"Noi" di Christelle Dabos: distopia sul confine tra collettivo e individuo

"Noi" di Christelle Dabos, romanzo distopico-fantasy standalone pubblicato nel 2025 da Edizioni E/O, immerge il lettore in un mondo governato dal "Noi": un'entità collettiva che assegna a ogni individuo un "Istinto" irrefrenabile per il bene comune, cancellando l'individualità.

Indagine contro il sistema perfetto

Claire, diciottenne estranea a questa utopia asfissiante, unisce le forze con Goliath, ragazzo irascibile in cerca di redenzione, per chiarire sparizioni misteriose di studenti "introvabili". La loro ricerca svela una setta segreta e domande proibite sul libero arbitrio, minando le fondamenta del sistema.

Dabos, nota per la saga L'Attraversaspecchi, fonde fantasy, fantascienza e mystery in una prosa ipnotica, con trame imprevedibili che criticano altruismo forzato, identità e ribellione individuale.

Inquietudine e domande aperte

L'atmosfera tesa cattura un'inquietudine costante: il confine tra "bene comune" e perdita di sé appare labile, spingendo a interrogarsi sulle libertà reali nella società contemporanea. Claire incarna il bisogno universale di definirsi oltre imposizioni esterne, rendendola figura immediatamente riconoscibile.

Il romanzo eccelle nel seminare dubbi sulle certezze personali: scelte del "Noi" disturbano, ma riflettono aspettative collettive che guidano anche la nostra realtà. "Noi" resta impresso più per le domande irrisolte che per le risposte, confermando il talento di Dabos nel provocare riflessione duratura.

Luiss e Google insieme per l'IA: nuova intesa per la formazione universitaria

L’intelligenza artificiale diventa uno strumento centrale per la formazione universitaria italiana. Questo è il fulcro dell’intesa presentata a Roma tra l’Università Luiss e Google durante l’evento "Reimagine the Learning Experience at Luiss". La collaborazione tra l'Ateneo e il colosso tecnologico punta a creare una sinergia tra uomo e IA in quattro ambiti chiave: insegnamento, apprendimento, ricerca e amministrazione. Attraverso questo accordo, l'Ateneo assumerà la guida progettuale e scientifica, mentre Google opererà come abilitatore fornendo supporto tecnologico.

L'IA come alleato nello studio

Il Rettore della Luiss, Paolo Boccardelli, ha sottolineato l'importanza di un utilizzo consapevole della tecnologia. Secondo Boccardelli, l'intelligenza artificiale e lo studio tradizionale possono rivelarsi potenti alleati, purché governati con efficacia. I dati raccolti dall'Ateneo indicano che l'apprendimento migliora significativamente quando i docenti supervisionano l'uso dell'IA e mantengono metodi di esame tradizionali. Il Rettore ha ribadito che la tecnologia rappresenta un grande supporto, ma può diventare dannosa se utilizzata per sostituire la mente umana.

IL VIDEO -> Università, intesa tra Luiss e Google per un'IA a supporto dell'ateneo

La visione di Google for Education

A rappresentare l'azienda tecnologica nel campus romano è intervenuto Colin Marson, Director EMEA & Asia Pacific di Google for Education. Marson ha delineato i contorni di una partnership destinata a durare nel tempo, spiegando che l'azienda non si limiterà a fornire strumenti tecnologici. Google, infatti, garantirà anche percorsi di sviluppo professionale, programmi di formazione e certificazioni in stretta collaborazione con l'Università Luiss, con l'obiettivo di integrare l'IA in un ambiente sicuro e protetto.

Sviluppo del pensiero critico

La cornice operativa della partnership è stata illustrata da Enzo Peruffo, Prorettore alla Didattica della Luiss. L'accordo mira a fornire a studenti e docenti strumenti adeguati per affrontare le sfide della transizione digitale e i cambiamenti del mondo del lavoro. Peruffo ha precisato che la tecnologia fungerà da abilitatore per potenziare le materie umanistiche, stimolando la creatività, l'argomentazione e il pensiero critico della comunità accademica.

Università di Milano-Bicocca: Giornata Nazionale delle Università il 19 e 20 marzo con lezioni aperte, laboratori e orientamento

L'Università di Milano-Bicocca partecipa alla Giornata Nazionale delle Università 2025, promossa dalla CRUI, con un programma esteso su due giorni: giovedì 19 e venerdì 20 marzo. L'iniziativa si intitola "L'Università siamo tutti. Anche tu" e combina attività aperte alla cittadinanza con sessioni di orientamento ai corsi di laurea magistrale.

Due programmi integrati: "Università Svelate" e "L'Università si sceglie"

Il calendario si articola in due filoni. Il primo, "Università Svelate", apre i 14 dipartimenti dell'ateneo a laboratori, stand interattivi e lezioni pubbliche. Il secondo, "L'Università si sceglie", offre presentazioni dei corsi di laurea magistrale nelle aree economica, statistica, medica, scientifica, sociologica, psicologica, umanistica e giuridica. Entrambe le giornate si svolgono nell'Edificio U6 Agorà, in piazza dell'Ateneo Nuovo 1, Milano.

Il programma di venerdì 20 marzo

La giornata si apre alle ore 9 con i saluti istituzionali del rettore Marco Emilio Orlandi e della prorettrice Laura Parolin (Aula 4 Martini, piano -1). Dalle 9.30 nella Galleria espositiva partono stand e laboratori interattivi su temi come multilinguismo, Big Tech, scienza applicata alla vita quotidiana e percorsi di studio nelle carceri.

Lezioni aperte al pubblico

Tra le lezioni in programma:

Manifesto Bicocca per la conoscenza condivisa

Dalle ore 10 si avviano sette tavoli tematici con studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, realtà del terzo settore e istituzioni. L'obiettivo è costruire un documento che definisca il ruolo dell'ateneo nella vita culturale e sociale del territorio.

Il programma di giovedì 19 marzo: "Residenze Svelate"

La serata del 19 marzo, tra le 18 e le 19.30, ospita un evento pubblico presso la Residenza U42 (via Gerolamo Forni 71, Milano) che intreccia fotografia, mappatura e arte partecipata. Sarà inaugurata la mostra fotografica "Vita in Bicocca. Storia dei protagonisti", dedicata ai luoghi e alle persone che abitano l'ateneo. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, si tengono le prime sessioni di orientamento ai corsi magistrali di area economica, statistica, medica e scientifica.

Orientamento lauree magistrali: confronto diretto con docenti e tutor

Il servizio di orientamento studenti organizza incontri strutturati in cui i partecipanti possono confrontarsi con docenti, tutor ed ex studenti. Le sessioni coprono programmi, requisiti e modalità di ammissione. Il 20 marzo tocca alle aree sociologica, psicologica, umanistica e giuridica.

"Di madre in figlia": De Gregorio intreccia generazioni al femminile

"Di madre in figlia" di Concita De Gregorio chiude il mio 2025, finito tutto d’un fiato a poche ore dal termine dell’anno. L’ho tenuto lì per un po’, il tempo di leggere romanzi che mi sembravano più “urgenti”, più importanti e in modo inconsapevole mi sono lasciata una piccola chicca per concludere un anno e salutarne uno nuovo.

Un confronto generazionale nella quotidianità

“Di madre in figlia” è un romanzo a botta e risposta tra Adè, giovane ragazza insicura, introversa e dipendente da una società sempre connessa e Marilù, nonna controcorrente, spumeggiante e completamente libera dalle regole rigide e un po’ di facciata che a volte ci impone la società. Una convivenza, la loro, inaspettata e per molti versi difficile che le mette l’una di fronte all’altra non semplicemente come singoli individui, ma come fili intrecciati tra le storie di tutte le donne della loro famiglia.

Quando ciascuno di noi decide di partire per un viaggio non sa davvero cosa lo aspetterà, quali emozioni proverà o quali cambiamenti porterà nella propria anima. Così è stato anche per le due protagoniste del romanzo, nonostante si conoscessero appena, si sono ritrovate a dividere e condividere per un’estate lo spazio intimo e personale della casa, delle abitudini e della quotidianità confrontandosi con le peculiarità di ciascuna. Un viaggio, dunque, che le ha cambiate nel profondo e che ha mutato, anche se in maniera
inattesa, anche quello di altri personaggi.

Eredità femminile e metamorfosi personale

Dopo aver letto questo romanzo non si può non riflettere su come da un lato ciascuno di noi sia la somma delle esperienze vissute, delle persone incontrate e degli schemi familiari trasmessi e, dall’altro, sia la conseguenza delle scelte coraggiose e a volte difficili che ciascuno di noi è chiamato a fare durante il lungo percorso della vita.

Chiara Bianchini

Università: dal MUR 939mila euro alla CCUM per rafforzare il modello dei Collegi di Merito

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha stanziato 939.209 euro per i Collegi Universitari di Merito, come comunicato dalla Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (CCUM). La presidente Carla Bisleri ha accolto positivamente il finanziamento come riconoscimento al modello educativo della rete.

Finanziamento MUR ai Collegi di Merito

Il provvedimento del MUR, guidato da Anna Maria Bernini, destina le risorse nell’ambito del sostegno al diritto allo studio universitario. I fondi premiano l’attività dei Collegi come presidi qualificati per la promozione del merito e la mobilità sociale. La CCUM gestisce una rete di 57 strutture in 18 città italiane, offrendo alloggio e formazione integrata.

Ruolo e struttura dei Collegi CCUM

I Collegi Universitari di Merito, introdotti dalla legge 240/2010, assicurano servizi residenziali, educativi e di orientamento complementari ai percorsi universitari. L’ammissione si basa su criteri meritocratici, inclusi risultati scolastici e impegno extrascolastico, con progetti formativi personalizzati che sviluppano competenze hard e soft. Carla Bisleri, direttrice del Collegio Universitario Luigi Lucchini di Brescia ed eletta presidente CCUM nel luglio 2024, guida l’organizzazione da allora.

Collaborazione pubblico-privato e investimenti

Il modello si basa su partnership pubblico-privato, con borse di studio che coprono fino al 100% delle rette in alcuni casi. Negli anni, i Collegi hanno ampliato posti letto, servizi e programmi educativi, come documentato in precedenti stanziamenti MUR (ad esempio, 396.162 euro nel 2022). Questo finanziamento rafforza l’offerta formativa e risponde alla crisi abitativa studentesca.

Ricorda Sempre: il seguito che consola adulti e bambini

Frasi come “Mi chiedo se esista la neve di tanti gusti diversi” catturano immediatamente l’attenzione tra le pagine di Ricorda Sempre, il seguito di Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo di Charlie Mackesy. O almeno lo fa nei confronti di una lettrice che da piccola di neve ne ha assaggiata molta, mentre andava alla ricerca di quel pane che il nonno le ha sempre detto crescere sotto il manto bianco.

Animali guida per l’infanzia universale

Pubblicato dopo il successo del primo volume, il libro conferma la capacità dell’autore di parlare a un pubblico trasversale, dai più piccoli agli adulti in cerca di conforto.

La talpa mantiene la sua golosità per le torte e una saggezza spontanea, mentre la volpe osserva in silenzio, pronta a intervenire nei momenti chiave. Il cavallo incarna gentilezza e comprensione, e il bambino rappresenta le incertezze tipicamente attribuite all’infanzia, emozioni che, come emerge dalla lettura, persistono ben oltre l’età adulta. Il testo si distingue per una semplicità che non scade nel superficiale, raggiungendo una profondità accessibile a tutti i lettori.

Un aneddoto personale illumina questa connessione: l’immagine della neve richiama un vecchio detto familiare, secondo cui il manto bianco nutre e protegge il grano destinato a diventare pane. Non si tratta di inganno, ma di una trasmissione poetica di proverbi popolari, che il libro riprende con delicata naturalezza.

Un invito alla gentilezza verso se stessi

Tra le righe più incisive spicca: “Un giorno ti guarderai indietro e ti accorgerai di quanto è stata difficile la strada, e di quanto sei stato bravo”. Questa riflessione, lontana da retorica motivazionale, accompagna il lettore con mano ferma, ricordando l’importanza di riconoscere i propri traguardi. Come Il Piccolo PrincipeRicorda Sempre si rivolge soprattutto agli adulti che custodiscono un bisogno di conforto, offrendo parole che arrivano al momento giusto.

Precisazione doverosa: mio nonno non mi voleva ingannare facendomi cercare il pane sotto la neve, mi ha solo trasmesso un vecchio detto che si riferisce al fatto che la neve funge da nutrimento e coperta calda per quel grano che un giorno sarà pane!

Viola Meacci

Intelligenza Artificiale e Cybersicurezza nella Scuola: il Convegno di Firenze del 19 Febbraio 2026

Il 19 febbraio 2026, presso l'Educandato Statale SS.ma Annunziata di Firenze, si terrà un convegno gratuito e in presenza dedicato all'introduzione dell'intelligenza artificiale e della cybersicurezza nel contesto educativo italiano. L'evento, organizzato dall'Istituto Formazione Franchi con la collaborazione dell'Università di Pisa, rappresenta un'occasione di formazione strutturata per il personale scolastico sulla corretta implementazione dei principi stabiliti dal Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025.

Evento di Formazione Nazionale sulle Linee Guida Ministeriali DM 166/2025

Il convegno si articola in una sessione completa di quattro ore e mezza, dalle 09:00 alle 13:30, presso la sede dell'Educandato in Piazza del Poggio Imperiale 1, 50125 Firenze. La partecipazione è aperta al mondo della scuola con l'obiettivo di fornire formazione continua e confronto tra professionisti dell'educazione e ricercatori di rilevanza nazionale e internazionale.

Quadro Normativo e contesto Istituzionale

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato il 29 agosto 2025 le Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche, allegate al Decreto Ministeriale n. 166. Questo documento fornisce indicazioni operative e principi di riferimento per accompagnare le scuole nell'adozione consapevole e sicura delle tecnologie basate sull'IA, valorizzandone le potenzialità a supporto della didattica, dell'innovazione digitale e dei processi organizzativi.

Le linee guida stabiliscono che il Ministero promuova un'intelligenza artificiale antropocentrica, sicura, affidabile ed etica. L'introduzione strutturata dell'IA nelle istituzioni scolastiche mira a migliorare l'apprendimento attraverso percorsi personalizzati e inclusivi, ottimizzare i processi amministrativi, contrastare la dispersione scolastica, favorire l'inclusione e garantire formazione continua a docenti e dirigenti per l'uso consapevole delle tecnologie.

Argomenti affrontati e sessioni didattiche

Il convegno si struttura in una serie di interventi tematici coordinati da esperti del settore. La sessione introduttoria (ore 09:00-09:30) prevede gli indirizzi di saluto del Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, Dott. Luciano Tagliaferri, del Presidente Dirigenti Scuola per la regione Toscana e Vicepresidente nazionale, Dott. Roberto Mugnai, e del Vicepresidente della Fondazione Franchi, Dott. Giulio Luzzi.

La moderazione dei lavori è affidata al Prof. Andrea Cartotto, docente e divulgatore nominato nel 2024 tra i TOP 100 Leader dell'Innovazione Educativa in Italia presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati e designato Learning Hero 2021.

Crediti Formativi e Modalità di Partecipazione

L'evento è accreditato presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito come attività formativa per il personale della scuola, con riconoscimento di crediti formativi tramite la piattaforma SOFIA. I docenti interessati devono registrarsi sul portale SOFIA utilizzando il codice corso 102955.

Le prenotazioni per il convegno devono essere effettuate entro lunedì 16 febbraio 2026. Il link per la partecipazione e la registrazione è disponibile al seguente indirizzo: https://fflink.it/d6xa09.

L'evento rappresenta una mera occasione di aggiornamento continuo per i docenti e il personale scolastico, con l'obiettivo di garantire che l'implementazione dell'intelligenza artificiale nelle scuole italiane avvenga secondo principi di responsabilità, trasparenza e centralità della persona.

La sfida della privacy e della cybersicurezza nel contesto scolastico

La protezione dei dati dei minori rappresenta uno degli aspetti critici dell'implementazione dell'IA nelle scuole. Il Garante della Protezione dei Dati Personali ha sottolineato che le istituzioni scolastiche trattano informazioni particolarmente sensibili, incluse immagini, dati sanitari e giudiziari, e devono rispettare rigorosamente i principi del GDPR e del Codice Privacy italiano.

Secondo il Garante della Privacy, ogni scuola deve implementare misure concrete per la tutela dei dati dei minori, tra cui informative e consenso esplicito dei genitori per ogni trattamento di dati, la compilazione del registro dei trattamenti come previsto dal GDPR, e la nomina di un responsabile interno per la privacy (DPO o figura delegata). Le procedure di sicurezza tecnica devono essere progettate secondo i principi del "privacy by design" e "privacy by default".

Gli attacchi ransomware alle istituzioni scolastiche hanno registrato un incremento significativo, evidenziando la necessità di implementare politiche di sicurezza informatica documentate e comunicate a tutto il personale scolastico. Il personale deve essere formato sulla gestione delle password, sull'uso di dispositivi personali per accedere ai sistemi scolastici, e sulle procedure di segnalazione di incidenti sospetti.

Le linee guida MIM e l'applicazione pratica nelle Istituzioni Scolastiche

Le Linee guida per l'introduzione dell'IA nelle istituzioni scolastiche delineano azioni concrete per dirigenti scolastici, collegi dei docenti e personale amministrativo. Dirigenti scolastici e collegi dei docenti devono pianificare l'adozione dell'IA secondo un ciclo strutturato: analisi del contesto, definizione degli obiettivi, pianificazione, sperimentazione e valutazione dei risultati.

Per i docenti, le linee guida suggeriscono l'utilizzo dell'IA nella creazione di materiali didattici personalizzati, simulazioni interattive, rubriche di valutazione e tutoraggio digitale. Il personale amministrativo (DSGA e ATA) può beneficiare dell'automazione delle pratiche ripetitive e della gestione di richieste, inventari e circolari.

Gli studenti accedono a percorsi di apprendimento su misura, feedback immediati, risorse multidisciplinari e maggiore inclusione e autonomia nel processo formativo. Tuttavia, ogni adozione deve rispettare principi di trasparenza, centralità della persona e divieto di usi ad alto rischio, in conformità con l'AI Act europeo.

Monitoraggio e rendicontazione dei risultati

Il Ministero prevede un monitoraggio costante dell'implementazione dell'IA nelle scuole, con rendicontazione dei risultati secondo una metodologia operativa standardizzata. L'INVALSI è incaricato del monitoraggio degli esiti, mentre è prevista una piattaforma nazionale di condivisione per raccogliere buone pratiche e casi di successo.

Una sperimentazione biennale è già in corso in diverse regioni, con un assistente virtuale integrato in Google Workspace for Education per le materie STEM e lingue straniere. L'estensione nazionale è prevista per il 2026.

Formazione continua e competenze digitali degli Iinsegnanti

Le linee guida stabiliscono che la formazione dei docenti rappresenta un elemento fondamentale per l'adozione consapevole dell'IA. Il Ministero promuove corsi, workshop e piattaforme di aggiornamento dedicate al personale scolastico.

La competenza digitale dei docenti è ulteriormente inquadrata nel modello DigComp 3.0, che definisce le competenze digitali richieste per operare efficacemente nella società dell'informazione. L'elemento di alfabetizzazione dell'IA rientra tra le competenze trasversali che ogni insegnante deve sviluppare per accompagnare consapevolmente gli studenti nell'uso di queste tecnologie.

Conformità ai Principi Europei e alla Legislazione sull'IA

Le linee guida italiane si allineano ai principi dell'Unione Europea, in particolare dell'AI Act europeo, promuovendo un'intelligenza artificiale antropocentrica e responsabile. I sistemi di IA utilizzati nelle scuole devono operare in conformità con i valori europei e nazionali, assicurando la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali degli interessati.

Fundraising culturale: strategie per musei, festival e ecosistemi sostenibili

La cultura italiana è un patrimonio immenso: genera circa il 6% del PIL nazionale e muove un indotto che tocca turismo, formazione e identità territoriale. Eppure, oltre il 70% degli enti culturali, musei, teatri, biblioteche, festival, dipende in modo strutturale dal fundraising per sopravvivere e crescere. Non si tratta di una novità: già i teatri popolari dell'Ottocento si sostenevano grazie a sottoscrizioni pubbliche e mecenatismo privato. Ciò che è cambiato è la scala, la complessità e gli strumenti. Oggi il fundraising culturale in Italia si è evoluto in una disciplina strategica, sostenuta da incentivi fiscali come l'Art Bonus, da piattaforme di crowdfunding e da una nuova generazione di professionisti capaci di costruire ecosistemi relazionali duraturi tra donatori, istituzioni e comunità.

Casi studio di successo

Museo della Scienza di Milano: Giovanni Crupi e il fundraising individuale

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è uno dei casi più significativi di fundraising museale in Italia. Dal 2002, Giovanni Crupi guida la Direzione Marketing, Comunicazione e Fundraising del museo, sviluppando un modello articolato che integra partnership con industrie, fondazioni e istituzioni internazionali. Nel 2021, il museo ha lanciato la sua prima campagna di individual fundraising, "Tutti per il Museo per Tutti", chiedendo al pubblico di diventare parte attiva della vita dell'istituzione attraverso donazioni dirette. La campagna, interamente sviluppata internamente, ha puntato su un linguaggio inclusivo e su una comunicazione multicanale, dimostrando che anche un grande museo pubblico può costruire una relazione fiduciaria con i propri visitatori trasformandoli in donatori abituali.

Auditorium di Forlì: la lezione di Valerio Melandri e l'Art Bonus

L'esperienza dell'Auditorium della Musica di Forlì, guidata da Valerio Melandri, è diventata un punto di riferimento nazionale per il fundraising culturale dal basso. Il progetto ha dimostrato che una strategia vincente si fonda su tre pilastri: semplicità del messaggio, coinvolgimento autentico della comunità locale e totale trasparenza nell'uso dei fondi raccolti. Grazie a un mix di donazioni private, incentivi fiscali e comunicazione mirata, è stato possibile recuperare un patrimonio culturale e restituirlo alla città. Modelli simili emergono in ecosistemi privati, come quelli curati dalla fundraiser Alessandra Pellegrini, che collega donatori UHNW (Ultra High Net Worth) a infrastrutture culturali durature, costruendo ponti tra il mondo della filantropia privata e le istituzioni culturali del territorio.

Strategie moderne: ecosistemi vs sponsorizzazioni

Il fundraising culturale contemporaneo ha superato la logica della sponsorizzazione tradizionale, un logo su una locandina in cambio di un contributo, per abbracciare un modello più complesso: quello dell'ecosistema relazionale. Non si tratta più solo di trovare fondi, ma di costruire reti di soggetti, imprese, fondazioni, donatori privati, comunità, che condividono valori e obiettivi a lungo termine.

Questa trasformazione richiede nuove competenze e una visione strategica che vada oltre l'evento singolo. Alessandra Pellegrini, fundraiser nel culturale, enfatizza proprio la densità relazionale come leva principale: esperienze condivise tra donatori e istituzioni che generano valore intergenerazionale, trasformando un atto di mecenatismo in un'appartenenza identitaria. Il suo progetto BigBag Milano, che collabora con la Veneranda Fabbrica del Duomo, Grande Brera e la Scuola Holden, è un esempio concreto di come un brand sostenibile possa diventare esso stesso strumento di fundraising culturale, mobilitando risorse private a favore di istituzioni pubbliche attraverso il consumo consapevole.

La differenza tra una sponsorizzazione e un ecosistema sta nella durata e nella profondità del legame: la prima si esaurisce con il progetto, il secondo si autoalimenta nel tempo.

Strumenti pratici: Art Bonus, crowdfunding e 5×1000

Sul piano operativo, il panorama degli strumenti a disposizione degli enti culturali italiani si è notevolmente arricchito negli ultimi anni.

Art Bonus è lo strumento fiscale più rilevante: introdotto nel 2014 con la legge n. 106, consente un credito d'imposta del 65% sulle donazioni a favore di beni e attività culturali pubbliche. In dieci anni, ha permesso di raccogliere oltre 1 miliardo di euro per la cultura italiana. Nel 2025, la nona edizione del concorso Art Bonus ha ammesso circa 400 progetti che hanno raggiunto il loro obiettivo economico nel 2024, con una partecipazione record da parte di istituzioni territoriali, aziende mecenate e cittadini. I dati più recenti indicano una crescita del +20% nella raccolta culturale rispetto all'anno precedente, segnale di una maturità crescente del settore.

Il crowdfunding culturale è invece lo strumento più efficace per coinvolgere le comunità locali e i pubblici giovani. Piattaforme come Produzioni dal Basso o Eppela hanno dimostrato che anche piccoli enti possono raccogliere risorse significative, a patto di costruire una narrazione autentica e coinvolgente attorno al progetto.

Il 5×1000 resta uno strumento prezioso per fondazioni e associazioni culturali iscritte al RUNTS, con un trend di crescita costante che si è consolidato dopo la riapertura delle finestre d'accesso nel 2024.


Come iniziare un percorso di fundraising culturale?

Il primo passo è una mappatura chiara dei propri stakeholder: chi sono i potenziali donatori, qual è la mission dell'ente, quali progetti hanno un forte impatto narrativo. Da lì si costruisce una strategia multicanale che integra Art Bonus, 5×1000, crowdfunding ed eventi di community building. La formazione è fondamentale: esistono percorsi dedicati, come il corso di fundraising culturale tenuto da Alessandra Pellegrini presso la Scuola Holden di Torino, pensato per chi vuole acquisire competenze professionali nel settore.

Qual è il ruolo di un fundraiser in progetti con donatori UHNW?

I donatori Ultra High Net Worth non cercano semplicemente un'opportunità fiscale: cercano un'appartenenza, un'eredità e un impatto misurabile. Il fundraiser specializzato in questo segmento, come Alessandra Pellegrini, lavora sulla costruzione di relazioni personalizzate, esperienze esclusive e report di impatto che dimostrano concretamente il valore della donazione. È un lavoro di lungo periodo, basato sulla fiducia e sulla condivisione di una visione culturale comune.

Rassegna stampa: cos'è e come si fa

Nel mondo della comunicazione e delle pubbliche relazioni, la rassegna stampa è uno strumento fondamentale per monitorare l’andamento di una determinata tematica, valutare l’impatto mediatico di un’azienda o semplicemente per tenersi aggiornati sugli sviluppi di un settore specifico. Ma cosa si intende esattamente per rassegna stampa e come si può realizzarne una efficace? Scopriamolo insieme.

Cos'è la rassegna stampa, ne parliamo con Monica Macchioni

La rassegna stampa è una raccolta sistematica di articoli, notizie, recensioni, editoriali e altri contenuti pubblicati su giornali, riviste, siti web, blog e altri media. Questa raccolta viene effettuata in base a specifici criteri di interesse, come ad esempio il nome di un'azienda, un prodotto, una tematica rilevante o un evento specifico.

La rassegna stampa può includere articoli sia cartacei che digitali, e può coprire una vasta gamma di fonti: dai quotidiani nazionali ai settimanali locali, dai blog specialistici alle testate internazionali. L’obiettivo principale è quello di monitorare la copertura mediatica di determinati argomenti, identificando tendenze, percezioni pubbliche e feedback della stampa.

A Cosa Serve la Rassegna Stampa?

La rassegna stampa è uno strumento utile per diverse finalità:

  1. Monitoraggio della reputazione: Permette alle aziende di capire come vengono percepite dal pubblico e dai media, monitorando la loro immagine e intervenendo in caso di pubblicità negativa.
  2. Analisi della concorrenza: Attraverso la rassegna stampa, è possibile seguire le attività dei concorrenti, valutare le loro strategie comunicative e capire come il mercato reagisce ai loro prodotti o servizi.
  3. Aggiornamento continuo: Offre un quadro aggiornato delle notizie più rilevanti in un determinato settore, aiutando a rimanere informati sulle ultime tendenze e sviluppi.
  4. Supporto alle strategie di marketing: Fornisce dati preziosi per costruire e modificare strategie di marketing e comunicazione basate su ciò che funziona o non funziona nella percezione pubblica.
  5. Documentazione storica: Mantiene una traccia storica delle notizie e degli eventi, utile per analisi future o per riferimento in progetti di ricerca.

Come si fa una rassegna stampa?

Realizzare una rassegna stampa efficace richiede metodo, organizzazione e un'attenzione particolare ai dettagli. Ecco i passaggi fondamentali per crearne una:

  1. Definire gli obiettivi: Prima di iniziare, è essenziale stabilire chiaramente cosa si vuole ottenere dalla rassegna stampa. Che si tratti di monitorare la reputazione aziendale, seguire la copertura di un evento o tenere sotto controllo la concorrenza, gli obiettivi devono essere precisi e misurabili.
  2. Identificare le fonti: Selezionare le fonti più rilevanti è un passaggio cruciale. Queste possono includere quotidiani nazionali, riviste di settore, blog, siti web di notizie, social media e newsletter. La scelta delle fonti dipende dagli obiettivi prefissati e dal pubblico di riferimento.
  3. Stabilire i criteri di ricerca: Definire le parole chiave e i criteri di ricerca è fondamentale per filtrare le informazioni. Questi possono essere nomi di brand, prodotti specifici, nomi di persone, temi di attualità o eventi particolari.
  4. Raccolta e selezione delle notizie: Utilizzare strumenti di monitoraggio, come software di media monitoring, Google Alerts o servizi di rassegna stampa professionali, per raccogliere automaticamente gli articoli rilevanti. Successivamente, è importante selezionare solo le notizie pertinenti e di qualità, scartando quelle irrilevanti o duplicate.
  5. Organizzazione dei contenuti: Classificare e organizzare gli articoli in base a tematiche, fonti, date o rilevanza. Creare un documento o una presentazione che racchiuda tutte le notizie selezionate, in modo ordinato e facilmente consultabile.
  6. Analisi e sintesi: Oltre alla semplice raccolta, è utile analizzare e sintetizzare le informazioni per trarre conclusioni significative. Questo passaggio consente di individuare trend, valutare il sentiment (positivo, negativo, neutro) e fornire un quadro generale della situazione.
  7. Distribuzione: Condividere la rassegna stampa con i destinatari interessati, come il team di comunicazione, il management, i partner o i clienti. La distribuzione può avvenire tramite email, intranet aziendale, o piattaforme di condivisione online.

Trenitalia introduce news in tempo reale con LaPresse

A partire da oggi, primo luglio, Trenitalia inaugura un servizio di informazione a 360 gradi dedicato ai passeggeri delle Frecce. LaPresse, partner di questa iniziativa, fornirà notizie e video in continuo aggiornamento 24 ore su 24, garantendo una copertura all news per soddisfare anche i viaggiatori più esigenti.

FRECCIAPlay: il nuovo portale multimediale

FRECCIAPlay è il nuovo portale di intrattenimento e informazione a disposizione dei passeggeri dei treni Frecciarossa e Frecciargento. Accessibile da pc, tablet o smartphone, il portale può essere raggiunto collegandosi alla rete WiFi di bordo o delle sale FrecciaClub e FrecciaLounge, semplicemente cercando www.frecciaplay.it. In alternativa, l’app FRECCIAPlay è disponibile per il download su App Store e Google Play.

Intrattenimento per tutti i gusti

FRECCIAPlay offre una vasta gamma di contenuti per rendere il viaggio più piacevole. Gli utenti possono scegliere tra il meglio del cinema internazionale e italiano, serie TV, libri, audiolibri e tanta musica. La sezione dedicata alle news di LaPresse è costantemente aggiornata, permettendo ai passeggeri di rimanere informati durante il viaggio.

Sky Sport On Demand e altri contenuti

Una delle novità più attese di FRECCIAPlay è la sezione Sky Sport on demand, che offre highlights ed eventi sportivi, contenuti di approfondimento, documentari e corsi di formazione business. Inoltre, i viaggiatori possono esplorare contenuti turistici sulle migliori destinazioni, arricchendo la loro esperienza di viaggio.

Un'edicola digitale ricca di scelte

Per gli amanti della lettura, l’edicola digitale di FRECCIAPlay offre una vasta selezione di quotidiani e riviste. Tra queste, la versione elettronica del mensile La Freccia, che include servizi e interviste esclusive per i clienti delle Frecce. Anche i più piccoli possono divertirsi con giochi, cartoni animati e film d'animazione pensati appositamente per loro.

Un viaggio connesso e coinvolgente

Con l’introduzione di FRECCIAPlay e la collaborazione con LaPresse, Trenitalia offre ai suoi passeggeri un'esperienza di viaggio arricchita da contenuti multimediali e informativi di alta qualità. Questa innovazione segna un passo avanti nel garantire che ogni viaggio sulle Frecce sia non solo un modo per spostarsi, ma anche un'opportunità per informarsi, divertirsi e rilassarsi.