

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GIOVANNI LOMBARDI CALCIO FATTURATI - Il mondo del calcio è pronto a ricominciare sul campo. Dopo lo stop obbligato, dovuto alla pandemia di Coronavirus, infatti, il nostro Paese riparte il 12 e il 13 giugno con le semifinali di ritorno di Coppa Italia. Ma la crisi che il Covid-19 ha portato in un ambiente florido come quello del calcio non sarà comunque facilmente risolvibile, almeno non a stretto giro. Lo sa bene Giovanni Lombardi, che ha effettuato tempo fa un’analisi sulla situazione dei fatturati delle società di calcio italiane. Lombardi è stato presidente di squadre di calcio come la Casertana, società che rappresenta non solo la città di Caserta ma l’intera provincia della Terra di Lavoro. Poi la decisione di guardare dal di fuori il mondo del calcio e di dedicarsi ad importanti attività imprenditoriali. Ultima, quella sugli studi dell'utilizzo dell’eparina per combattere il Covid-19.

Il calcio e l'analisi dei fatturati di Giovanni Lombardi

La scorsa estate, infatti, Giovanni Lombardi ha analizzato i dati di Forbes sui ricavi dei club sportivi, sottolineando l'assenza delle società italiane di calcio. La Juventus, infatti, nella speciale graduatoria della rivista economica, era posizionata oltre il 50esimo posto e l'arrivo del Covid-19 di certo non ha aiutato le casse dei bianconeri alla scalata di quesa particolare classifica. Lombardi, la scorsa estate, ha voluto analizzare nello specifico anche la situazione del Napoli, collegandola alle dinamiche economiche del calcio italiano. Risultato? Una mancanza di stabilità per un intero settore, che vede solo alcuni club quotati in Borsa.

Lombardi e la Serie B

Giovanni Lombardi ha sempre guardato alla Serie B con entusiasmo. L'imprenditore, infatti, è stato più volte accostato alla Juve Stabia e ha mostrato un certo interesse anche per la Salernitana. Nel 2011, infatti, aveva come obiettivo quello di acquistare la società granata e riportarla verso il calcio che conta, occasione sfumata con l'arrivo nella società campana dell'attuale presidente, Claudio Lotito. Altro club vicino all'imprenditore Giovanni Lombardi, è stato il Benevento. Con la ripartenza del campionato il 20 giugno, infatti, la Serie B tornerà a far parlare sul campo, con i play off in partenza il 4 agosto e che termineranno il 20 dello stesso mese. Un'altra occasione per tornare a parlare di calcio, di risultati e di classifica. Con un occhio sempre attento e vigile, però, ai bilanci e ai conti delle società.

L'imprenditore Giovanni Lombardi finanzia la ricerca per il Coronavirus

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IMPRENDITORE GIOVANNI LOMBARDI - Dal calcio alla ricerca per combattere la pandemia del Coronavirus. Questo il percorso di Giovanni Lombardi, imprenditore da anni protagonista del mondo dello sport campano e vicino all'acquisto dell'Avellino. Oggi, però, l'emergenza del Covid-19 ha portato Lombardi a finanziare una start-up di ricerca contro il Coronavirus, che dovrebbe coinvolgere anche i Dipartimenti di Nefrologia dell’Università di Napoli e di Wuhan. L'obiettivo è quello di focalizzare le ricerche sull’eparina sodica.

L'imprenditore Giovanni Lombardi finanzia la ricerca contro il Coronavirus

L’eparina è, infatti, un anti-trombotico utilizzato nel trattamento del Covid-19 ed uno dei farmaci sui quali si sta indirizzando la ricerca nell'ultimo periodo. Inizialmente lo studio sull'utilizzo dell'eparina nei casi affetti da Coronavirus non era stato preso in considerazione, ma dopo una prima analisi dei casi della pandemia in Italia, la rotta è decisamente cambiata. L'obiettivo della ricerca, finanziata da Giovanni Lombardi, è quello di capire come l'eparina può agire nella prevenzione della trombosi venosa all'interno dei polmoni. Questo processo, infatti, porterebbe il paziente alla morte, non essendo sufficiente a quel punto la ventilazione.

L’impegno di Giovanni Lombardi

L'impegno di Giovanni Lombardi è dunque ora focalizzato sulla lotta alla pandemia del Coronavirus. L'imprenditore campano, da sempre appassionato di calcio, ha deciso di sostenere l’idea del gruppo di ricerca della Università di Napoli, finanziando una start-up che sta analizzando l'uso dell'eparina nella lotta al Covid-19. Gli studi sull’eparina, dunque, partono dall'uso che già si fa del farmaco nel settore della emodialisi. Gli studiosi stanno approfondendo la tematica, prendendo ad esame casi su un’ampia scala a partire dai contagi di Wuhan, in Cina. Una tesi che ovviamente va nella direzione opposta a quella della cosiddetta immunità di gregge ovvero quella che la maggioranza degli anticorpi sviluppati dalla maggioranza delle persone. Soluzione che l’Oms vede ancora lontana, invitando i Paesi a continuare nella ricerca spasmodica di un vaccino.

Ricerca e sociale: il contributo dell'imprenditore campano

Giovanni Lombardi ha deciso di non rilasciare dichiarazioni su quanto fatto fino ad ora e sul suo contributo alla ricerca. Non solo. Anche nel sociale, l'imprenditore campano ha voluto sostenere alcune associazioni. Il mondo dell'imprenditoria, dunque, è sceso in campo per dare una mano al Paese, in un momento di profonda crisi economica, visto lo stop imposto dal Governo italiano fino al 17 maggio 2020.

La pandemia non è stata ancora debellata, anche se i numeri parlano di un lento miglioramento. Ma la scienza, coadiuvata dalla ricerca, non ha ancora trovato un vaccino per mettere la parola fine all'emergenza mondiale. L’impegno sociale ed economico messo in campo anche da imprenditori come Giovanni Lombardi e da gruppi di aziende, però, è risultato senza dubbio importantissimo per il futuro del Paese. La missione è comune: contribuire alla sconfitta definitiva del Coronavirus.

L'imprenditore Giovanni Lombardi e la lotta al Coronavirus