Monaco ospita il “Capital of Advanced Yachting Rendezvous” 2026

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Monaco si prepara ad accogliere un evento internazionale dedicato allo yachting e all’esplorazione in programma dal 21 al 24 marzo 2026, organizzato a seguito della nuova partnership transatlantica tra lo Yacht Club de Monaco e The Explorers Club di New York. L’iniziativa rientra nel progetto Monaco, Capital of Advanced Yachting e punta a rafforzare il ruolo dello yachting come strumento al servizio della ricerca, dell’innovazione e della responsabilità ambientale.

La partnership tra Yacht Club de Monaco e The Explorers Club

L’accordo è stato annunciato ufficialmente dal Presidente dello Yacht Club de Monaco, S.A.S. il Principe Alberto II, durante il cocktail di fine anno del Club. La collaborazione coinvolge The Explorers Club, storica istituzione americana fondata nel 1904, e prevede la partecipazione a Monaco di una delegazione composta da circa cento membri.

L’obiettivo condiviso è creare un punto di incontro tra armatori, comandanti, scienziati, istituzioni e innovatori, promuovendo lo yachting come piattaforma per l’esplorazione scientifica e la diffusione della conoscenza.

Un evento articolato in quattro giornate

Il Monaco, Capital of Advanced Yachting Rendezvous si svilupperà su quattro giornate tematiche, ognuna con un focus specifico sul settore nautico e sull’esplorazione.

Lo Yachting Career Fair apre il programma

Sabato 21 marzo 2026 l’evento prenderà il via con lo Yachting Career Fair, primo appuntamento interamente dedicato alle professioni dello yachting. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire il trasferimento di competenze e di presentare alle nuove generazioni le opportunità di carriera offerte dall’industria nautica.

Esplorazione e attività a Port Hercule

Domenica 22 marzo le attività si sposteranno a Port Hercule, con una giornata dedicata all’esplorazione. Il programma prevede l’inaugurazione dell’Explorer Dock, visite a yacht Explorer e una regata amichevole pensata per incentivare il dialogo tra comunità marittima ed esplorativa.

Il Day of Exploration e la ricerca scientifica

Il momento centrale dell’evento sarà lunedì 23 marzo, con il Day of Exploration, dedicato alle profondità oceaniche e alla tutela delle barriere coralline. In collaborazione con il Centro Scientifico di Monaco, Coral Gardeners e con la partecipazione dell’esploratore Victor Vescovo, la giornata mostrerà applicazioni concrete dello yachting a supporto della ricerca scientifica.

Il Captains’ Forum e gli YCM Explorer Awards

La chiusura è prevista per martedì 24 marzo con la 30ª edizione del Captains’ Forum, focalizzata su soluzioni operative applicabili a bordo. Particolare attenzione sarà riservata al SEA Index®, lo strumento sviluppato dallo Yacht Club de Monaco per la misurazione e la riduzione dell’impatto ambientale dei superyacht.

A conclusione del rendezvous si terrà la cerimonia di consegna della 6ª edizione degli YCM Explorer Awards by La Belle Classe Superyachts, presieduta da Richard Wiese, Presidente di The Explorers Club. I premi riconosceranno progetti legati a tecnologia e innovazione, avventura, ambiente ed etica, scienza e scoperta, oltre a un Premio Speciale della Giuria.

Una collaborazione con respiro internazionale

La partnership tra le due istituzioni avrà anche una dimensione simbolica internazionale. Nel luglio 2026, gli yacht storici Tuiga (1909) e Viola (1908) dello Yacht Club de Monaco parteciperanno alle celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, segnando un momento significativo per la Classe 15 Metri Internazionali di Monaco.

Futuro dell’Europa e intelligenza artificiale: inaugurato l’Anno Accademico 2025-2026 della Luiss

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L’Università Luiss Guido Carli ha inaugurato il nuovo Anno Accademico 2025-2026 con una cerimonia dedicata al futuro dell’Europa, alle trasformazioni internazionali e al ruolo dell’intelligenza artificiale nella formazione. L’evento si è svolto nell’Aula Magna del Campus di Viale Pola a Roma, alla presenza dei vertici dell’ateneo, degli studenti e di ospiti istituzionali e del mondo economico.

Ospiti istituzionali ed economici

La cerimonia ha segnato l’apertura ufficiale dell’Anno Accademico 2025-2026 dell’Università Luiss Guido Carli, con un focus dedicato all’Europa nelle sue prospettive giuridiche, istituzionali ed economiche. Al centro dell’appuntamento il confronto sui cambiamenti che stanno ridefinendo il quadro europeo e internazionale e sulle responsabilità delle università nella formazione delle nuove generazioni.

Tra gli ospiti d’onore sono intervenuti Giovanni Amoroso, Presidente della Corte costituzionale, e Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo. Il loro contributo ha portato nella discussione il punto di vista delle istituzioni e del sistema finanziario rispetto alle sfide che attendono l’Unione Europea e l’Italia.

Il discorso del Rettore Paolo Boccardelli

Nel suo intervento di apertura, il Rettore Paolo Boccardelli ha descritto l’Europa come immersa in una fase di trasformazione complessa e strutturale. Geopolitica, transizione industriale e tecnologica, sostenibilità, cambiamenti demografici e sociali sono stati indicati come i fattori che stanno ridisegnando gli equilibri su cui si è fondata la stabilità degli ultimi decenni.

Il ruolo della Luiss nel contesto europeo

Boccardelli ha sottolineato come la Luiss non possa limitarsi a osservare questi processi, ma sia chiamata a “scendere in campo” per missione e identità. L’ateneo punta a rafforzare innovazione didattica, ricerca e percorsi formativi in grado di preparare studenti orientati al bene comune, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del futuro europeo attraverso competenze avanzate e consapevolezza civica.

Architettura della conoscenza e intelligenza artificiale

Uno dei temi centrali della cerimonia è stata la definizione di una nuova “architettura della conoscenza” all’interno dell’università. La Luiss mira a ripensare modelli formativi, competenze e metodologie didattiche, includendo il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di apprendimento e nella progettazione dei corsi.

Didattica, competenze e innovazione

L’ateneo intende integrare strumenti digitali e soluzioni basate su AI per rendere più efficaci i percorsi formativi e per sviluppare competenze trasversali richieste dal mercato del lavoro. In questo quadro rientrano anche programmi interdisciplinari e una maggiore interazione tra saperi giuridici, economici, politici e tecnologici.

Verso un nuovo “Rinascimento industriale”

Un altro asse strategico presentato riguarda la promozione di un nuovo “Rinascimento industriale italiano ed europeo”. L’obiettivo è rafforzare il legame tra sapere accademico e saper fare, con particolare attenzione al rapporto tra università, industria e mondo delle imprese.

Collaborazione con il sistema produttivo

La collaborazione con Confindustria viene indicata come uno degli strumenti per consolidare questa alleanza tra formazione e tessuto produttivo. Attraverso partnership strutturate, l’università punta a favorire lo sviluppo di competenze applicate, progetti congiunti e percorsi che accompagnino gli studenti verso l’ingresso consapevole nel mondo del lavoro.

Proiezione internazionale e alleanze accademiche

Nel corso della cerimonia è stato ribadito il rafforzamento della dimensione internazionale dell’ateneo. La Luiss punta a nuove alleanze accademiche e a una presenza più incisiva nei principali canali di cooperazione universitaria europea.

Il canale accademico Italia–Francia

Tra gli esempi citati figura il canale accademico Italia–Francia attivato con Sciences Po, che rappresenta un modello di collaborazione strutturata tra istituzioni universitarie. Attraverso programmi condivisi e percorsi congiunti, queste partnership mirano a formare profili capaci di muoversi in contesti europei e multilivello.

L’intervento di Giovanni Amoroso

Il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, ha incentrato il proprio intervento sul rapporto tra Costituzione italiana e Unione Europea. La riflessione ha riguardato il ruolo della Corte nel quadro dell’attuale normativa comunitaria, con attenzione ai punti di intersezione tra diritto interno e diritto dell’Unione.

Costituzione e Unione Europea

Amoroso ha analizzato i meccanismi attraverso cui la giurisprudenza costituzionale si confronta con le norme europee, evidenziando gli spazi di dialogo e le tensioni che caratterizzano l’evoluzione dell’ordinamento. In questo contesto, la formazione giuridica viene presentata come fattore decisivo per comprendere la complessità del livello multilivello.

Le sfide economiche secondo Carlo Messina

Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha concentrato il suo intervento sulle sfide economiche che interessano Italia ed Europa. Ha definito questa fase come un momento potenzialmente decisivo per costruire una prospettiva di crescita più solida in ambito europeo.

Debito comune, mercati e sistema produttivo

Tra i punti chiave sono stati indicati il possibile rafforzamento del debito comune europeo e l’unione dei mercati come leve per una crescita condivisa. Messina ha richiamato i punti di forza italiani: stabilità politica, gestione attenta dei conti pubblici, sistema manifatturiero diversificato, risparmio diffuso e un sistema bancario solido, considerati base per sostenere investimenti e sviluppo.

Capitale umano e ruolo dei giovani

Un passaggio centrale è stato dedicato al capitale umano, indicato come elemento decisivo per la competitività del Paese. Talenti, creatività e capacità di adattamento sono stati presentati come i fattori che distinguono il sistema italiano, con l’invito ad ascoltare e accompagnare i giovani nelle loro aspirazioni, riconoscendo nella loro energia una chiave per una crescita duratura.

La chiusura di Giorgio Fossa

A concludere la cerimonia è stato l’intervento del Presidente della Luiss, Giorgio Fossa, che ha ribadito la funzione dell’ateneo come luogo di formazione e responsabilità sociale. Il compito dell’università è stato descritto come un’attività che va oltre il trasferimento di competenze, orientandosi alla preparazione al mondo in tutte le sue dimensioni.

Alleanza tra università, istituzioni e imprese

Fossa ha richiamato l’importanza di un’alleanza stabile tra sistema produttivo, istituzionale e universitario. Solo una collaborazione strutturata può trasformare la conoscenza in visione e la visione in progresso, in un contesto europeo in cui la qualità della formazione è strettamente legata alla capacità di innovare e interpretare i cambiamenti globali.

E-commerce inclusivo: i cinque falsi miti da superare secondo Eye-Able Italia

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Con l’inizio di dicembre cresce il volume degli acquisti online e l’e-commerce raggiunge uno dei momenti più intensi dell’anno. A fronte dell’aumento costante degli utenti, tuttavia, esiste una parte della popolazione che non riesce a completare o nemmeno iniziare una transazione a causa di siti non accessibili.
Eye-Able Italia, scale-up europea specializzata in soluzioni per l’accessibilità digitale basate su intelligenza artificiale e competenza umana, propone una lista di cinque falsi miti che continuano a ostacolare la piena inclusione nel commercio online.

I cinque falsi miti che frenano un e-commerce accessibile

1. “Ho il widget di accessibilità, quindi sono a posto”

Il widget può migliorare l’esperienza degli utenti, ma non risolve problemi strutturali: non corregge il codice, non genera testi alternativi e non elimina incoerenze nella navigazione. Senza interventi tecnici, un sito resta non accessibile.

2. “L’accessibilità riguarda solo le persone con disabilità”

L’accessibilità favorisce un pubblico molto più ampio: utenti senior, persone che navigano da smartphone, utenti con connessioni lente o con limitazioni temporanee. È un valore trasversale che migliora l’esperienza di tutti.

3. “La mia azienda non è coinvolta”

La normativa europea EAA prevede obblighi per chi offre prodotti o servizi digitali nel mercato europeo: e-commerce, servizi bancari, trasporti, streaming e diversi dispositivi digitali. Solo le microimprese sono escluse, ma la normativa promuove comunque percorsi inclusivi.

4. “Adeguarsi è troppo costoso e complesso”

Considerare l’accessibilità come una spesa è un errore. Le sanzioni per la mancata conformità possono arrivare fino al 5% del fatturato. Un approccio “accessibility by design” riduce costi futuri, migliora la reputazione e apre nuove opportunità di mercato.

5. “Una volta fatto, non devo più pensarci”

L’accessibilità richiede un aggiornamento continuo. Ogni modifica del sito può introdurre nuove barriere. Servono monitoraggi costanti, formazione interna e una cultura aziendale orientata all’inclusione.

Il punto di vista di Eye-Able Italia

“Garantire l’accessibilità non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità sociale e una grande opportunità di business”, afferma Lorenzo Scumaci, CEO di Eye-Able Italia. Secondo l’azienda, sfatare i falsi miti è un passaggio necessario per costruire un ecosistema digitale realmente aperto a tutti.

Navicap Challenge 2025, lo Yacht Club de Monaco conferma il ruolo centrale della vela inclusiva

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Il Navicap Challenge–Trophée Elena Sivoldaeva 2025 si è concluso nello scenario dello Yacht Club de Monaco dopo tre giorni che hanno riunito atleti con disabilità, velisti normodotati ed equipaggi misti. Sessantacinque equipaggi provenienti da otto nazioni hanno animato il campo di regata della classe Hansa 303, confermando l’interesse crescente verso un formato centrato sull’inclusione.

La vittoria di Holst e Pillon nella flotta Hansa 303

Al termine delle quattro prove in programma, i giovani velisti monegaschi Victor Holst e Paul Pillon hanno conquistato il successo assoluto grazie alla continuità di rendimento, supportata da due primi posti. Alle loro spalle si è classificato l’equipaggio composto da Arthur Piekarec e Cédrick Calabuig, anch’essi dello Yacht Club de Monaco. Terzo posto per il team francese formato da Martine e Ann Marteau.

Un format che valorizza il lavoro di squadra

La struttura dell’evento pone l’accento sulla cooperazione tra i membri dell’equipaggio, elemento centrale in una flotta mista per competenze ed esperienze. Il Direttore Generale e Segretario Generale dello YCM, Bernard d’Alessandri, ha sottolineato come la capacità di adattamento e comunicazione rappresenti un fattore determinante all’interno delle regate in doppio.

Round Robin e livello tecnico in crescita

La fase di qualificazione Round Robin ha mostrato un alto livello competitivo. Tra i protagonisti si sono distinti il campione del mondo Hansa 303 Gauthier Bril e Camille Massonnaud, presenti in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, tra cui il Mondiale di vela inclusiva in Oman. Massonnaud ha evidenziato il valore della regata come tappa di preparazione e come occasione per consolidare fiducia ed esperienza.

La classe Hansa 303: accessibilità e formazione

La Hansa 303 rappresenta la filosofia dell’evento: una barca progettata per equipaggi in doppio e aperta a velisti con diversi livelli di esperienza. Lo Yacht Club de Monaco dispone di due imbarcazioni della classe, donate dalla socia Elena Sivoldaeva. L’edizione 2025 ha visto una forte partecipazione dei giovani della Sezione Sportiva YCM, tra cui Nicolas Rostagni, Gabriel Lanteri Gaglio, Arthur Piekarec, Armand Chevalier e Paul Papillon, confermando l’impegno del Club nella crescita tecnica dei propri atleti.

La premiazione e gli appuntamenti sportivi in arrivo

La cerimonia finale ha riunito atleti, volontari e organizzatori, ribadendo il ruolo del Navicap Challenge come momento di aggregazione per la comunità velica del Principato.

Il calendario dello Yacht Club de Monaco prosegue ora con l’Act II della Monaco Sportsboat Winter Series, in programma dal 4 al 7 dicembre 2025 con il ritorno della flotta J/70. Sguardo già rivolto anche alla Primo Cup–Trophée UBS, prevista dal 5 all’8 marzo 2026. Dopo l’Act I, Giangiacomo Serena di Lapigio (G-Spot) guida la classifica provvisoria, aprendo una stagione in cui ogni prova potrà incidere sugli equilibri finali.

Yachting Masterclass dello Yacht Club de Monaco ottiene la certificazione IAMI

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La Yachting Masterclass de La Belle Classe Academy dello Yacht Club de Monaco ha ottenuto la certificazione ufficiale dell’International Association of Maritime Institutions (IAMI), ente che definisce gli standard globali per la formazione marittima e nautica. L’annuncio è stato comunicato dal segretario generale del Club, Bernard d’Alessandri, durante la cerimonia di consegna dei diplomi alla quinta classe del programma.

Un percorso formativo riconosciuto a livello internazionale

La certificazione IAMI conferma che la Masterclass rispetta i requisiti richiesti ai professionisti del settore e rappresenta un passo ulteriore nel processo di qualificazione della formazione proposta dal Club. Il corso è rivolto a neolaureati, professionisti e membri degli equipaggi che intendono ampliare le proprie competenze nel comparto dello yachting.

Focus del programma e contenuti formativi

La Yachting Masterclass segue un approccio che integra teoria, attività pratiche e contributi da parte di esperti del settore. Il programma, della durata di due mesi, prevede 34 ore di lezioni in presenza e online e affronta diversi ambiti:

Il percorso include anche moduli dedicati alle aspettative degli armatori, ai principi della progettazione nautica e al vocabolario tecnico del settore.

Le testimonianze degli ex studenti

I partecipanti riferiscono di aver acquisito una preparazione utile per inserirsi in un settore competitivo. Molti di loro hanno ottenuto nuove responsabilità professionali dopo aver completato il corso. Tra questi, alcuni hanno intrapreso ruoli specializzati nel comparto dello yachting, come nel caso di ex studenti che hanno proseguito il loro percorso in aziende del settore.

Un tassello della visione “Monaco, Capitale dello Yachting Avanzato”

La certificazione IAMI si affianca agli altri riconoscimenti già ottenuti dalla La Belle Classe Academy, tra cui l’accreditamento RYA (Royal Yachting Association). L’iniziativa sostiene l’obiettivo del programma “Monaco, Capitale dello Yachting Avanzato”, volto a sviluppare standard internazionali, professionalizzare gli operatori e promuovere competenze qualificate.

Una formazione di riferimento nel settore nautico

Lanciata cinque anni fa, la Yachting Masterclass ha formato 151 studenti ed è oggi considerata un percorso strategico per chi desidera comprendere nel dettaglio il funzionamento dell’industria dello yachting. Il programma copre gli aspetti principali del settore, fornendo una visione completa e aggiornata delle dinamiche operative e dei ruoli professionali coinvolti.

Prurito uremico: in Italia arriva la prima terapia specifica, ma l'accesso resta disomogeneo

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Un nuovo trattamento farmacologico per il prurito associato alla malattia renale cronica è finalmente disponibile nel nostro Paese, rappresentando una svolta terapeutica attesa da anni. Tuttavia, l'accessibilità alle cure non è ancora garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, con particolare criticità nelle regioni dove prevalgono i centri dialisi privati accreditati. La comunità nefrologica italiana sollecita un intervento urgente delle istituzioni regionali per assicurare equità di accesso a questa innovativa opzione terapeutica.

Il prurito uremico: un sintomo invalidante che colpisce metà dei pazienti dializzati

Il prurito associato alla malattia renale cronica, noto anche come prurito uremico, rappresenta una condizione ancora largamente sottovalutata ma con un impatto devastante sulla qualità di vita dei pazienti. Secondo i dati raccolti dall'Associazione Nazionale Emodializzati (ANED), questa sintomatologia affligge fino al 53,3% dei pazienti in trattamento dialitico cronico, con il 20,4% che sperimenta forme particolarmente severe, descritte come presenti quasi costantemente, sia di giorno che di notte.

Le caratteristiche cliniche di questo disturbo sono particolarmente invalidanti. Il prurito si manifesta tipicamente in fase avanzata di insufficienza renale, colpendo principalmente la schiena e le gambe, ma può estendersi a tutto il corpo. L'intensità tende ad aumentare durante le ore notturne, compromettendo gravemente il riposo e conducendo a un circolo vizioso di affaticamento, irritabilità e depressione. Le conseguenze vanno ben oltre il semplice disagio fisico: i pazienti sviluppano escoriazioni, infezioni cutanee e cicatrici causate dal grattamento incessante, mentre sul piano psicologico emergono sintomi depressivi e un progressivo isolamento sociale.

VIDEO -> Prurito uremico, disponibile anche in Italia un trattamento specifico: ma l'accesso non è uniforme

Meccanismi patogenetici e impatto sulla mortalità

La patogenesi del prurito uremico è multifattoriale e complessa. L'accumulo di tossine uremiche nel sangue e negli strati cutanei, conseguenza della ridotta capacità depurativa renale, rappresenta solo uno dei fattori scatenanti. A questo si aggiungono alterazioni della pelle, che diventa secca, disidratata e povera di elasticità, e modificazioni delle terminazioni nervose periferiche, che diventano ipersensibili. Anche le migliori tecniche dialitiche non riescono a replicare perfettamente la complessità del rene naturale, lasciando persistere un ambiente cutaneo alterato e infiammato.

Gli studi epidemiologici hanno documentato un legame preoccupante tra prurito severo e aumento della mortalità. Ricerche condotte in Giappone hanno evidenziato che nei pazienti sottoposti a emodialisi, il prurito risultava associato a un incremento del rischio di mortalità anche dopo l'aggiustamento per altri fattori clinici. Si ipotizza che questo aumento sia correlato alla scarsa qualità del sonno e agli effetti complessivi che il prurito esercita sulla qualità della vita.

Difelikefalin: la prima terapia specifica rimborsata in Italia

Dopo anni di attesa, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato nel giugno 2025 la rimborsabilità di difelikefalin (Kapruvia), il primo farmaco specificamente indicato per il trattamento del prurito da moderato a severo associato a malattia renale cronica in pazienti adulti sottoposti a emodialisi. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è avvenuta il 22 luglio 2025, rendendo operativo il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Il difelikefalin è un agonista del recettore kappa-oppioide selettivo sintetico che agisce stimolando specifici recettori umani coinvolti nel controllo della percezione del prurito. A differenza degli oppioidi tradizionali, questo meccanismo d'azione non produce gli effetti collaterali tipici dei farmaci oppiacei, garantendo un profilo di sicurezza più favorevole. Il trattamento viene somministrato per via endovenosa al termine di ogni seduta di emodialisi, con un protocollo che si integra perfettamente nella routine terapeutica del paziente dializzato.

Efficacia clinica dimostrata

I trial clinici registrativi hanno documentato risultati significativi. Secondo quanto dichiarato dal professor Filippo Aucella, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, "nei trial clinici registrativi e nell'esperienza nell'uso compassionevole, difelikefalin ha dimostrato un miglioramento della condizione morbosa nei pazienti che soffrono di prurito moderato e grave, aumentando significativamente la loro qualità di vita".

Il presidente della Società Italiana di Nefrologia (SIN), Luca De Nicola, ha sottolineato che "il farmaco sarebbe in grado di ridurre un sintomo tanto fastidioso quanto invalidante nell'85% dei casi", definendo questo traguardo "già un successo" considerando la popolazione target di pazienti anziani che convivono quotidianamente con un disturbo terribile.

Le criticità nell'accesso: un problema di equità territoriale

Nonostante la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, l’accesso a difelikefalin non è uniforme su tutto il territorio italiano. Il farmaco può essere prescritto solo in ambito ospedaliero o in strutture accreditate, creando difficoltà soprattutto in quelle regioni dove la gran parte dei pazienti è seguita in centri dialisi privati accreditati. Questo comporta differenze sostanziali nelle possibilità di cura tra pazienti che vivono in zone diverse d’Italia.

Disparità regionali nell'organizzazione dialitica

La variabilità normativa regionale e le diverse modalità di gestione dei centri dialisi fanno sì che in alcune aree l’accesso al nuovo farmaco sia più semplice, mentre altrove si registrano ritardi e ostacoli amministrativi che penalizzano i pazienti. La comunità nefrologica chiede alle Regioni di intervenire tempestivamente per uniformare le procedure e garantire equità nella cura.

Il registro AIFA e il monitoraggio dei trattamenti

La prescrizione di difelikefalin richiede la compilazione di una scheda informatizzata sul portale AIFA, a cui devono accedere i medici e i farmacisti delle strutture autorizzate. Il monitoraggio è importante per garantire la sicurezza e la tracciabilità del trattamento, ma può essere vissuto come un ulteriore passaggio burocratico se non accompagnato da una chiara organizzazione territoriale.

Il Contesto Terapeutico Precedente: Trattamenti Inefficaci e Off-Label

Prima dell'arrivo di difelikefalin, il trattamento del prurito uremico si basava su un approccio graduale e spesso insoddisfacente. Le opzioni terapeutiche comprendevano principalmente:

Come sottolineato dagli esperti, "il trattamento attuale si basa in gran parte sull'ottimizzazione della dialisi e sull'idratazione della pelle, ma in caso di prurito da moderato a grave si utilizzano soprattutto farmaci in off-label con efficacia limitata e/o potenziali effetti collaterali". La disponibilità di difelikefalin rappresenta quindi "un importante passo avanti per questa comunità di pazienti", colmando una lacuna terapeutica di lunga data.

Il problema della sottovalutazione e della sottosegnalazione

Una delle principali criticità rimane la sottodiagnosi del prurito uremico: molti pazienti non segnalano il sintomo al medico, spesso convinti che sia “normale” o che non esistano soluzioni utili. Gli studi europei evidenziano anche la carenza di linee guida e di scale standardizzate per misurare l’intensità del prurito e per seguire in modo sistematico il sintomo.

Prospettive future: verso una sanità più equa

La recente approvazione di difelikefalin offre una possibilità reale di migliorare la qualità della vita di migliaia di pazienti dializzati, ma solo se tutte le Regioni garantiranno un accesso equo e omogeneo al farmaco. Serve una maggiore consapevolezza da parte degli operatori sanitari e un aggiornamento costante delle procedure di presa in carico del paziente.

La comunità nefrologica, insieme alle associazioni di pazienti, auspica che l’arrivo di questa terapia sia accompagnato da campagne di informazione, formazione e da una revisione delle politiche regionali. Solo così si potrà assicurare a tutti i pazienti una cura dignitosa e moderna anche in presenza di sintomi complessi come il prurito uremico.

Antibiotico-Resistenza in Urologia: l'allarme della SIU e il progetto MAGA

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La crescente diffusione dell'antibiotico-resistenza rappresenta una delle sfide sanitarie più urgenti del nostro tempo, con ripercussioni dirette sulla pratica clinica quotidiana. A lanciare l'allarme è la Società Italiana di Urologia (SIU), che ha promosso una conferenza nazionale dedicata al tema "Antibiotico-resistenze in Urologia", con l'ampia partecipazione di clinici, rappresentanti istituzionali e società scientifiche. L'iniziativa ha posto al centro del dibattito la necessità di un uso razionale e consapevole degli antibiotici, di fronte a batteri sempre più resistenti alle terapie disponibili.

L'Emergenza antibiotico-resistenza: un rischioconcreto per la Salute Pubblica

Giuseppe Carrieri, presidente della SIU, ha evidenziato la gravità della situazione durante la conferenza stampa, sottolineando come si stiano sviluppando batteri ormai refrattari a qualsiasi tipo di terapia antibiotica. Questa condizione limita drasticamente le possibilità terapeutiche degli specialisti, in particolare nel trattamento di patologie urologiche comuni come le cistiti nelle donne e le prostatiti negli uomini.

"Se continuiamo così, tra pochi anni l'antibiotico-resistenza diventerà una vera e propria catastrofe sanitaria", ha dichiarato Carrieri, richiamando l'attenzione sull'inefficacia degli antibiotici causata da un utilizzo eccessivo e scorretto. La soluzione proposta dalla SIU passa attraverso cure mirate basate su esami specifici, abbandonando le terapie empiriche e l'autogestione inappropriata da parte dei pazienti.

I dati dell'OMS: incremento del 40% delle resistenze

Durante l'incontro è emerso un dato allarmante diffuso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: quest'anno si è registrato un incremento del 40% delle antibiotico-resistenze a livello globale. Questo dato conferma l'urgenza di interventi coordinati e strutturati per contrastare un fenomeno che mette a rischio l'efficacia di farmaci essenziali per la cura di infezioni batteriche.

Il progetto MAGA: make antibiotics great again

Nel corso della conferenza è stato presentato il progetto MAGA – Make Antibiotics Great Again, un'iniziativa innovativa promossa dalla SIU per sensibilizzare la comunità medica e l'opinione pubblica sul corretto utilizzo degli antibiotici. L'obiettivo è promuovere una prescrizione consapevole, basata su diagnostica accurata e valutazione clinica individualizzata, per preservare l'efficacia di questi farmaci salvavita.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di sensibilizzazione che coinvolge non solo i professionisti sanitari, ma anche i cittadini, chiamati a utilizzare gli antibiotici esclusivamente dietro prescrizione medica e a evitare l'autoprescrizione.

Un problema multisettoriale: sanità, veterinaria e alimentazione

Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), ha ampliato la prospettiva del problema, evidenziando come l'antibiotico-resistenza non riguardi soltanto l'ambito medico umano, ma anche il settore veterinario e alimentare. L'impiego massiccio di antibiotici negli allevamenti contribuisce infatti allo sviluppo di resistenze che si trasferiscono lungo la catena alimentare, rendendo necessario un approccio integrato che coinvolga sanità, agricoltura e alimentazione.

Formazione e regolamentazione: le chiavi per il cambiamento

Anelli ha sottolineato l'importanza della formazione dei professionisti sanitari come strumento fondamentale per ridurre le prescrizioni inappropriate. Solo attraverso una preparazione adeguata è possibile garantire una valutazione clinica accurata caso per caso, evitando l'uso empirico degli antibiotici. Il presidente della FNOMCeO ha inoltre richiamato l'attenzione sul persistente malcostume italiano di acquistare antibiotici senza ricetta, fenomeno che richiede una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e un coinvolgimento responsabile di tutti gli attori del sistema: medici, farmacisti e pazienti.

L'impegno del Governo: investimenti e nuove molecole

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha illustrato le misure concrete adottate dal governo per contrastare l'antibiotico-resistenza. Quest'anno sono stati stanziati cento milioni di euro per antibiotici destinati specificamente a combattere le resistenze batteriche. Durante il G7 della Salute, il ministro Giorgetti ha inoltre annunciato un investimento di 36 milioni di euro nel meccanismo "push and pull", finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di nuove molecole per il trattamento di patologie resistenti.

Gemmato ha concluso sottolineando che nella legge di bilancio è previsto un ulteriore aumento del fondo per la farmaceutica, confermando l'attenzione del governo nei confronti di questa emergenza sanitaria.

Verso un uso responsabile degli antibiotici

La conferenza promossa dalla SIU rappresenta un momento cruciale di sensibilizzazione su un tema che richiede interventi immediati e coordinati a tutti i livelli. La sfida dell'antibiotico-resistenza può essere vinta solo attraverso un approccio integrato che coinvolga formazione, regolamentazione, ricerca scientifica e responsabilità individuale. La salvaguardia dell'efficacia degli antibiotici è una priorità di salute pubblica che non può essere ulteriormente rimandata.

Esaote debutta nella neurochirurgia con il sistema intraoperatorio I-Genius

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Al Congresso annuale EANS 2025 di Vienna, l’azienda italiana Esaote ha presentato I-Genius, il suo primo sistema di risonanza magnetica intraoperatoria dedicato alla neurochirurgia. Si tratta di un passo decisivo per il gruppo, tra i leader nel settore della diagnostica per immagini, che amplia così la propria presenza nel campo delle tecnologie medicali avanzate.

Un salto innovativo nella chirurgia del glioma

Il sistema I-Genius nasce per supportare i neurochirurghi durante gli interventi sul glioma, il tumore cerebrale maligno primario più diffuso. Grazie alla possibilità di effettuare controlli in tempo reale durante l’operazione, la risonanza magnetica intraoperatoria consente di verificare l’efficacia dell’asportazione tumorale e di ridurre i rischi di recidiva.

Secondo Esaote, l’obiettivo è migliorare la precisione chirurgica e aumentare la sicurezza per il paziente, unendo immagini ad alta qualità e una gestione intuitiva in sala operatoria.

L’impegno di Esaote per l’innovazione medica

Con I-Genius, Esaote rafforza la propria posizione tra le aziende europee più dinamiche nel campo della imaging diagnostics. Dopo anni di ricerca e sviluppo, la società conferma la capacità di coniugare tecnologia e accessibilità, portando in sala operatoria soluzioni che integrano imaging, software e facilità d’uso.

Il debutto a Vienna segna un punto di svolta: l’ingresso ufficiale nel settore neurochirurgico apre nuove prospettive di crescita e consolida la strategia di Esaote di creare sistemi integrati al servizio dei professionisti della salute.

EANS 2025: una vetrina per la tecnologia italiana

Il Congresso EANS, che riunisce ogni anno i massimi esperti di neurochirurgia a livello mondiale, ha rappresentato per Esaote un palcoscenico ideale per mostrare le potenzialità di I-Genius. La presenza dell’azienda italiana a Vienna conferma la volontà di competere sul piano internazionale con soluzioni tecnologiche sviluppate in Italia ma pensate per i centri di ricerca e cura di tutto il mondo.

Gerrit Marx all’Italian Tech Week: “Connettività e dati per un’agricoltura più efficiente e sostenibile”

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Durante l’Italian Tech Week alle OGR di Torino, Gerrit Marx, CEO di CNH, ha evidenziato l’importanza di questa manifestazione come piattaforma per presentare tecnologie innovative e dialogare con giovani startup. CNH, leader globale nelle macchine agricole, utilizza eventi come questo per costruire macchine più intelligenti e aiutare le aziende agricole a migliorare le rese e la qualità del cibo.

Intelligenza artificiale e connettività satellitare per l’agricoltura moderna

Una delle sfide maggiori nel settore agricolo è la connettività nelle aree rurali, dove spesso manca il 5G. Marx ha citato esempi di località remote in Brasile, Australia e Canada dove l’assenza di reti efficaci limita l’uso delle macchine agricole digitali e il monitoraggio in tempo reale dei raccolti. La recente partnership di CNH con Starlink nasce proprio per affrontare questo problema, offrendo connettività satellitare e migliorando la raccolta dati per decisioni più precise.

Agricoltura e sostenibilità: un impegno per le nuove generazioni

Marx ha sottolineato il valore dell’agricoltura come settore chiave per la salvaguardia del pianeta, tema centrale per i giovani. “La qualità del cibo e la salute del suolo sono priorità irrinunciabili, e vogliamo rendere l’agricoltura una carriera attraente per le nuove generazioni”, ha detto. CNH punta a innovare con tecnologie che uniscono efficienza produttiva e rispetto ambientale.

Jacopo Vasamì, la nuova promessa del tennis italiano

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Classe 2007, Jacopo Vasamì è una delle più luminose promesse del tennis italiano. Nato ad Avezzano (L’Aquila) e cresciuto tennisticamente tra Roma e la Rafa Nadal Academy di Marbella, Vasamì si è affermato a livello internazionale come numero 4 al mondo nella categoria Juniores, aggiornamento settembre 2025. Nel 2025, anno di svolta per la sua carriera, ha conquistato importanti risultati come la vittoria al prestigioso Torneo Bonfiglio di Milano e una semifinale nel circuito Challenger. Attualmente si allena a Roma sotto la guida dell’allenatore Fabrizio Zeppieri, figura chiave nel suo percorso di crescita.

La partnership tra Vasamì e Intesa Sanpaolo

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha ufficialmente accolto Vasamì nella sua squadra di testimonial, confermando l’attenzione verso i giovani talenti sportivi italiani. Jacopo si unisce così ai campioni già sostenuti dall’istituto di credito, come Jannik Sinner e Jasmine Paolini, ribadendo il ruolo di Intesa Sanpaolo come Host Partner delle Nitto ATP Finals di Torino e promotore di eventi tennistici di rilievo come il Piemonte Open e il Trofeo della Mole. La scelta di puntare su Vasamì si fonda su qualità come dedizione, serietà, talento e simpatia, valori che rappresentano un “orgoglio tutto italiano”.

Un modello di crescita e determinazione

La storia di Vasamì è quella di un atleta che ha saputo esplorare nuovi orizzonti inseguendo il sogno di diventare professionista. La sua esperienza alla Rafa Nadal Academy ha rappresentato un momento formativo cruciale, completato da un ritorno a Roma per seguire un progetto più personalizzato con Zeppieri. Nel 2025, Jacopo ha mostrato notevoli progressi, entrando nelle classifiche ATP grazie a ottime prestazioni che lo proiettano verso un futuro di successo nel tennis mondiale.