Parole Antiche, sfide Moderne: il Cantico delle Creature in dialogo con la scuola contemporanea

Il 20 marzo 2026, presso il Polo Carmignani dell'Università di Pisa, si svolgerà l'incontro "Parole antiche, sfide moderne: il Cantico delle Creature nelle nostre vite". L'evento, gratuito e aperto sino all'esaurimento dei posti disponibili, rappresenta un'occasione formativa per gli studenti delle classi terze delle scuole medie inferiori della Provincia di Pisa.

Un incontro tra tradizione e responsabilità contemporanea

L'incontro si inserisce nell'ambito della rassegna "San Francesco 1226-2026 - Spiritualità, Dialogo e Fratellanza nel mondo globale", organizzata dal Centro per l'Innovazione e la Diffusione della Cultura (CIDIC) dell'Università di Pisa. La rassegna celebra l'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d'Assisi, avvenuta il 3 ottobre 1226, offrendo una serie di iniziative gratuite nel periodo compreso tra febbraio e marzo 2026.

Informazioni pratiche per la partecipazione

La partecipazione, rivolta prioritariamente agli studenti delle classi terze della provincia di Pisa, rappresenta un'opportunità formativa di rilievo per il dialogo tra tradizione culturale e responsabilità contemporanea. L'evento offre ai giovani la possibilità di confrontarsi con esperti nel campo dell'arte, della teologia, della storia e della governance educativa, su tematiche centrali nel dibattito culturale attuale.

I relatori: voci autorevoli nel dialogo culturale

L'incontro vede la partecipazione di figure di rilievo nazionale nel campo della cultura, dell'educazione e della spiritualità.

Sergio Rubini, attore, regista e sceneggiatore italiano di fama internazionale, porterà la sua prospettiva artistica al dibattito. Rubini, nato a Grumo Appula nel 1959, ha sviluppato una lunga carriera nel cinema italiano e internazionale, debuttando nel 1987 con "Intervista" di Federico Fellini e collaborando successivamente con registi di rilievo quali Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores e Michele Placido.

S.E. Mons. Saverio Cannistrà, Arcivescovo Metropolita di Pisa nominato da Papa Francesco il 6 febbraio 2025, porterà la prospettiva ecclesiastica al dialogo. Cannistrà, nato a Catanzaro il 3 ottobre 1958, proviene da una formazione accademica distinguata: laureato in Filologia romanza presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha successivamente conseguito il Dottorato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Prima della nomina a Pisa, è stato Preposito Generale dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi (2009-2021) e docente presso prestigiose istituzioni teologiche.

Mauro Ronzani, professore ordinario di storia medievale presso il Dipartimento di Storia dell'Università di Pisa, rappresenterà la prospettiva storica. Ronzani, nato a Bologna nel 1953, ha dedicato la sua ricerca alla storia politica, istituzionale e religiosa della Pisa medievale e della Tuscia dei secoli X-XIV, nel contesto del Regno Italico e dei rapporti tra Impero e Papato.

Luciano Tagliaferri, Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, rappresenterà la governance educativa toscana. Tagliaferri, nominato a questo incarico il 29 dicembre 2025, è una figura di spicco nel panorama dell'innovazione educativa italiana, con una lunga esperienza nella modernizzazione e nella personalizzazione dei processi formativi.

Il significato attuale del Cantico delle Creature

Il Cantico delle Creature, composto da San Francesco d'Assisi tra il 1224 e il 1226, rappresenta la prima poesia in lingua italiana di cui si conosca con certezza l'autore. Scritto intorno a due anni prima della morte del santo, il componimento costituisce un inno di lode a Dio e alle sue creature, pervaso da una visione positiva della natura come riflesso dell'immagine divina.

Il testo stabilisce un principio di fratellanza universale tra l'uomo e tutto il creato, distaccandosi dalla visione medievale del "contemptus mundi", ossia dal disprezzo per il mondo terreno. La creazione diviene, nella prospettiva francescana, un mezzo attraverso il quale lodare il Creatore, fondando una spiritualità incentrata sulla cura e sul rispetto del mondo naturale.

Nel contesto contemporaneo, il messaggio del Cantico assume una rilevanza crescente: la riflessione sulla bellezza, la cura dell'ambiente e il dialogo tra persone rappresentano interrogativi centrali nel dibattito educativo e culturale del XXI secolo. L'incontro del 20 marzo intende actualmente questa eredità francescana, offrendo ai giovani studenti uno spazio di riflessione sulla loro responsabilità verso il mondo e sugli insegnamenti che una poesia medievale può trasmettere alle sfide odierne.

La rassegna "San Francesco 1226-2026" e il contesto celebrativo

L'incontro del 20 marzo si inserisce in un calendario articolato di eventi che caratterizzeranno l'anno 2026. La rassegna "San Francesco 1226-2026 - Spiritualità, Dialogo e Fratellanza nel mondo globale" rappresenta il progetto organizzativo principale dell'Università di Pisa per commemorare l'ottavo centenario della morte del santo.

La rassegna, realizzata dal Centro per l'Innovazione e la Diffusione della Cultura (CIDIC), si svolge nel contesto di un anno straordinario per la spiritualità e la cultura italiana. Il 2026 segna il culmine di una celebrazione triennale che ha ripercorso le tappe fondamentali dell'ultimo periodo della vita di San Francesco: il 2023 ha commemorato gli ottocento anni della Regola Bollata e del primo Presepe di Greccio, il 2024 l'impressione delle Stimmate sul monte della Verna, il 2025 la composizione del Cantico delle Creature.

Nel programma della rassegna, nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2026 si svolgeranno una serie di iniziative gratuite che coinvolgeranno l'intera città di Pisa. Tra gli ospiti di primo piano figurano personalità quali Tomaso Montanari, Luciano Fontana, Alessandro Barbero e Franco Cardini.

Premiazione delle classi cincitrici

L'incontro del 20 marzo includerà un momento di premiazione delle classi vincitrici del bando di concorso associato all'evento. Questo elemento didattico rappresenta una pratica consolidata nelle iniziative formative, volendo incentivare la partecipazione attiva degli studenti e il coinvolgimento consapevole nel processo di apprendimento.

La competizione, precedente all'incontro stesso, avrà consentito ai giovani studenti di approfondire tematiche legate al Cantico delle Creature, alla figura di San Francesco e alla sua attualità. La premiazione rappresenta il riconoscimento di questo lavoro preparatorio e un momento di valorizzazione dei risultati raggiunti.

Monaco Optimist Team Race 2026, allo Yacht Club de Monaco 15 squadre di giovani velisti da 12 Paesi

La Monaco Optimist Team Race 2026 ha preso il via allo Yacht Club de Monaco, confermandosi come una delle regate giovanili di riferimento nel calendario internazionale. Per il primo giorno di gara quindici squadre di giovani velisti, provenienti da dodici Paesi, si sono affrontate in acqua per superare la fase a gironi e qualificarsi ai turni successivi. L’evento riunisce ragazzi e ragazze sotto i 14 anni e porta nel Principato l’élite mondiale della classe Optimist, con un format pensato per mettere al centro il gioco di squadra e la crescita tecnica.

Un format ispirato al team racing e all’America’s Cup

La Monaco Optimist Team Race adotta il format del team racing, disciplina che privilegia strategia, comunicazione e gestione delle situazioni rispetto alla sola velocità pura. Ogni squadra è composta da quattro timonieri che si affrontano in regate brevi e ravvicinate, in una serie di match uno contro uno tra team.

La struttura dell’evento prevede una fase a gironi “round robin”, in cui tutte le squadre si incrociano in un tabellone completo; in seguito, le migliori accedono a quarti di finale, semifinali e finali, che rappresentano il momento conclusivo della manifestazione. L’obiettivo comune per i giovani velisti è vincere il maggior numero possibile di match per portare in alto il proprio team in classifica, imparando allo stesso tempo a prendere decisioni rapide in un contesto altamente competitivo.

Giovani capitani in acqua: decisioni, responsabilità e lavoro di squadra

Secondo il giudice internazionale Chris Atkins, la vela offre ai giovani una possibilità unica: a 10, 11 o 14 anni possono prendere un aereo, raggiungere un altro Paese e confrontarsi in gara con coetanei provenienti da continenti e culture diverse. In acqua i ragazzi diventano capitani della propria imbarcazione, assumono il controllo delle manovre e sono chiamati a prendere tutte le decisioni in tempo reale, in un ambiente internazionale e multilingue.

Questa dimensione li mette di fronte a responsabilità sportive e relazionali che vanno oltre la singola regata: devono coordinarsi con i compagni di squadra, interpretare il campo di regata e adattarsi alle condizioni meteo, costruendo competenze utili anche fuori dallo sport. L’enfasi sul lavoro di squadra, tipica del team racing, li porta a guardare oltre il risultato individuale per concentrarsi sull’esito collettivo, concetto centrale anche nelle classi superiori della vela e nello yachting in generale.

Clinic internazionale e formazione con Chris Atkins

Accanto alle regate, la Monaco Optimist Team Race è affiancata da una clinic internazionale guidata da Chris Atkins, figura di riferimento mondiale nel team racing con oltre 45 anni di esperienza. Tre volte vincitore del Campionato Nazionale Britannico di regata a squadre, ex selezionatore della squadra olimpica britannica per Pechino e Londra e arbitro di World Sailing, Atkins supervisiona un lavoro specifico su tattica, tecnica e gestione delle situazioni di regata.

In tre giorni di allenamenti, le squadre coinvolte hanno la possibilità di perfezionare manovre, affinare le decisioni in incrocio e comprendere in profondità le peculiarità del format team race, dalle priorità di regata alla gestione dei penalti. L’obiettivo dichiarato non è soltanto migliorare il livello tecnico, ma permettere a ogni atleta di tornare a casa come velista e come persona più consapevole, con strumenti utili per le future tappe di carriera.

Il ruolo dello Yacht Club de Monaco nello sviluppo della vela giovanile

Per lo Yacht Club de Monaco, la Monaco Optimist Team Race è un pilastro della propria strategia sportiva, che mira a promuovere team spirit, disciplina, autocontrollo e rispetto delle regole tra i più giovani. Il club ospita le squadre, mette a disposizione strutture e supporto logistico e favorisce il confronto tra i membri della propria Sezione Sportiva e le delegazioni straniere.

Secondo il segretario generale Bernard d’Alessandri, la competizione ha un valore che va oltre la singola edizione: gli Optimist di oggi sono i velisti di domani e imparare a lavorare per il risultato di squadra è fondamentale in una disciplina dove, salendo di categoria, la presenza di equipaggi numerosi a bordo è la norma. In questo contesto, Monaco si propone come laboratorio permanente per la nuova generazione della vela.

Una partecipazione sempre più internazionale

L’edizione 2026 conferma e rafforza il profilo internazionale della regata: quindici squadre under 14 arrivano da dodici nazioni, dall’Uruguay agli Stati Uniti, passando per Irlanda, Italia e diversi Paesi europei. La varietà di provenienze crea un ambiente di scambio culturale che accompagna quello sportivo, con le delegazioni che condividono giornate in banchina, briefing tecnici e momenti di confronto fuori dall’acqua.

Per le federazioni e i club partecipanti, la tappa di Monaco è considerata un passaggio strategico nel percorso formativo dei propri giovani, sia per il livello degli avversari sia per la qualità dell’organizzazione e delle condizioni di regata nella baia del Principato.

Un albo d’oro che racconta la crescita dell’evento

Dal 2010 la Monaco Optimist Team Race ha costruito un palmarès che riflette il progressivo ampliamento del bacino di partecipazione. In una prima fase la Svizzera ha spesso primeggiato con la Société Nautique de Genève e il Gstaad Yacht Club, cui si sono aggiunti nel tempo successi di squadre provenienti da Germania, Finlandia, Turchia e dallo stesso Monaco.

Negli anni più recenti è emersa con forza la presenza statunitense, con vittorie nel 2020 e nel 2022, mentre nel 2023 la Croazia ha firmato una sorpresa con il team JKU Deep Blue. Ogni edizione ha messo in luce una nuova realtà capace di imporsi ai massimi livelli del team racing giovanile, confermando la manifestazione come osservatorio privilegiato sui futuri protagonisti della vela internazionale.

Monaco come laboratorio per la prossima generazione di velisti

Per quattro giorni, la Monaco Optimist Team Race trasforma il tratto di mare davanti allo Yacht Club de Monaco in un campo scuola per giovani regatanti, dove tecnica e strategia si intrecciano in un contesto altamente formativo. Attraverso il format team race, la clinic internazionale e il confronto tra squadre di più continenti, l’evento contribuisce a preparare una nuova generazione di velisti abituati a competere in scenari complessi, a comunicare in squadra e a prendere decisioni rapide in condizioni variabili.

Monaco Optimist Team Race 2026, la quattordicesima edizione al via nel Principato

Dal 14 al 18 gennaio 2026, il Principato di Monaco ospita la quattordicesima edizione della Monaco Optimist Team Race, manifestazione ricorrente del calendario internazionale della vela giovanile. L'evento, organizzato dallo Yacht Club de Monaco con il supporto di Monaco Marine, FxPro, North Sails, Erplast e Peace and Sport, riunisce giovani talenti under 14 provenienti da 12 nazioni diverse, coinvolti in una competizione articolata secondo il format del team racing.

La cerimonia di apertura è prevista per mercoledì 14 gennaio, mentre le prime regate in mare inizieranno da giovedì 15 gennaio alle ore 11:00. La competizione si svolgerà secondo un calendario denso, con oltre 150 match race programmati, dai turni di qualificazione round robin fino alle finali.

Formazione e competizione internazionale per i giovani velisti under 14

La Monaco Optimist Team Race si distingue per il suo formato innovativo basato sul team racing, una disciplina che rappresenta una rielaborazione contemporanea dei principi che guidano l'America's Cup. Ogni squadra è composta da quattro giovani velisti che competono direttamente contro altre squadre in incontri ravvicinati, dove la tattica, la coordinazione e la gestione della pressione risultano determinanti rispetto alla mera velocità.

Il format di competizione richiede ai partecipanti di sviluppare competenze specifiche. La comunicazione tra i membri del team, la lettura tempestiva delle condizioni meteo-marine e la capacità di mantenere lucidità decisionale sotto pressione rappresentano elementi fondamentali per il successo. Ogni giovane velista apprende che il pensiero, l'azione e la manovra coordinata come unità costituiscono la chiave per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Quindici squadre provenienti da dodici nazioni partecipano all'edizione 2026. Questo numero riflette il respiro internazionale consolidato della manifestazione, che attrae i principali club nautici e federazioni mondiali interessati alla crescita dei propri giovani atleti.

Il palmarès internazionale e le rivelazioni competitive

Dal 2010, quando è stata lanciata la Monaco Optimist Team Race, il palmarès della manifestazione documenta il carattere globale e altamente competitivo dell'evento. Negli anni iniziali, le squadre svizzere della Société Nautique di Ginevra e del Gstaad Yacht Club si affermarono come attrici dominanti, stabilendo uno standard tecnico elevato. Successivamente, Germania, Finlandia, Turchia e Monaco aggiunsero i loro nomi all'albo d'oro, confermando la distribuzione geografica dei risultati.

Negli ultimi anni, il palmarès ha registrato un'ascesa delle squadre statunitensi, vincitrici della manifestazione nel 2020 e nel 2022. Nel 2023, la Croazia si impose come sorpresa competitiva attraverso la vittoria della squadra JKU Deep Blue, evidenziando come il ciclo generazionale di atleti di eccellenza mondiale continui a rivelarsi attraverso diverse regioni geografiche.

Ogni edizione della manifestazione genera rivelazioni che sottolineano un dato costante: la Monaco Optimist Team Race funziona come punto di transito cruciale per la prossima generazione di velisti destinati a livelli internazionali di competizione.

La preparazione tecnica e il ruolo della Clinic Internazionale

Prima di entrare nella fase competitiva vera e propria, i partecipanti accedono a un programma di preparazione denominato International Clinic, programmato dal 12 al 14 gennaio. Questa fase formativa è supervisionata da Chris Atkins, figura di riferimento internazionale nel team racing con quarantacinque anni di esperienza nel settore.

Atkins vanta un palmarès significativo: è stato tre volte vincitore del Campionato Nazionale Britannico di Regata a Squadre, allenatore della squadra di Gran Bretagna che conquistò la medaglia d'oro al primo Campionato del Mondo ISAF di Regata a Squadre, presidente dei selezionatori della squadra olimpica britannica di vela per i Giochi di Pechino e Londra. Ricopre inoltre il ruolo di arbitro e giudice per World Sailing a livello internazionale.solovela+1​

Durante i tre giorni della clinic, i concorrenti hanno l'opportunità di perfezionare le tattiche specifiche del team racing, affinare le tecniche di manovra e acquisire comprensione approfondita delle dinamiche del format. Questo periodo di preparazione costruisce gli elementi tecnici e mentali che guideranno le prestazioni durante la fase competitiva.montecarlonews+1​

Il ruolo della manifestazione nella formazione dei velisti mondiali

La Monaco Optimist Team Race si è affermata come una delle manifestazioni più prestigiose nel panorama della vela giovanile internazionale sin dalla sua istituzione nel 2010. Nel corso degli anni, l'evento ha formato generazioni di giovani regatanti, molti dei quali hanno proseguito verso classi olimpiche e competizioni professionistiche di livello mondiale.

L'evento opera come laboratorio dove i giovani velisti acquisiscono competenze trasversali oltre al profilo puramente tecnico. La capacità di gestire la pressione psicologica, di coordinare decisioni collettive in tempo reale e di sviluppare resilienza attraverso la competizione rappresentano elementi educativi centrali nella formazione sportiva.

Lo Yacht Club de Monaco sostiene questa visione educativa attraverso un'organizzazione che enfatizza il learning, il progresso continuo e la gioia dell'esperienza velica. La manifestazione si posiziona come laboratorio dove il futuro della vela mondiale viene identificato, formato e lanciato verso competizioni di livello successivo.

Monaco ospita il “Capital of Advanced Yachting Rendezvous” 2026

Monaco si prepara ad accogliere un evento internazionale dedicato allo yachting e all’esplorazione in programma dal 21 al 24 marzo 2026, organizzato a seguito della nuova partnership transatlantica tra lo Yacht Club de Monaco e The Explorers Club di New York. L’iniziativa rientra nel progetto Monaco, Capital of Advanced Yachting e punta a rafforzare il ruolo dello yachting come strumento al servizio della ricerca, dell’innovazione e della responsabilità ambientale.

La partnership tra Yacht Club de Monaco e The Explorers Club

L’accordo è stato annunciato ufficialmente dal Presidente dello Yacht Club de Monaco, S.A.S. il Principe Alberto II, durante il cocktail di fine anno del Club. La collaborazione coinvolge The Explorers Club, storica istituzione americana fondata nel 1904, e prevede la partecipazione a Monaco di una delegazione composta da circa cento membri.

L’obiettivo condiviso è creare un punto di incontro tra armatori, comandanti, scienziati, istituzioni e innovatori, promuovendo lo yachting come piattaforma per l’esplorazione scientifica e la diffusione della conoscenza.

Un evento articolato in quattro giornate

Il Monaco, Capital of Advanced Yachting Rendezvous si svilupperà su quattro giornate tematiche, ognuna con un focus specifico sul settore nautico e sull’esplorazione.

Lo Yachting Career Fair apre il programma

Sabato 21 marzo 2026 l’evento prenderà il via con lo Yachting Career Fair, primo appuntamento interamente dedicato alle professioni dello yachting. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire il trasferimento di competenze e di presentare alle nuove generazioni le opportunità di carriera offerte dall’industria nautica.

Esplorazione e attività a Port Hercule

Domenica 22 marzo le attività si sposteranno a Port Hercule, con una giornata dedicata all’esplorazione. Il programma prevede l’inaugurazione dell’Explorer Dock, visite a yacht Explorer e una regata amichevole pensata per incentivare il dialogo tra comunità marittima ed esplorativa.

Il Day of Exploration e la ricerca scientifica

Il momento centrale dell’evento sarà lunedì 23 marzo, con il Day of Exploration, dedicato alle profondità oceaniche e alla tutela delle barriere coralline. In collaborazione con il Centro Scientifico di Monaco, Coral Gardeners e con la partecipazione dell’esploratore Victor Vescovo, la giornata mostrerà applicazioni concrete dello yachting a supporto della ricerca scientifica.

Il Captains’ Forum e gli YCM Explorer Awards

La chiusura è prevista per martedì 24 marzo con la 30ª edizione del Captains’ Forum, focalizzata su soluzioni operative applicabili a bordo. Particolare attenzione sarà riservata al SEA Index®, lo strumento sviluppato dallo Yacht Club de Monaco per la misurazione e la riduzione dell’impatto ambientale dei superyacht.

A conclusione del rendezvous si terrà la cerimonia di consegna della 6ª edizione degli YCM Explorer Awards by La Belle Classe Superyachts, presieduta da Richard Wiese, Presidente di The Explorers Club. I premi riconosceranno progetti legati a tecnologia e innovazione, avventura, ambiente ed etica, scienza e scoperta, oltre a un Premio Speciale della Giuria.

Una collaborazione con respiro internazionale

La partnership tra le due istituzioni avrà anche una dimensione simbolica internazionale. Nel luglio 2026, gli yacht storici Tuiga (1909) e Viola (1908) dello Yacht Club de Monaco parteciperanno alle celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, segnando un momento significativo per la Classe 15 Metri Internazionali di Monaco.

Futuro dell’Europa e intelligenza artificiale: inaugurato l’Anno Accademico 2025-2026 della Luiss

L’Università Luiss Guido Carli ha inaugurato il nuovo Anno Accademico 2025-2026 con una cerimonia dedicata al futuro dell’Europa, alle trasformazioni internazionali e al ruolo dell’intelligenza artificiale nella formazione. L’evento si è svolto nell’Aula Magna del Campus di Viale Pola a Roma, alla presenza dei vertici dell’ateneo, degli studenti e di ospiti istituzionali e del mondo economico.

Ospiti istituzionali ed economici

La cerimonia ha segnato l’apertura ufficiale dell’Anno Accademico 2025-2026 dell’Università Luiss Guido Carli, con un focus dedicato all’Europa nelle sue prospettive giuridiche, istituzionali ed economiche. Al centro dell’appuntamento il confronto sui cambiamenti che stanno ridefinendo il quadro europeo e internazionale e sulle responsabilità delle università nella formazione delle nuove generazioni.

Tra gli ospiti d’onore sono intervenuti Giovanni Amoroso, Presidente della Corte costituzionale, e Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo. Il loro contributo ha portato nella discussione il punto di vista delle istituzioni e del sistema finanziario rispetto alle sfide che attendono l’Unione Europea e l’Italia.

Il discorso del Rettore Paolo Boccardelli

Nel suo intervento di apertura, il Rettore Paolo Boccardelli ha descritto l’Europa come immersa in una fase di trasformazione complessa e strutturale. Geopolitica, transizione industriale e tecnologica, sostenibilità, cambiamenti demografici e sociali sono stati indicati come i fattori che stanno ridisegnando gli equilibri su cui si è fondata la stabilità degli ultimi decenni.

Il ruolo della Luiss nel contesto europeo

Boccardelli ha sottolineato come la Luiss non possa limitarsi a osservare questi processi, ma sia chiamata a “scendere in campo” per missione e identità. L’ateneo punta a rafforzare innovazione didattica, ricerca e percorsi formativi in grado di preparare studenti orientati al bene comune, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del futuro europeo attraverso competenze avanzate e consapevolezza civica.

Architettura della conoscenza e intelligenza artificiale

Uno dei temi centrali della cerimonia è stata la definizione di una nuova “architettura della conoscenza” all’interno dell’università. La Luiss mira a ripensare modelli formativi, competenze e metodologie didattiche, includendo il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di apprendimento e nella progettazione dei corsi.

Didattica, competenze e innovazione

L’ateneo intende integrare strumenti digitali e soluzioni basate su AI per rendere più efficaci i percorsi formativi e per sviluppare competenze trasversali richieste dal mercato del lavoro. In questo quadro rientrano anche programmi interdisciplinari e una maggiore interazione tra saperi giuridici, economici, politici e tecnologici.

Verso un nuovo “Rinascimento industriale”

Un altro asse strategico presentato riguarda la promozione di un nuovo “Rinascimento industriale italiano ed europeo”. L’obiettivo è rafforzare il legame tra sapere accademico e saper fare, con particolare attenzione al rapporto tra università, industria e mondo delle imprese.

Collaborazione con il sistema produttivo

La collaborazione con Confindustria viene indicata come uno degli strumenti per consolidare questa alleanza tra formazione e tessuto produttivo. Attraverso partnership strutturate, l’università punta a favorire lo sviluppo di competenze applicate, progetti congiunti e percorsi che accompagnino gli studenti verso l’ingresso consapevole nel mondo del lavoro.

Proiezione internazionale e alleanze accademiche

Nel corso della cerimonia è stato ribadito il rafforzamento della dimensione internazionale dell’ateneo. La Luiss punta a nuove alleanze accademiche e a una presenza più incisiva nei principali canali di cooperazione universitaria europea.

Il canale accademico Italia–Francia

Tra gli esempi citati figura il canale accademico Italia–Francia attivato con Sciences Po, che rappresenta un modello di collaborazione strutturata tra istituzioni universitarie. Attraverso programmi condivisi e percorsi congiunti, queste partnership mirano a formare profili capaci di muoversi in contesti europei e multilivello.

L’intervento di Giovanni Amoroso

Il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, ha incentrato il proprio intervento sul rapporto tra Costituzione italiana e Unione Europea. La riflessione ha riguardato il ruolo della Corte nel quadro dell’attuale normativa comunitaria, con attenzione ai punti di intersezione tra diritto interno e diritto dell’Unione.

Costituzione e Unione Europea

Amoroso ha analizzato i meccanismi attraverso cui la giurisprudenza costituzionale si confronta con le norme europee, evidenziando gli spazi di dialogo e le tensioni che caratterizzano l’evoluzione dell’ordinamento. In questo contesto, la formazione giuridica viene presentata come fattore decisivo per comprendere la complessità del livello multilivello.

Le sfide economiche secondo Carlo Messina

Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha concentrato il suo intervento sulle sfide economiche che interessano Italia ed Europa. Ha definito questa fase come un momento potenzialmente decisivo per costruire una prospettiva di crescita più solida in ambito europeo.

Debito comune, mercati e sistema produttivo

Tra i punti chiave sono stati indicati il possibile rafforzamento del debito comune europeo e l’unione dei mercati come leve per una crescita condivisa. Messina ha richiamato i punti di forza italiani: stabilità politica, gestione attenta dei conti pubblici, sistema manifatturiero diversificato, risparmio diffuso e un sistema bancario solido, considerati base per sostenere investimenti e sviluppo.

Capitale umano e ruolo dei giovani

Un passaggio centrale è stato dedicato al capitale umano, indicato come elemento decisivo per la competitività del Paese. Talenti, creatività e capacità di adattamento sono stati presentati come i fattori che distinguono il sistema italiano, con l’invito ad ascoltare e accompagnare i giovani nelle loro aspirazioni, riconoscendo nella loro energia una chiave per una crescita duratura.

La chiusura di Giorgio Fossa

A concludere la cerimonia è stato l’intervento del Presidente della Luiss, Giorgio Fossa, che ha ribadito la funzione dell’ateneo come luogo di formazione e responsabilità sociale. Il compito dell’università è stato descritto come un’attività che va oltre il trasferimento di competenze, orientandosi alla preparazione al mondo in tutte le sue dimensioni.

Alleanza tra università, istituzioni e imprese

Fossa ha richiamato l’importanza di un’alleanza stabile tra sistema produttivo, istituzionale e universitario. Solo una collaborazione strutturata può trasformare la conoscenza in visione e la visione in progresso, in un contesto europeo in cui la qualità della formazione è strettamente legata alla capacità di innovare e interpretare i cambiamenti globali.

E-commerce inclusivo: i cinque falsi miti da superare secondo Eye-Able Italia

Con l’inizio di dicembre cresce il volume degli acquisti online e l’e-commerce raggiunge uno dei momenti più intensi dell’anno. A fronte dell’aumento costante degli utenti, tuttavia, esiste una parte della popolazione che non riesce a completare o nemmeno iniziare una transazione a causa di siti non accessibili.
Eye-Able Italia, scale-up europea specializzata in soluzioni per l’accessibilità digitale basate su intelligenza artificiale e competenza umana, propone una lista di cinque falsi miti che continuano a ostacolare la piena inclusione nel commercio online.

I cinque falsi miti che frenano un e-commerce accessibile

1. “Ho il widget di accessibilità, quindi sono a posto”

Il widget può migliorare l’esperienza degli utenti, ma non risolve problemi strutturali: non corregge il codice, non genera testi alternativi e non elimina incoerenze nella navigazione. Senza interventi tecnici, un sito resta non accessibile.

2. “L’accessibilità riguarda solo le persone con disabilità”

L’accessibilità favorisce un pubblico molto più ampio: utenti senior, persone che navigano da smartphone, utenti con connessioni lente o con limitazioni temporanee. È un valore trasversale che migliora l’esperienza di tutti.

3. “La mia azienda non è coinvolta”

La normativa europea EAA prevede obblighi per chi offre prodotti o servizi digitali nel mercato europeo: e-commerce, servizi bancari, trasporti, streaming e diversi dispositivi digitali. Solo le microimprese sono escluse, ma la normativa promuove comunque percorsi inclusivi.

4. “Adeguarsi è troppo costoso e complesso”

Considerare l’accessibilità come una spesa è un errore. Le sanzioni per la mancata conformità possono arrivare fino al 5% del fatturato. Un approccio “accessibility by design” riduce costi futuri, migliora la reputazione e apre nuove opportunità di mercato.

5. “Una volta fatto, non devo più pensarci”

L’accessibilità richiede un aggiornamento continuo. Ogni modifica del sito può introdurre nuove barriere. Servono monitoraggi costanti, formazione interna e una cultura aziendale orientata all’inclusione.

Il punto di vista di Eye-Able Italia

“Garantire l’accessibilità non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità sociale e una grande opportunità di business”, afferma Lorenzo Scumaci, CEO di Eye-Able Italia. Secondo l’azienda, sfatare i falsi miti è un passaggio necessario per costruire un ecosistema digitale realmente aperto a tutti.

Navicap Challenge 2025, lo Yacht Club de Monaco conferma il ruolo centrale della vela inclusiva

Il Navicap Challenge–Trophée Elena Sivoldaeva 2025 si è concluso nello scenario dello Yacht Club de Monaco dopo tre giorni che hanno riunito atleti con disabilità, velisti normodotati ed equipaggi misti. Sessantacinque equipaggi provenienti da otto nazioni hanno animato il campo di regata della classe Hansa 303, confermando l’interesse crescente verso un formato centrato sull’inclusione.

La vittoria di Holst e Pillon nella flotta Hansa 303

Al termine delle quattro prove in programma, i giovani velisti monegaschi Victor Holst e Paul Pillon hanno conquistato il successo assoluto grazie alla continuità di rendimento, supportata da due primi posti. Alle loro spalle si è classificato l’equipaggio composto da Arthur Piekarec e Cédrick Calabuig, anch’essi dello Yacht Club de Monaco. Terzo posto per il team francese formato da Martine e Ann Marteau.

Un format che valorizza il lavoro di squadra

La struttura dell’evento pone l’accento sulla cooperazione tra i membri dell’equipaggio, elemento centrale in una flotta mista per competenze ed esperienze. Il Direttore Generale e Segretario Generale dello YCM, Bernard d’Alessandri, ha sottolineato come la capacità di adattamento e comunicazione rappresenti un fattore determinante all’interno delle regate in doppio.

Round Robin e livello tecnico in crescita

La fase di qualificazione Round Robin ha mostrato un alto livello competitivo. Tra i protagonisti si sono distinti il campione del mondo Hansa 303 Gauthier Bril e Camille Massonnaud, presenti in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, tra cui il Mondiale di vela inclusiva in Oman. Massonnaud ha evidenziato il valore della regata come tappa di preparazione e come occasione per consolidare fiducia ed esperienza.

La classe Hansa 303: accessibilità e formazione

La Hansa 303 rappresenta la filosofia dell’evento: una barca progettata per equipaggi in doppio e aperta a velisti con diversi livelli di esperienza. Lo Yacht Club de Monaco dispone di due imbarcazioni della classe, donate dalla socia Elena Sivoldaeva. L’edizione 2025 ha visto una forte partecipazione dei giovani della Sezione Sportiva YCM, tra cui Nicolas Rostagni, Gabriel Lanteri Gaglio, Arthur Piekarec, Armand Chevalier e Paul Papillon, confermando l’impegno del Club nella crescita tecnica dei propri atleti.

La premiazione e gli appuntamenti sportivi in arrivo

La cerimonia finale ha riunito atleti, volontari e organizzatori, ribadendo il ruolo del Navicap Challenge come momento di aggregazione per la comunità velica del Principato.

Il calendario dello Yacht Club de Monaco prosegue ora con l’Act II della Monaco Sportsboat Winter Series, in programma dal 4 al 7 dicembre 2025 con il ritorno della flotta J/70. Sguardo già rivolto anche alla Primo Cup–Trophée UBS, prevista dal 5 all’8 marzo 2026. Dopo l’Act I, Giangiacomo Serena di Lapigio (G-Spot) guida la classifica provvisoria, aprendo una stagione in cui ogni prova potrà incidere sugli equilibri finali.

Yachting Masterclass dello Yacht Club de Monaco ottiene la certificazione IAMI

La Yachting Masterclass de La Belle Classe Academy dello Yacht Club de Monaco ha ottenuto la certificazione ufficiale dell’International Association of Maritime Institutions (IAMI), ente che definisce gli standard globali per la formazione marittima e nautica. L’annuncio è stato comunicato dal segretario generale del Club, Bernard d’Alessandri, durante la cerimonia di consegna dei diplomi alla quinta classe del programma.

Un percorso formativo riconosciuto a livello internazionale

La certificazione IAMI conferma che la Masterclass rispetta i requisiti richiesti ai professionisti del settore e rappresenta un passo ulteriore nel processo di qualificazione della formazione proposta dal Club. Il corso è rivolto a neolaureati, professionisti e membri degli equipaggi che intendono ampliare le proprie competenze nel comparto dello yachting.

Focus del programma e contenuti formativi

La Yachting Masterclass segue un approccio che integra teoria, attività pratiche e contributi da parte di esperti del settore. Il programma, della durata di due mesi, prevede 34 ore di lezioni in presenza e online e affronta diversi ambiti:

Il percorso include anche moduli dedicati alle aspettative degli armatori, ai principi della progettazione nautica e al vocabolario tecnico del settore.

Le testimonianze degli ex studenti

I partecipanti riferiscono di aver acquisito una preparazione utile per inserirsi in un settore competitivo. Molti di loro hanno ottenuto nuove responsabilità professionali dopo aver completato il corso. Tra questi, alcuni hanno intrapreso ruoli specializzati nel comparto dello yachting, come nel caso di ex studenti che hanno proseguito il loro percorso in aziende del settore.

Un tassello della visione “Monaco, Capitale dello Yachting Avanzato”

La certificazione IAMI si affianca agli altri riconoscimenti già ottenuti dalla La Belle Classe Academy, tra cui l’accreditamento RYA (Royal Yachting Association). L’iniziativa sostiene l’obiettivo del programma “Monaco, Capitale dello Yachting Avanzato”, volto a sviluppare standard internazionali, professionalizzare gli operatori e promuovere competenze qualificate.

Una formazione di riferimento nel settore nautico

Lanciata cinque anni fa, la Yachting Masterclass ha formato 151 studenti ed è oggi considerata un percorso strategico per chi desidera comprendere nel dettaglio il funzionamento dell’industria dello yachting. Il programma copre gli aspetti principali del settore, fornendo una visione completa e aggiornata delle dinamiche operative e dei ruoli professionali coinvolti.

Prurito uremico: in Italia arriva la prima terapia specifica, ma l'accesso resta disomogeneo

Un nuovo trattamento farmacologico per il prurito associato alla malattia renale cronica è finalmente disponibile nel nostro Paese, rappresentando una svolta terapeutica attesa da anni. Tuttavia, l'accessibilità alle cure non è ancora garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, con particolare criticità nelle regioni dove prevalgono i centri dialisi privati accreditati. La comunità nefrologica italiana sollecita un intervento urgente delle istituzioni regionali per assicurare equità di accesso a questa innovativa opzione terapeutica.

Il prurito uremico: un sintomo invalidante che colpisce metà dei pazienti dializzati

Il prurito associato alla malattia renale cronica, noto anche come prurito uremico, rappresenta una condizione ancora largamente sottovalutata ma con un impatto devastante sulla qualità di vita dei pazienti. Secondo i dati raccolti dall'Associazione Nazionale Emodializzati (ANED), questa sintomatologia affligge fino al 53,3% dei pazienti in trattamento dialitico cronico, con il 20,4% che sperimenta forme particolarmente severe, descritte come presenti quasi costantemente, sia di giorno che di notte.

Le caratteristiche cliniche di questo disturbo sono particolarmente invalidanti. Il prurito si manifesta tipicamente in fase avanzata di insufficienza renale, colpendo principalmente la schiena e le gambe, ma può estendersi a tutto il corpo. L'intensità tende ad aumentare durante le ore notturne, compromettendo gravemente il riposo e conducendo a un circolo vizioso di affaticamento, irritabilità e depressione. Le conseguenze vanno ben oltre il semplice disagio fisico: i pazienti sviluppano escoriazioni, infezioni cutanee e cicatrici causate dal grattamento incessante, mentre sul piano psicologico emergono sintomi depressivi e un progressivo isolamento sociale.

VIDEO -> Prurito uremico, disponibile anche in Italia un trattamento specifico: ma l'accesso non è uniforme

Meccanismi patogenetici e impatto sulla mortalità

La patogenesi del prurito uremico è multifattoriale e complessa. L'accumulo di tossine uremiche nel sangue e negli strati cutanei, conseguenza della ridotta capacità depurativa renale, rappresenta solo uno dei fattori scatenanti. A questo si aggiungono alterazioni della pelle, che diventa secca, disidratata e povera di elasticità, e modificazioni delle terminazioni nervose periferiche, che diventano ipersensibili. Anche le migliori tecniche dialitiche non riescono a replicare perfettamente la complessità del rene naturale, lasciando persistere un ambiente cutaneo alterato e infiammato.

Gli studi epidemiologici hanno documentato un legame preoccupante tra prurito severo e aumento della mortalità. Ricerche condotte in Giappone hanno evidenziato che nei pazienti sottoposti a emodialisi, il prurito risultava associato a un incremento del rischio di mortalità anche dopo l'aggiustamento per altri fattori clinici. Si ipotizza che questo aumento sia correlato alla scarsa qualità del sonno e agli effetti complessivi che il prurito esercita sulla qualità della vita.

Difelikefalin: la prima terapia specifica rimborsata in Italia

Dopo anni di attesa, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato nel giugno 2025 la rimborsabilità di difelikefalin (Kapruvia), il primo farmaco specificamente indicato per il trattamento del prurito da moderato a severo associato a malattia renale cronica in pazienti adulti sottoposti a emodialisi. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 22 luglio 2025, rendendo operativo il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Il difelikefalin è un agonista del recettore kappa-oppioide selettivo sintetico che agisce stimolando specifici recettori umani coinvolti nel controllo della percezione del prurito. A differenza degli oppioidi tradizionali, questo meccanismo d'azione non produce gli effetti collaterali tipici dei farmaci oppiacei, garantendo un profilo di sicurezza più favorevole. Il trattamento viene somministrato per via endovenosa al termine di ogni seduta di emodialisi, con un protocollo che si integra perfettamente nella routine terapeutica del paziente dializzato.

Efficacia clinica dimostrata

I trial clinici registrativi hanno documentato risultati significativi. Secondo quanto dichiarato dal professor Filippo Aucella, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, "nei trial clinici registrativi e nell'esperienza nell'uso compassionevole, difelikefalin ha dimostrato un miglioramento della condizione morbosa nei pazienti che soffrono di prurito moderato e grave, aumentando significativamente la loro qualità di vita".

Il presidente della Società Italiana di Nefrologia (SIN), Luca De Nicola, ha sottolineato che "il farmaco sarebbe in grado di ridurre un sintomo tanto fastidioso quanto invalidante nell'85% dei casi", definendo questo traguardo "già un successo" considerando la popolazione target di pazienti anziani che convivono quotidianamente con un disturbo terribile.

Le criticità nell'accesso: un problema di equità territoriale

Nonostante la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, l’accesso a difelikefalin non è uniforme su tutto il territorio italiano. Il farmaco può essere prescritto solo in ambito ospedaliero o in strutture accreditate, creando difficoltà soprattutto in quelle regioni dove la gran parte dei pazienti è seguita in centri dialisi privati accreditati. Questo comporta differenze sostanziali nelle possibilità di cura tra pazienti che vivono in zone diverse d’Italia.

Disparità regionali nell'organizzazione dialitica

La variabilità normativa regionale e le diverse modalità di gestione dei centri dialisi fanno sì che in alcune aree l’accesso al nuovo farmaco sia più semplice, mentre altrove si registrano ritardi e ostacoli amministrativi che penalizzano i pazienti. La comunità nefrologica chiede alle Regioni di intervenire tempestivamente per uniformare le procedure e garantire equità nella cura.

Il registro AIFA e il monitoraggio dei trattamenti

La prescrizione di difelikefalin richiede la compilazione di una scheda informatizzata sul portale AIFA, a cui devono accedere i medici e i farmacisti delle strutture autorizzate. Il monitoraggio è importante per garantire la sicurezza e la tracciabilità del trattamento, ma può essere vissuto come un ulteriore passaggio burocratico se non accompagnato da una chiara organizzazione territoriale.

Il Contesto Terapeutico Precedente: Trattamenti Inefficaci e Off-Label

Prima dell'arrivo di difelikefalin, il trattamento del prurito uremico si basava su un approccio graduale e spesso insoddisfacente. Le opzioni terapeutiche comprendevano principalmente:

Come sottolineato dagli esperti, "il trattamento attuale si basa in gran parte sull'ottimizzazione della dialisi e sull'idratazione della pelle, ma in caso di prurito da moderato a grave si utilizzano soprattutto farmaci in off-label con efficacia limitata e/o potenziali effetti collaterali". La disponibilità di difelikefalin rappresenta quindi "un importante passo avanti per questa comunità di pazienti", colmando una lacuna terapeutica di lunga data.

Il problema della sottovalutazione e della sottosegnalazione

Una delle principali criticità rimane la sottodiagnosi del prurito uremico: molti pazienti non segnalano il sintomo al medico, spesso convinti che sia “normale” o che non esistano soluzioni utili. Gli studi europei evidenziano anche la carenza di linee guida e di scale standardizzate per misurare l’intensità del prurito e per seguire in modo sistematico il sintomo.

Prospettive future: verso una sanità più equa

La recente approvazione di difelikefalin offre una possibilità reale di migliorare la qualità della vita di migliaia di pazienti dializzati, ma solo se tutte le Regioni garantiranno un accesso equo e omogeneo al farmaco. Serve una maggiore consapevolezza da parte degli operatori sanitari e un aggiornamento costante delle procedure di presa in carico del paziente.

La comunità nefrologica, insieme alle associazioni di pazienti, auspica che l’arrivo di questa terapia sia accompagnato da campagne di informazione, formazione e da una revisione delle politiche regionali. Solo così si potrà assicurare a tutti i pazienti una cura dignitosa e moderna anche in presenza di sintomi complessi come il prurito uremico.

Antibiotico-Resistenza in Urologia: l'allarme della SIU e il progetto MAGA

La crescente diffusione dell'antibiotico-resistenza rappresenta una delle sfide sanitarie più urgenti del nostro tempo, con ripercussioni dirette sulla pratica clinica quotidiana. A lanciare l'allarme è la Società Italiana di Urologia (SIU), che ha promosso una conferenza nazionale dedicata al tema "Antibiotico-resistenze in Urologia", con l'ampia partecipazione di clinici, rappresentanti istituzionali e società scientifiche. L'iniziativa ha posto al centro del dibattito la necessità di un uso razionale e consapevole degli antibiotici, di fronte a batteri sempre più resistenti alle terapie disponibili.

L'Emergenza antibiotico-resistenza: un rischioconcreto per la Salute Pubblica

Giuseppe Carrieri, presidente della SIU, ha evidenziato la gravità della situazione durante la conferenza stampa, sottolineando come si stiano sviluppando batteri ormai refrattari a qualsiasi tipo di terapia antibiotica. Questa condizione limita drasticamente le possibilità terapeutiche degli specialisti, in particolare nel trattamento di patologie urologiche comuni come le cistiti nelle donne e le prostatiti negli uomini.

"Se continuiamo così, tra pochi anni l'antibiotico-resistenza diventerà una vera e propria catastrofe sanitaria", ha dichiarato Carrieri, richiamando l'attenzione sull'inefficacia degli antibiotici causata da un utilizzo eccessivo e scorretto. La soluzione proposta dalla SIU passa attraverso cure mirate basate su esami specifici, abbandonando le terapie empiriche e l'autogestione inappropriata da parte dei pazienti.

I dati dell'OMS: incremento del 40% delle resistenze

Durante l'incontro è emerso un dato allarmante diffuso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: quest'anno si è registrato un incremento del 40% delle antibiotico-resistenze a livello globale. Questo dato conferma l'urgenza di interventi coordinati e strutturati per contrastare un fenomeno che mette a rischio l'efficacia di farmaci essenziali per la cura di infezioni batteriche.

Il progetto MAGA: make antibiotics great again

Nel corso della conferenza è stato presentato il progetto MAGA – Make Antibiotics Great Again, un'iniziativa innovativa promossa dalla SIU per sensibilizzare la comunità medica e l'opinione pubblica sul corretto utilizzo degli antibiotici. L'obiettivo è promuovere una prescrizione consapevole, basata su diagnostica accurata e valutazione clinica individualizzata, per preservare l'efficacia di questi farmaci salvavita.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di sensibilizzazione che coinvolge non solo i professionisti sanitari, ma anche i cittadini, chiamati a utilizzare gli antibiotici esclusivamente dietro prescrizione medica e a evitare l'autoprescrizione.

Un problema multisettoriale: sanità, veterinaria e alimentazione

Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), ha ampliato la prospettiva del problema, evidenziando come l'antibiotico-resistenza non riguardi soltanto l'ambito medico umano, ma anche il settore veterinario e alimentare. L'impiego massiccio di antibiotici negli allevamenti contribuisce infatti allo sviluppo di resistenze che si trasferiscono lungo la catena alimentare, rendendo necessario un approccio integrato che coinvolga sanità, agricoltura e alimentazione.

Formazione e regolamentazione: le chiavi per il cambiamento

Anelli ha sottolineato l'importanza della formazione dei professionisti sanitari come strumento fondamentale per ridurre le prescrizioni inappropriate. Solo attraverso una preparazione adeguata è possibile garantire una valutazione clinica accurata caso per caso, evitando l'uso empirico degli antibiotici. Il presidente della FNOMCeO ha inoltre richiamato l'attenzione sul persistente malcostume italiano di acquistare antibiotici senza ricetta, fenomeno che richiede una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e un coinvolgimento responsabile di tutti gli attori del sistema: medici, farmacisti e pazienti.

L'impegno del Governo: investimenti e nuove molecole

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha illustrato le misure concrete adottate dal governo per contrastare l'antibiotico-resistenza. Quest'anno sono stati stanziati cento milioni di euro per antibiotici destinati specificamente a combattere le resistenze batteriche. Durante il G7 della Salute, il ministro Giorgetti ha inoltre annunciato un investimento di 36 milioni di euro nel meccanismo "push and pull", finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove molecole per il trattamento di patologie resistenti.

Gemmato ha concluso sottolineando che nella legge di bilancio è previsto un ulteriore aumento del fondo per la farmaceutica, confermando l'attenzione del governo nei confronti di questa emergenza sanitaria.

Verso un uso responsabile degli antibiotici

La conferenza promossa dalla SIU rappresenta un momento cruciale di sensibilizzazione su un tema che richiede interventi immediati e coordinati a tutti i livelli. La sfida dell'antibiotico-resistenza può essere vinta solo attraverso un approccio integrato che coinvolga formazione, regolamentazione, ricerca scientifica e responsabilità individuale. La salvaguardia dell'efficacia degli antibiotici è una priorità di salute pubblica che non può essere ulteriormente rimandata.